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	<title>appunti digòla &#187; Tasting Panel</title>
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	<description>appunti e disappunti di gaudenza quotidiana</description>
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		<title>Paglia &#124; Tasting Panel per cambiare il mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 11:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo Paglia</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[# Poggio Argentiera]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpaolo Paglia]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting Panel]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="size-large wp-image-14494 aligncenter" title="Il Legno di Poggio Argentiera..." src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/capatosta-2005-poggio-argentiera-1-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Giugno 2008: tutto  inizia qui.
È da un po&#8217;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/capatosta-2005-poggio-argentiera-1.jpg" rel="lightbox[14392]"><img class="size-large wp-image-14494 aligncenter" title="Il Legno di Poggio Argentiera..." src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/capatosta-2005-poggio-argentiera-1-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Giugno 2008: tutto  inizia <a title="Tasting Panel Poggio Argentiera" href="http://poggioargentiera.com/blog/2008/06/26/pannello-assaggiatori/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>È da un po&#8217; che ci penso. Internet 2.0 vuol dire rapporti diretti tra  azienda e consumatore. La mia azienda produce vino, quale puo&#8217; essere  rapporto  piu&#8217; diretto che dire al consumatore: <em>&#8220;tiè, questo e&#8217; il mio vino, assaggialo,  dimmi (ed eventualmente scrivi) che ne pensi&#8221;</em>?</p>
<p>Pero&#8217; cosi&#8217; non basta, ci  vuole anche una promessa chiara e trasparente: quello che scrivi, nel bene o nel male, lo riporterò integralmente sul mio sito internet, disponibile per tutti quelli che verranno  dopo perché possano farsi un idea di cosa aspettarsi dai miei vini. Così mi  sembra giusto, mi pare che ci siano tutte le parti del <em>&#8220;deal&#8221;</em>.</p>
<p>Ho gia&#8217;  fatto qualche esperimento in precedenza, mandando qualche bottiglia a 5-10  persone, ma voglio che i numeri dei commenti siano nell&#8217;ordine delle centinaia e  non delle decine. E così comincio con 50 persone, alle quali mando 6 bottiglie  diverse dei miei vini, e rimango in attesa &#8211; con il cuore un po&#8217; palpitante &#8211; di  sentire il loro feedback.</p>
<p>Dopo questo primo invio seguiranno altre 50 persone, e poi ancora  50,  per un totale di 150 assaggiatori (in realta di più perché molti erano in  gruppo): saranno circa 380 i commenti ricevuti e registrati sul mio sito, e non so  quante decine di posts in giro per la rete. Questi sono i fatti.</p>
<p>Ma  com&#8217;è andata veramente, cosa mi aspettavo da questa esperienza?</p>
<p>Diciamolo  subito, lo scopo immediato era quello di fare<em>&#8220;buzz&#8221;</em>, rumore, pubblicità per  l&#8217;azienda attraverso i commenti sui vari blogs (non tutti i partecipanti erano  bloggers, molti non avevano nessuno strumento di diffusione della loro  degustazione, ma non volevo essere troppo stringente con i criteri di  inclusione).  Direi che lo scopo è stato raggiunto.</p>
<p>Resta la domanda: farsi pubblicità in  questo modo è lecito? Io credo di sì, perché è da me pagata (oltre 900  bottiglie di vino spedite), e soprattutto perché io non posso sapere in anticipo  se la pubblicità sarà positiva o negativa. Avrò quello che i vini si meritano,  nulla di più e nulla di meno, e questo mette a posto l&#8217;etica, secondo me,  perché il rischio sta tutto dalla mia parte.</p>
<p>Altro scopo era quello di  permettere a chi si interessa a vario titolo dei miei vini, di trovare un  capitale di recensioni, non solo fatte da Parker, Gambero Rosso e compagnia, ma  anche da decine e decine di persone indipendenti. Personalmente quando devo  acquistare qualcosa cerco sempre dei siti dove si possa andare oltre la  recensione ufficiale, per quanto autorevole, del prodotto che mi interessa.  Voglio vedere se escono 2, 3, 4, 10 voci che dicono &#8220;ehi, questo prodotto è una sòla, non lo comprare&#8221;. E se è così, non lo compro.</p>
<p>Il terzo era  quello di mettermi alla prova, o meglio mettere alla prova i miei vini. Per  quanto sembri scontato e banale, non è così facile sentirsi dire in maniera  diretta e qualche volta a muso duro, quello che la gente <em>veramente</em> pensa dei  tuoi vini. E per quello che ho potuto vedere le recensioni fatte nel tasting  panel, e più in generale su internet, non soffrono di timidezza.</p>
<p>Ho  raccolto tutto quello che mi aspettavo? No, ho raccolto molto di  più.</p>
