![DOC Sagrantino di Montefalco – Rocca di Fabbri 1997 [6.5]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/sagrantino-di-montefalco-rocca-di-fabbri-1997.jpg)
Granato, cupo nel cuore, profondo. Gli archi sono altissimi, le lagrime rare e movimentate. Il naso è aperto da una sgarbata nota animale, equina, da cui non riescono ad emergere altro che vibrazioni fumose, ruvide. Il sorso attacca, levigato, e non esente da qualche mollezza. Quando si incontra poi il centro lo si trova piccante, alcoolico, e un poco svuotato di sotto. Anzi, scavato. Verso la fine il sorso si carica delle tensioni tanniche, astringenti e puntute, leganti. Certo vive. Anche un po’ corto il finale, stanco e rasposo. Bicchiere più curioso che indimenticabile.
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![DOC Sagrantino di Montefalco Passito – Arnaldo Caprai 1986 [8.5]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/sagrantino-a.caprai.jpg)
Più di vent’anni fa ero giusto uscito dal tunnel del Rosatello Ruffino, ma mi piaceva già – e molto – scapiccolarmi su e giù per l’Italia. Appena finito il militare s’era con quattro soldi in tasca, e tutto si misurava: quindi una vacanzina fuori stagione di qualche giorno in Umbria era un autoregalo di un certo pregio. La mia attrazione fatale per le cose buone aveva già attecchito, sottopelle: mancava spesso la materia prima per darle corpo. Quella volta – lo ricordo ancora – una cena alla Fornace di Mastro Giorgio a Gubbio fu un’emergenza sensoriale. La sera dopo, alla Loggia...
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![IGT Umbria Grechetto “Anima Umbra” – Arnaldo Caprai 2009 [6.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/umbria-grechetto-anima-umbra-arnaldo-caprai-2009.jpg)
Nel mondo del vino esistono delle griffe, che nobilitano con la loro stessa essenza quasiasi flacon adornino: Arnaldo Caprai è una di queste, e se ne può solo e sempre dir bene. Dunque il grechetto “griffato” Caprai: chiama attenzione, fosse solo per l’autorevolezza del produttore. E’ chiarissimo, virato al bianco glaciale, con sterzature grigie. Di modesta tensione materica esprime un frutto moderato, composto e ritirato, spostato su una base minerale con altre intuizioni: di miele, di pesca gialla matura, e una rassicurante freschezza. Sorso un po’ piegato subito all’abbocco, con una linea...
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![1′ora Vissani, Civitella del Lago TR [9.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/1ora-vissani002.JPG)
Il problema di scrivere di Vissani è, appunto, scrivere di lui o essere scritti da lui. La sua figura immanente nella gastronomia di vertice italiana è così ben ritagliata, così incisiva da risultare preponderante in qualsiasi racconto. Anche questa sua ultima, spettacolare avventura dell’Ora Vissani è frutto della sua inventiva e della sua spumeggiante forza di provocazione: una sosta in uno dei più grandi ristoranti d’Italia (e quindi d’Europa, e quindi del mondo) al prezzo di pizza e birra, più o meno. Impossibile resistere alla tentazione: anche dell’indagine, per scoprire se è vera gloria o se...
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![DOCG Sagrantino di Montefalco – Antonelli 2003 [8.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/sagrantino-di-montefalco-antonelli-2003.jpg)
Il rubino non manca: è profondo, sangue venoso, intenso. Appena una pennellata d’acquerello sul bordo, a sfumare. Finissimo e saldo il velo sul vetro, non ostante tutto senz’ombra di pigmento: un merletto appena accennato, fittissimo e perfettamente definito. Immobile. Il naso è ampio molto maschile: ma giammai maschio. Ha le pieghe della spezia e delle erbe medicinali, con la base seducente di tabacco ben conciato. Sotto, il tappeto di frutta rossa, generoso. Botta di tannino alla prima labbrata: abbastanza legante di suo: poi sorretto da una formidabile spina alcoolica viaggia veloce vero il centro, dove il sorso...
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