
Il filosofo potrebbe disputare su cosa ci fanno quegli UFO appesi alla parete in trattoria veridica, con la scritta dipinta sull’intonaco, all’ombra della scoscesa parete della Valle. Il filosofo potrebbe discutere di quale cucina si fa sul confine tra Piemonte e Val d’Aosta: plin e lumache, trippe e sformatini, langhe e francia nel piatto.
Oppure ci si può sedere e satollarsi, banalmente: felici….
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Dopo quarantamila anni di grigio, oggi le belle colline borzanitane sono pennellate dei colori gialli del sole piegato di febbraio. E’ buffo, il sole d’inverno: sembra una lampadina indecisa. Si alza sopra l’orizzonte, ma solo un po’, e appena arrivato a mezz’altezza torna a nascondersi di corsa. Al massimo riesce a stiracchiarti lunghe ombre azzurrine alle spalle, indolori.
Così rasserenato penso a questo nostro paese, che sa essere il più bello con le più belle genti e che spesso riesce a rovinarsi per una complessa tendenza all’autolesionismo. Ma solo di superficie: come quelli che si fanno i taglietti sulla pelle, senza mai affondare…
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![Il Sabato del Villaggio | Milioni di mosche non possono sbagliare [cit.]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/immagine-071-800x600.jpg)
E’ un bel momento, per la gastronomia: tutti ne parlano, tutti ne dicono, tutti ne filmano, tutti ne scrivono. Accendo la TV e vedo uomini corpulenti in giaccia bianca menar padelle. Incontro un amico che non vedo da vent’anni e mi dice, Sai, voglio aprire un fudblò. Accendo l’aradio e a Decanter personaggi di un certo livello pallano di cibo e di vino: hair stylist, comici di Zelig, ex mogli di costruttori d’assalto.
Il mio amico Pier – che nella vita abbatte foreste per costurire tetti – mi manda un SMS stralunato: “Il mio maestro d’ascia mi ha detto che vuol comprare Cotto e Mangiato, cosa posso fare?” Gli ho risposto: Abbattilo….
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Vivo un’ idea rarefatta dell”Emilia: non quella geografica canonizzata e istituita, ma quella che leggo sulla pelle. Io che non ho campanile e freguntubo dei noi e voi, e che mi viene l’orticaria solo a vedere l’ombra di un confine soprattutto culturale. Ma l’Emilia – che non vivo più metro per metro come facevo una volta, ora che son sospinto altrove dagli zefiri della vita – ha un perimetro più ristretto. Sento poco Emiliamìa la provincia di Piacenza, che sborda in Lombardia per i diritto e per il rovescio: sarà per riminiscenza natatoria, che nelle regioni della FIN (Federazione Italiana…
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![Antica Trattoria Cognento, Campagnola Emilia RE [6.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/Immagine-003-800x6001.jpg)
La pianura reggemiliana è la stessa, ma negli ultimi due, tre anni ha subito un assassinio: la nuova viabilità suburbana, sponsorizzata da amministrazioni che odiano la circolazione automobilistica, non è più la stessa. Le buffe e pericolose strade della bassa, affiancate da profondi canali e platani pluriomicidi sono state sostituite da autopiste da formula uno: larghe venti metri, con i cordoli bianchi e gialli, curve tracciate al computers. E rotonde. Rotonde grandi, piccole a una e due vie di marcia: brulle o piantumate, secche o segnalate ma fitte, continue vorticose al punto da smarrire l’orientamento. Che non è cosa difficile, in queste lande prive di punti di …
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