<p>Diciamoci la verità, mi aspettavo che i vini andassero abbastanza  bene. Avevo messo in conto qualche commento negativo, anzi, lo auspicavo. Che  valore verso l&#8217;esterno può avere un tasting panel se tutti i commenti sono  positivi? Sembrerebbe fatto apposta.</p>
<p>Su un campione di circa 200 note ho  registrato (con molta approssimazione visto che volutamente non avevo dato  nessuna indicazione su come valutare i vini): 140 positivi 49 neutri 17  negativi. È molto importante dire che giusto 2-3 anni fa avevo intrapreso una  strada di revisione dei miei vini. Sentivo che qualcosa non era centrato, che  non riflettevano più completamente la mia visione del vino, che era ora di  cambiare qualcosa. Oggi, posso senza ombra dubbio dire che quei commenti  negativi (e forse anche più quelli &#8220;neutri&#8221;) hanno contribuito non poco a dare  la spallata finale e convincermi che era ora di cambiare. E così è stato.  Abbiamo cancellato tante sovrastrutture che ci sembravano ridondanti e superate,  e che ci pareva ci inchiodassero ad una maniera di fare vino che alla fine non  soddisfaceva neanche più il nostro gusto.</p>
<p>Insomma, eravamo partiti per  cambiare il mondo, e alla fine siamo stati cambiati noi. Questo lo considero il  più bel risultato, quasi il più bel regalo che mi ha portato il tasting panel,  mi ha dato una visione terza e indipendente di dove eravamo e mi ha spinto a  cambiare. Vedremo se alla fine i vini di oggi piaceranno di più o di meno di  quelli di ieri, ma il vero punto è che oggi piacciono di più a noi che li  facciamo perché in fin dei conti, sotto sotto, qualcuna di quelle critiche le  avremmo potute scrivere noi stessi.</p>
<p>Lo farò ancora? Non lo so, è una  questione che sto rimuginando. Non vorrei ripetere pedissequamente la stessa  cosa fatta allora. Non è più una novità e vorrei andare oltre, ma ancora non  so come. È probabile che qualche tasting panel in scala minore, per qualche  vino particolare lo si potrà ancora fare in futuro.</p>
<p><span style="color: #888888;"><em>NdR: Gianpaolo Paglia è il &#8220;vignaiuolo 2.0&#8243;, uno dei primi a intuire le formidabili potenzialità della Rete. Con i sue due marchi, <a title="Poggio Argentiera" href="http://poggioargentiera.com/" target="_blank">Poggio Argentiera</a> e Antonio Camillo offre un ventaglio assai multiforme del vino maremmano.</em></span></p>
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		<title>Tasting Panel &#124; Oneglass</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 05:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[oneglass]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting Panel]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="size-full wp-image-10456 aligncenter" title="Oneglass" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-8-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" />
La curiosità è nata quando è stata presentata...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-8-800x600.jpg" rel="lightbox[10454]"><img class="size-full wp-image-10456 aligncenter" title="Oneglass" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-8-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>La curiosità è nata quando è stata presentata l&#8217;<a href="http://www.oneglass.it/">iniziativa</a>: un Panel che valutasse il contenitore ancora prima del contenuto. Per la verità basta fare una riflessione nemmen tanto sagace per rendersi con che l&#8217;dea è la soluzione per molte domande. La portabilità, il tappo, lo stoccaggio. Il limite etilometrico, la moderazione nel consumo, la lotta agli sprechi. Insomma c&#8217;erano abbastanza motivi per partecipare alla giostra con la mente aperta e senza pregiudizi.<br />
Poi arriva il kit di Oneglass, una delle &#8220;confezioni&#8221; più belle che mi sia capitato di vedere. Aspetto suburbano, post industriale di imballaggio usato, in realtà raffinatissimo cartone fustellato. Stampa delavè e font &#8220;timbrato&#8221; per quello slogan, &#8220;vino allo stato puro.&#8221; per la verità anche sovraesposto. Il target appare di un consumatore sensibile anche alla raffinatezza ed alla cura del packaging.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-6-800x600.jpg" rel="lightbox[10454]"><img class="size-full wp-image-10457 aligncenter" title="Oneglass" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-6-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>In effetti tenere in mano la &#8220;bottiglia&#8221; di Oneglass è una bella sensazione. Quella mano pesca, quella gommina-grip che è un piacere tenere tra le mani. Avare le informazioni sul contenuto: generiche note di degustazione, composizione del blend dei vitigni, ma nessuna indicazione sulla provenienza, sul produttore, sulla vinificazione. Le indicazioni d&#8217;uso sono chiarite da un paio di pittogrammi a cui non presto alcuna attenzione, e mi fido di più delle fessure predisposte ai lati del collo della bottiglia. Temevo assai l&#8217;effetto brick, una delle cose più detestabli che sia mai stata inventata dall&#8217;uomo: invece qui l&#8217;apertura è agevole, proprio un gesto.<br />
