![Dai Cento, Podenzana MS [6.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2577-733x550.jpg)
Dicono la Terra dei Cento Castelli, e tanti ce n’è: poi guardi e molti son mucchi di pietre. Altri case grandi e vecchie la cui primordiale potenza sta seppellita sotto secoli di superfetazioni, ammodernamenti, accomodamenti, e crolli finanziari. Molti privati, e quindi in condizioni polverose: che il tempo di mantenere case grandi e vecchie con la rendita è cosa d’altri tempi.
T’arrampichi allora, verso Podenzana e il suo castello: oggi una residenza signorile, in cui è traffico di ritrovare simboli guerreschi. E sono curve e contro curve e ancora curve, tanto che griderai bastacurve prima di giugnervi.
Poi sull’unica via che unisce i borghi di questo…
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![Osteria di Passignano, Badia a Passignano FI [7.1]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_3990-copia-733x550.jpg)
Scendere la stradetta bitorzoluta obbliga ad una marcia circospetta, pena un’esperienza prossima alle montagne russe: con altrettanta fatica per pilora e ammortizzatori. Obbliga anche a prendere coscienza della vista struggente sulla Badia: un borgo conchiuso e stretto come il guscio di una noce, e dello stesso colore colorato: pietra, mattoni, e piccole folgori di verde.
Una perfetta sintesi dell’iconografia toscana, con cui ho un rapporto di amorevole conflitto: come quelli di una coppia di lunga data, non più unita dal cieco amore ormonale ma da un affetto circospetto e un po’ micragnoso, in cui il dare l’avere si rincorrono a misurarsi.
Ecco il paesaggio…
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![DOC Morellino di Scansano “Colli dell’Uccellina” – La Selva 2005 [7.4]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/la-selva-colli-delluccellina-2005-morellino-di-scansano-733x550.jpg)
Nel 2005 l’acquisto di questo flacon di Morellino bio era quasi un atto evangelico: Karl Egger costituiva una specie di mosca bianca per la sua vocazione “naturale” e per il suo stesso cognome, trapiantato in toscana in modo stabile ormai da anni.
Ora – nel venti-undici – non c’è nulla di inconsueto nella produzione de La Selva, assaggiarlo costituisce una succosa normalità.
È nero-bruno, molto carico e concentrato: appena più rubino il bordo, ma fortemente pigmentato. Ha materia da vendere sul vetro.
Anche il naso è scuro: ha tono di infuso di noci in mallo, cuoio, non banali elementi di sapore animale. Risulta anche una virgola di cartone…
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di Chiara Giovoni

Arrivare a Firenze in una splendida giornata di novembre, in piena estate di San Martino è già un ottimo motivo per essere presente alla prima tra le Anteprime della stagione, quella del Chianti Rufina, DOCG alle porte della ex capitale del regno d’Italia. Proprio ai tempi del Granducato di Toscana risalgono le prime testimonianze che attestano la zona vitivinicola attorno a Firenze come una delle più vocate per la produzione di vini di qualità, e ancora oggi la tradizione si mantiene, grazie ad una invidiabile posizione e ad un’altitudine che ne fa la DOCG più alta della regione.
La presentazione dell’Annata 2010 e della Riserva 2009 è stata preceduta da una…
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di Chiara Giovoni

Ci sono forme di energia alternativa. Sono energie che salgono dal centro di noi, in un punto a metà tra il cuore e lo stomaco, in un punto a metà tra l’anima e il corpo, in un punto a metà tra l’istinto e l’intuito, in un punto a metà tra il cielo e la terra. La terra: così potente nelle sue espressioni più autentiche, quando affiora carica di intensità da un vino, che ti inchioda ad una sensazione inequivocabile di appartenenza quasi fisica ad un luogo.
Il Chianti Classico è il vino a metà tra il cuore e lo stomaco della Toscana, a metà tra l’istinto di un terroir e l’intuito della mano dell’uomo, è “la quadratura del cerchio” fondata…
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