di Chiara Giovoni

Il Vinitaly 2011 sarà per sempre legato al serendipico ricordo di un incontro ispiratore, e alla magica sensazione di trovarsi per una sequenza di coincidenze fortuite al posto giusto nel momento giusto, per fare la conoscenza di qualcuno che inconsapevolmente ti cambierà la vita. L’arrivo in ritardo la mattina di venerdì a causa del traffico, il progressivo saltare di appuntamenti, la chiamata di un insostituibile amico per dirmi che aveva riservato un posto anche per me alla degustazione Terroirs UGM e, d’improvviso l’aprirsi dell’ingorgo, il parcheggio inatteso e l’arrivo alla sala prima dell’inizio:...
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Nel mondo dell’enogastronomia italiana in questi giorni si sentono solo due domande due: la prima, “A cosa serve il Vinitaly?” e la seconda “Vai al Vinitaly?” Sono stato la prima volta nella mia ormai non più breve vita alla mitologica Fiera l’anno scorso, che soffro di una forma quasi fobica di insofferenza per i luoghi enormemente affollati, le code, le calche umane, le inevitabili sopraffazioni che uno spirto gentile come me subisce in tali nefande condizioni ad opera di energumeni di ogni genere. Invece, mi sono trovato di fronte ad una vera e propria prova di sopravvivenza: un’ordalia...
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Gli ignari dovrebbero essere avvertiti prima: va bene che la manifestazione è vietata ai minori di diciotto anni, ma qui si dovrebbero prendere serie misure preventive. Vinitaly è una prova di sopravvivenza. Si dovrebbe sapere che è un girone dantesco dove dopo pochi istanti è tutto completamente fuori controllo. Ma Vinitaly è anche una manifestazione bellissima. Un sacco di cose, ben fatta, tanta gente, opportunità, movimento. E’ la mia proma volta, quindi non ho termini di paragaone, anche se due o tremila esperti di Sensible Economics (Economia Sensoriale) facevano a gara a dire che era un po’ meglio ma anche...
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“Che cosa ho fatto per meritarmi tutto questo” mi chiedevo al termine della telefonata con la quale la Casa Vinicola Zonin mi chiedeva di partecipare all’iniziativa “My Feudo” assieme ad altri 11 prescelti. Per la verità ancor oggi non me lo spiego: non sono un tecnico, non ho alcuna cultura teorica del vino. Bevo più che posso (nel senso che assaggio la maggior varietà di vini…) da solo e in compagnia, mi prendo il rischio di raccontare cosa ci sento dentro quel bicchiere magari facendomi coprire d’infamia (uno, due). Vediamola così. Da un lato Zonin rappresenta l’altro vino:...
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