La mescita è meno intuitiva. Arranco attorno allo strappo cercando di aprire il varco premendo sui  bordi del contenitore ma ho mala parata. Solo dopo varii armeggiamenti mi arrendo, capovolgo la sacchetta e strizzo. Ecco fatto. Bastava guardare la figura, dice, ma in verità non è bastato. Una volta compreso il meccanismo va tutto liscio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-10-800x600.jpg" rel="lightbox[10454]"><img class="size-full wp-image-10458 aligncenter" title="Oneglass" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-10-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Altra cosa di gran vantaggio è la praticità di preparazione. Nella sera più calda degli ultimi duemila anni, con 31 gradi netti per casa, il bianco va a temperatura di servizio din 10 minuti di freezer, mentre il rosso raggiunge il &#8220;fresco cantina&#8221; in poco più tempo nel reparto frigor.</p>
<p>Verso: sono 100ml, cioè meno di una calice da mescita, in pratica la quantità da assaggio ad una degustazione. Due sorsi e via. Certo l&#8217;ideale per i posti di blocco con l&#8217;etilometro, ma di certo inadeguata ad una fruizione appena più libertina del prezioso liquido.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-11-800x600.jpg" rel="lightbox[10454]"><img class="size-full wp-image-10459 aligncenter" title="Oneglass Pinot Grigio" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-11-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>IGT delle Venezie Pinot Grigio 2009: limpidissimo e chiaro, presenta invece qualche sentimento più oscuro al naso, una sensazione di cotto e molle che cozza con l&#8217;idea di freschezzadel bianco. Il sorso invece è secco, e non ribatte le caratteristiche. Al termine resta la nota alcoolica, in una generale idea di soddisfazione assai moderata.</p>
<p>IGT Toscana Sangiovese 2008: meglio, con questo naso più asciutto e plausibile, seppure semplice, piuttosto fermo. Stretta anche la bocca, non esente da una leggera, sfocata sensazione tannica. Il rosso rubino all&#8217;assaggio dice di una certa linearità, di correttezza, nel limine dei tradizionali vini della casa in osteria.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-16-800x600.jpg" rel="lightbox[10454]"><img class="size-full wp-image-10460 aligncenter" title="Oneglass Sangiovese" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-16-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Oneglass in confezione da 16 pezzi costa poco meno di 26 europei. Una bottiglia quindi (8 bicchieri) vale 13, cioè il prezzo di un vino già di un certo prestigio. Dunque il target non solo è del pubblico che apprezza l&#8217;immagine, ma anche di chi si avvicina al vino &#8220;taglio alto&#8221;: molto più alto degli sfusi e dei bag che stanno spopolando tra l&#8217;utenza popolare, senza abbandonarne sensibilmente la sensazione organolettica.</p>
<p>Praticità dunque, fin che vuoi, con il dubbio della modica quantità. Prezzo che paga più l&#8217;innovazione e la confezione che il contenuto. Forse i bianchi particolarmente stressati dalla procedura di imbottigliamento soffrono di più, ma la domanda è a quei prezzi nonvale la pena di spostarsi direttamente su un vino che vlgalapena di essere bevuto anche in modica quantità?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-20-800x600.jpg" rel="lightbox[10454]"><img class="size-full wp-image-10461 aligncenter" title="Oneglass" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-20-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
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		<title>Grappa di Carmenere &#8211; F.lli Brunello</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 06:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[F.lli Brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Grappa di Carmenere]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting Panel]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa pagina rientra nell&#8217;ambito del Tasting...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa pagina rientra nell&#8217;ambito del Tasting Panel F.lli Brunello 2009</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/carmenere-3.jpg" rel="lightbox[8180]"><img class="size-medium wp-image-8183 aligncenter" title="Grappa di Carmenere - F.lli Brunello" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/carmenere-3-400x300.jpg" alt="Grappa di Carmenere - F.lli Brunello" width="400" height="300" /></a><em><br />
</em></p>
