Champagne Brut Nature – Dufour 1996 [8.2]

 

Champagne  Brut Nature – Dufour 1996 [8.2]

100% Pinot Noir. Tiraggio 1997, Degorgement 2010. 13 anni sui lieviti: ti aspetti forza, potenza.

Ne avrai: già con questo colore che non è pallido, non è scivoloso, ma si impunta su di un riflesso ottonato fermo e convinto.

Moderatissimo il perlaggio, ma non altrettanta levigatezza avrai nell’assaggio. Gran  burrismi nel naso, e le sfregio di frutta secca – noci brasiliane – e un niente di fumè, appena prima del termine.

Il sorso sta in equilibrio delicato tra un passaggio dolce, di vini passiti e vecchi e maturi e uno sfondo quasi rustico, salato e pieno, venato di grossezze.

Non nell’eleganza, non nella finezza, ma in una tensione espressiva che confina…


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DOC Collina Torinese Cari – Balbiano s.a. [7.5]

 

DOC Collina Torinese Cari – Balbiano s.a. [7.5]

Insomma, c’è questo rosso  che esce con un tono scarico – non ancora rosato – ma convinto. Rubino e scarlatto, all’intorno. Spumeggiante, frizzante, ecco.

Dovendo immaginare una ricorrenza, ecco la ciliegia zuccherata, fors’anche il limone. Da qualche parte trovi un perchè di Campari, di zucchero filato, e infine qualcosa di più asciutto e contratto. Ma poco.

Il sorso non si fa stucco, anzi si eleva tra la dolcezza e un’ombra agrumata, un finale di feste di paese, luminarie e torte di casa.

Felice….


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DOCG Franciacorta Brut “EBB” – Il Mosnel 2005 [8.8]

 

DOCG Franciacorta Brut “EBB” – Il Mosnel 2005 [8.8]

Nè sull’etichetta, nè sulla controetichetta c’è scritto che questo spumante è un Denominazione tatatà-tatatà. Io che detetsto la didascalia nella sua essenza amo questa forma snobistica, arcigna, cigliosa di dire le cose. L’EBB sta in piedi da solo, senza bisogno di fascette timbri bolli o guarentigie.

Mi piace questa etichetta seria come un atto notarile, privo di indulgenze, per nulla genuflessa all’era dell’apparenza. Mi piace il polveroso logo di questo vino, così ottocentesco da apparire fatto apposta.

Non diremo che è il vino dedicato alla figura carismatica dell’azienda: diremo solo che chi lo fa ne canta le gesta con un …


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DOC Franciacorta Rosè Pas Dosè – Il Mosnel 2005 [8.8]

 

DOC Franciacorta Rosè Pas Dosè – Il Mosnel 2005 [8.8]

Millesimo, rosa, non dosato: con questi angusti prerequisiti il Franciacorta di Contrada Barboglio tocca i suoi vertici.

Assaggiato oggi, a sei anni dalla vendemmia, da di sè un’espressione saggia ed integra. Il rosa è intuito in quell’oro ramato che riluce di un fuoco interiore, intenso e continuo. Profuma severo, dritto e maturo: subito convinto dal tono grigiazzurro dei tappeti vecchi, s’illumina presto di un brillìo gentile ma fermo, puntuto d’alcool e di salsa inglese. Spettacole di intensità, determinante in lunghezza.

L’assaggio s’avvia quasi commovente per verità: crepa un’incrostazione di salsedine al primo acchito,…


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Champagne “Cuvèe des Enchanteleurs” – Henriot 1996 [9.6]

 

Champagne “Cuvèe des Enchanteleurs” – Henriot 1996 [9.6]

Leggi e rileggi, quel Maison, e poi 1808. La bottiglia è vuota, ed è finita assai più rapidamente di quanto avresti voluto: di certo più rapidamente dei momenti scritto con inchiostro seppiato ma indelebile dei suoi assaggi.

La Cuvèe degli accatastatori di botti, o qualcosa del genere, è un bicchiere che sazia in modo totale, pervasivo: ma perchè riempie tutti i sensi, accasciandoli in un languore struggente.

Quindici anni il vino, più di duecento la Casa: e dici: già.

Non hai esondazioni di spume, non hai bollicismi esoterici: un perlaggio fine, notevole, cocciuto. Non hai brillanze, ma un colore dorato, come quei pomeriggi che in mezzo alla francia stampano raggi di sole gialle…


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