
Negli anni ’80 portavamo i ginx a vita alta e ridevamo quelli che si vedeva l’ombellico; negli anni ’90 portavamo i ginx a vita alta e ridevamo quelli che li avevano sotto le ascelle. O forse il contrario ma: non c’è verso. Brezze, venti, addirittura monsoni attraversano il senso estetico modificandolo alla radice, generando partiti e partitini disposti a immolarsi per un’idea che dieci anni dopo sarà morta, sepolta, mummificata.
Negli anni ’70 ci stimavamo assai dei pantaloni a zampa, e ridevamo quelli che li avevano stretti. Negli ’80 andavamo con le brache a sigaretta e ridevamo quelli a zampa. Ed eravamo gli stessi, ed eravamo senza…
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Non è proprio Sènnori, ma lì appresso: qualche tornante in più o forse qualcuno in meno, quel che basta per obliterare le azzurità del mare che qui pare abbia ragione di tutto. Ma non è così, perchè la costa di Sassari non è il meglio di Sassari: basta ubriacarsi delle giravolte del Canyon di San Lorenzo, o precipitare dalle pareti impervie del Castello Malaspina di Osilo (accento sulla prima “o”), oppure sciogliersi di fronte alle incredibili peripezie della luce del tardo pomeriggio sulle pareti pisane dell’Abbazia di Saccargia.
Strade arrotolate, ripide, solitarie: anzi, solinghe. Incontrare qualcuno è un segno di vita, mentre dai finestrini aperti…
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![VDT Cinquecampi Rosso – Cinque Campi 2007 [6.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/cinque-campi-rosso-cinque-campi-2007.jpg)
Giovinezza e passione, storia e contemporaneità nell’ardito progetto di Cinque Campi. Biologico e naturale i comandamenti della piccola azienda di Montecavolo di Quattro Castella, provincia di RE.
Il “Rosso” ricorda i più solidi Lambruschi del nonno: scurissimo e pigmentato, ha bordo millimetrico in tinta fucsia, spuma generosa ma pigra, color vinaccia, e tanta roba sul vetro tirata in archetti languidi.
Non è un vino per tutti: richiede una prestazione olimpionica da parte dell’assaggiatore. Scabro, fitto di note carnali, corteccia, muschio. Niente frutto, richiamo della foglia di pomodoro. Una nota d’inchiostro introduce una bocca…
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![VdT Colli di Luni Viasso – Prima Terra 2006 [9.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/colli-di-luni-viasso-prima-terra-walter-de-battè.jpg)
La sperimentazione di Walter de Battè, nume tutelare della viticoltura eroica attorno alle Cinque Terre, giunge a coniugare Vermentino, Albarola e “altri vitigni di taglio aromatico” – Traminer e Chardonnay – in biologico, e senza solfiti aggiunti.
Solo acciaio, macerazione sulle bucce paziente.
Vero, il colore è dorata dell’oro usato, e splendente. Tira una riga perfetta sul vetro, disarticolata in rapide colonnine. Ha un profumo complesso già dopo questi tre anni: pur senza legno, ricorda la vainiglia.
Finissimo, ha trama di tulle, con una traccia di buccia di limone. Solo in finale appena una gesto, un soffio d’idrocarburi.
Bocca…
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