<p>Brunello distillato da quasi due secoli. Bella forza si dirà,<em> nomen omen</em>. Però la storia della Distilleria Brunello è storia di donne, di donne fuori dal loro tempo: che la svolta la diede una donna che lasciò in eredità molto più che un perduto patronimico.<br />
Leggendo la vasta e precisa documentazione al seguito del campione del Pannello d&#8217;Assaggio ci si può facilmente rendere conto di cosa significa &#8220;distillatori per passione&#8221;.<br />
Oltre all&#8217;ampio catalogo alla Brunello si fa ricerca: nella linea Ricordi convergono le vinacce di vitigni quasi perduti e comunque rari, quelle varietà impervie e improduttive che la moderna economia di mercato sacrificherebbe ad un ruolo più marginale. Non fosse per qualche appassionato avremmo perduto le vibrazioni del tutto atipiche che ci possono regalare, a partire da questo difficile carmenere. Matura bene sui colli Berici, altrimenti smarrito e confuso con altre varietà bordolesi a bacca rossa e di gran corpo, spesso abbandonato per la sua spiccata tendenza a madare in malora il raccolto.</p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/carmenere-bicchiere.jpg" rel="lightbox[8180]"><img class="alignnone size-medium wp-image-8184" title="carmenere - bicchiere" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/carmenere-bicchiere-225x300.jpg" alt="carmenere - bicchiere" width="225" height="300" /></a></em></p>
<p>Chiara e limpida come acqua di fonte, ha naso diretto e deciso, non privo di un riverbero di frutto in risonanza. Vibrante d&#8217;alcool, non perde la linea di una pulizia cristallina, nemmeno con l&#8217;ultimo, curioso alito floreale. L&#8217;assaggio è rotondo subito: l&#8217;attacco è folgorante e richiama una sensazione di pane tostato, cui si appoggia una virgola dolce e puntuale. Poi la bocca s&#8217;allarga riprendendo i ricordi fruttati, molti e sfumati: le analogie passano rapide dalla prugna alla ciliegia, addirittura un breve riflesso agrumato.<br />
Infinito il termine, ritmato più dagli aromi che dalla potenza del corpo. Niente muscolo ma tanta flessuosità, in spire avvolgenti.<br />
Un distillato emozionante, eguale solo a se stesso.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/cartellino.jpg" rel="lightbox[8180]"><img class="size-medium wp-image-8185 aligncenter" title="Carmenere" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/cartellino-397x300.jpg" alt="Carmenere" width="397" height="300" /></a></p>
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		<title>Tasting Panel is the New Loud</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 10:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[# Poggio Argentiera]]></category>
		<category><![CDATA[Distelleria Brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Fattorie Fiandino]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting Panel]]></category>
		<category><![CDATA[Zonin]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7452" title="Tasting Panel" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/vini_bianchi_macerati-150x150.jpg" alt="Tasting Panel" width="150" height="150" />In principio fu Poggio Argentiera: il funambolico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/vini_bianchi_macerati.jpg" rel="lightbox[7451]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7452" title="Tasting Panel" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/vini_bianchi_macerati-150x150.jpg" alt="Tasting Panel" width="150" height="150" /></a>In principio fu <a href="http://poggioargentiera.com/">Poggio Argentiera</a>: il funambolico GP Paglia sottopose i suoi vini a 100 assaggiatori senza filtri. Niente selezione degli assaggiatori, niente sguardi occhiuti sul dilettantismo, niente censure sui commenti. Fu un successo, tanto che lo ripetette. Tanto che un&#8217;altra figura di spicco del mondo del vino, <a href="http://www.wineislove.it/">Francesco Zonin</a>, lo seguì. Per certi versi ancor più rivoluzionario, che una Casa di quel &#8220;peso&#8221; si mettesse in giuoco così spregiudicatamente.<br />
Non è una velleità: io credo si tratti di una forma di sondaggio di spessore colossale &#8211; una fonte di informazioni micrometrica &#8211; a costi irrisori. E una forma di <em>buzz </em>di eccezionale precisione, oserei dire chirurgica: niente a che vedere con la fumosa obliquità di molti piani di marketing virale che mi trovo a valutare. Qualcuno, ma non si sa chi, fa qualcosa &#8211; ma non si sa cosa &#8211; da qualche parte: ma non si sa dove.<br />
Mi piace.<br />
Ora il saggio Davide Cocco di <a href="http://www.studiocru.com/post.php?post=93">StudioCru</a> segnala il Tasting Panel della Grappa della <a href="http://www.brunello.it/">Distilleria Brunello</a>: inutile dire che mi sono iscritto.<br />
Curioso quello del burro delle <a href="http://www.fattoriefiandino.it/">Fattorie Fiandino</a>. Mi sa che lo provo.</p>
