Ottenuto da vigneti a bassa resa dell’arcipelago toscano, con una lunga e delicata passitura, presenta un bel colore ramato che risplende di riflessi solari, come a compendiare la luce dell’Elba. Grasso sul cristallo, ha naso evoluto, sentori corpulenti di vaniglia e zucchero di canna. La bocca è dolce ma non stucchevole, forte d’alcool e di corpo. Attacca morbido, appaga nel seguito, continuo in uscita. Eccellente….
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Impenetrabile, nero, profondo. grasso nel bicchiere, con archetti cospicui. ha note enormi di ciliege sotto spirito, muschio e funghi, l’attacco è imponente, il corpo spesso, l’aura rutilante. lunghissimo di frutto esaltante….
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Cabernet 30%, Sangiovese 30%, Merlot 30%. L’impronta è viola, insondabile, con toni terrosi. Il naso è timido – assai più di quanto ti aspetteresti – poco esuberante, con note di fieno e di roccia, fini ma evanescenti. Poi vira ad un muschioso sentore d’acqua di fonte, fresco ma quasi imperscrutabile. La bocca è più compiuta, con una forte connotazione alcoolica. attacca vigoroso, si sviluppa pieno e termina lungo e copioso, ma con un che di imperfetto. Vino di carattere, ma non semplice, e pare non perfettamente riuscito….
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C’è un pezzo di storia, nel locale di Giancarlo Bini. Perché s’ha da sapere , per chi non lo sappia, che qui si faceva la carta degli olii quando l’Olio Extravergine era cosa di marziani: e nei piatti dell’Ombrone c’è tutto questa passione, a costo di scelte esiziali. Solo pasto completo, e solo per chi beve vino, gli astemi graditi altrove. E il posto vale il viaggio, conficcato nella bella piazzetta su cui aggetta la stupefacente loggia medievale di Suvereto, gioiello ruvido e ascoso della più ruvida maremma.
Avrai dunque antipasti dal territorio, tra cui scegliere il gustoso prosciutto di montagna, ed avrai la golosità di crostini con sapori intensi: fegatini di manzo,…
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Già il golfo di Baratti con le sue sabbie multicolori e i suoi brillantini con il sole di striscio al tramonto, varrebbe il viaggio. Già l'ascesa all'acropoli di Populonia, erta nella fitta lecceta a sfociare in estuario nel castello, nel piccolo borgo racchiuso è un regalo impagabile. Trovarvi poi qualcuno che abbia dedicato la sua vita a rendere "ristorante" – participio presente – un posto dove si mangia in amena località turistica guarendo dalla pandemia di grigliata-mista-fritto-misto è una specie di dono che non va sprecato.
Qui non si spreca tanta fortuna, che ad onta di una certa vagolante autoreferenzialità…
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