![IGT Marche Rosso “Cosmino” – Il Pollenza 2003 [8.5]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/marche-rosso-il-cosmino-pollenza-2003-733x550.jpg)
Flacon esumato dagli anfratti più reconditi della cantina, un classico Cabernò di matrice marchigiana. Dell’ormai mitologico millesimo duemiletrè, annata calda. Lo dice anche un astemio ormai: annata calda. Dunque il colore bordò, va senza dire: arrubinato, lucente, brillante. E materico al vetro. Naso non privo d’eleganza. Anzi ricco di parti leggere, con l’alcool a volare etereo. I frutti rossi sono maturi e conservati, le spezie leggere. la foglia verde di pomidoro, il peperone s’avvertono, assieme alla salvifica sensazione delle vecchie dispense semivuote, con rimanenze senza nome dimenticate...
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![DOC Coste della Sesia “Juvenia” – Antoniolo 2009 [6.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/nebbiolo-coste-della-sesia-nebbiolo-antoniolo-2009-733x550.jpg)
Della piccola DOC Coste della Sesia, per la verità dal disciplinare piuttosto lasco, hai questo Nebbiolo puro da casa Antoniolo, produttore del mitico Osso San Grato. Bevuto giovane, ha toni moderatamente porporati, con un rubino intenso che con l’ossigenazione si fa grave. Se il frutto – boschivo e fresco – comanda gli aromi subito dopo l’apertura, con il passare delle mezz’ore compaiono le terrosità più cupe, con curiosi rimandi selvatici, d’uovo e di frutta – ancora – ma spiritosa. L’assaggio stride via subito i poderosi tannini del nebbiolo, che restano erti e impettiti:...
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![AOC Paulliac Premier Grand Cru Classè – Chateau Latour 1993 [8.8]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/chateau-latour-1993-733x550.jpg)
Ha ancora il coraggio di esprimere riflessi porporati: nell’unghia e controluce. E poi il rubino, con una intenzione granata appena accennata. Il naso poi t’aggredisce enorme: nelle ore va via evolvendo e aggiungendo: fino allo stordimento. Un inizio che ricorda il tabacco fumato dei sigari toscani, e il tabacco fermentato a sfascio. Frutta secche, e quel finale esploso di sensazioni balsamiche. L’assaggio si appoggia su una piccola ricurvatura: difficile parlare di delusione, ma di certo un rigo in meno della grandissima espressività degli aromi. Bocca che s’appoggia su tutte le regalìe della finezza,...
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![DOC Etna Rosso “Outis” – Biondi 2004 [8.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4468-copia-733x550.jpg)
Difficile dire qualcosa di nuovo, o di importante, o di ulteriore dopo la folgorante ispezione di Chiara Giovoni, qualche mese fa su questi stessi pixel: allora semplicemente lo beviamo. Scarlatto rubino splendente, teso e lucente. Di naso fulgido, equilibratissimo e spinoso ad un tempo: con numero e congerie di descritori da ubriacarne molti. Vai dalla mineralità accesa ai fiori scuri, fino ad un che di lavanda. Legno appena segato, orizzonti cristallini, perecipizio ghiaiosi. Formidabile la bevibilità: mentre lo ruoti nel bicchiere, ne hai fatto fuori mezza bottiglia, i 13,5° e tutto. Elegante fino al sussiego, fine fino alla...
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![IGT Sicilia “Microcosmo” – Cantine Barbera 2009 [s.v.]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/igt-sicilia-microcosmo-cantine-barbera-2009-733x550.jpg)
Non so che idea farmi del Microcosmo, dell’amabile cantina di Menfi. Ti prendi cura di quell’unghia nel bicchiere, per partecipare la nuance di rosso: carminio, ma anche rubino, ma anche una similitudine sanguinosa, ma anche la profondità di un fondale cristallino, ma anche le nerezze di una pozza d’acqua sorgiva. Con rari bagliori di luce, e materia generosa. C’è 9 parti di Perricone, vitigno a me impervio: e una parte di Nerello, banda Mascalese. Allorsa sovrapponi analogie distanti: idrocarburi e gambi di fiori recisi. Lo spirito certo, e una indecisione nel finale: come quel tono nebbioso dei vecchi...
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