<p><em>Immagine: <a href="http://www.sorgentedelvino.it/img/vini_bianchi_macerati.jpg" rel="lightbox[7451]">Sorgente del Vino</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>IGT Maremma Toscana &#8220;Maremmante&#8221; &#8211; Poggio Argentiera 2008 [7.4]</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7349" title="IGT Maremma Toscana &#34;Maremmante&#34; - Poggio Argentiera 2008 [7.4]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/maremmante-2008-poggioargentiera-150x150.jpg" alt="maremmante 2008 - poggioargentiera" width="150" height="150" />E&#8217; uno dei prodotti più meticci del funambolico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/maremmante-2008-poggioargentiera.jpg" rel="lightbox[7348]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7349" title="IGT Maremma Toscana &quot;Maremmante&quot; - Poggio Argentiera 2008 [7.4]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/maremmante-2008-poggioargentiera-150x150.jpg" alt="maremmante 2008 - poggioargentiera" width="150" height="150" /></a>E&#8217; uno dei prodotti più meticci del funambolico produttore di Banditella, non solo per la natura: un blend paritario di Alicante e Syrah. Ma anche per spirito costitutivo.<br />
Nero di cuore e purpureo al bordo, aderisce strettamente al vetro, senza tremori.<br />
Robustamente alcoolico, esprime una potenza di frutto linda e giojosa anche all&#8217;olfatto. Frutto maturo, ben esposto; poi una spezia finissima, quasi un&#8217;eco; poi un sottofondo appena terroso.<br />
Nel sorso le due anime &#8211; peraltro contigue &#8211; paiono compiersi, fin dall&#8217;attacco perentorio.<br />
Subito pronto il succo, zuccherino nel centro, piuttosto ampio e fervido: millimetriche corrispondenze e passo cadenza.<br />
Il corredo tannico che giunge a traino è dolce e vigoroso, e composto.<br />
Tien di lungo al termine, sì.</p>
<p><em>Primo di sei, <a href="http://shop.poggioargentiera.com/pagina.asp?lingua=0&amp;idpag=77">PoggioargentierA Tasting Panel</a> 2009</em></p>
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		<title>DOC Primitivo di Manduria &#8220;Altemura di Altemura&#8221; &#8211; Masseria di Altemura 2006 [6.7]</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 05:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Altemura di Altemura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Zonin]]></category>
		<category><![CDATA[Masseria Altemura]]></category>
		<category><![CDATA[Primitivo di Manduria]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting Panel]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4192" style="border: 1px dotted black; margin-left: 5px; margin-right: 5px; float: left;" title="DOC Primitivo di Manduria &#34;Altemura di Altemura&#34; - Masseria di Altemura 2006 [6.7]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/primitivo-altemura-2006-140x104.jpg" alt="DOC Primitivo di Manduria &#34;Altemura di Altemura&#34; - Masseria di Altemura 2006 [6.7]" width="140" height="104" />Solo sull&#8217;orlo emerge una sfumatura viola-porpora,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/primitivo-altemura-2006.jpg" rel="lightbox[4191]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4192" style="border: 1px dotted black; margin-left: 5px; margin-right: 5px; float: left;" title="DOC Primitivo di Manduria &quot;Altemura di Altemura&quot; - Masseria di Altemura 2006 [6.7]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/primitivo-altemura-2006-140x104.jpg" alt="DOC Primitivo di Manduria &quot;Altemura di Altemura&quot; - Masseria di Altemura 2006 [6.7]" width="140" height="104" /></a>Solo sull&#8217;orlo emerge una sfumatura viola-porpora, mentre il cuore è nero fitto, perfettamente impervio alla luce.<br />
Forte anche l&#8217;impegno plastico sul vetro, con pigmento apprezzabile.<br />
Nei profumi appaiono vigorosamente i frutti surmaturi, quasi cotti, che procedono verso note dolci molto in evidenza. Spezie scure pervadono l&#8217;uscita, assieme ad una traccia vegetale ricordata dal mallo di noci.<br />
L&#8217;assaggio copre il naso con precisione: attacca liscio e un po&#8217; molle, mentre il passo si fa rotondo e denso, al ritorno imperioso delle note dolci. I tannini sono levigatissimi, fors&#8217;anche piegati da una certa masticabilità non completamente risolta dal pur robusto tenore alcoolico. Il finale tiene bene, anche se l&#8217;uscita è poi veloce. Succoso, appena affaticata la bevibilità</p>
<p><em>NB: Assaggio effettuato nell&#8217;ambito del <strong>Tasting Panel</strong> di <span style="color: #ff9900;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><a title="Wine Is Love" href="http://www.wineislove.it/">Wine Is Love</a>,</strong></span></span> il Wine Blog di <strong>Francesco Zonin.</strong></em></p>
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