Sardine fritte in crosta di farro

Ho una passione precisa per il pesce azzurro in generale, e per le sardine in generale. Qui nelle budella della Padanìa non è facile da trovare: buono e fresco sopra tutto. Ed è un peccato perchè è buono, versatile, economico e furbo da consumare. QUando ne trovo ne approfitto.
Questa volta la gentile virago della pescheria (è un ossimoro solo in apparenza) ne aveva preparato di sfilettate: e comeognun sa sfilettar sardine non è la più ludica delle esperienze. Arraffatene un paio di dozzine, mi accingo a friggerle.
Poi penso che si potrebbe tentare una variazione sul tema: esperiemento riuscito.
Dopo averle lavate velocemente in acqua fredda corrente e asciugate, passale in farina di farro. Poi immergile subito in olio di frittura ben caldo. Stavolta ho usato il girasole, avendone benefizio. Il fritto esce sapido e asciutto, e la crosticina è sottile, delicata ma davvero gaudente. Passa rapidamente nella carta da cucina ma senza premere, e servi senza sale su una piccola insalatina di trevigiano tagliato a listarelle, condito con solo un’idea d’olio – Brisighella è ideale – e una goccia di balsamico.
Mandalo in tavola con un bianco effervescente che regga il colpo: ideale uno champagne, ma che sia tondo e maturo come il “Reflet d’Antan” Brut di Bereche et Fils.

(si lo so che è un azzardo: ma provalo prima di fare quella faccia lì: è un abbinamento di pura, invereconda lussuria)

Occorrente per 4 pax:
16 sardine sfiletatte freschissime
farina di farro
olio per friggere (girasole)
trevigiano
olio, sale, ABTRE