![IGT Terre di Chieti Rosato – Feudo Antico 2010 [7.7]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/igt-terre-di-chieti-rosato-feudo-antico--733x550.jpg)
Rose, fumo. Le prime due sensazioni non sono razionali, ma un piccolo gancio per trascinare il naso nel bicchiere più in fondo. È Montepulciano in purezza: l’azienda racconta di selezioni arcigne e coltura d’eccellenza. Accarezza le bucce per un tempo brevissimo, poi fermenta – spontaneamente, dice – in carati usati. Poi resta lì ad affinare. Rose, Fumo: e il colore del rame cotto, e del succo di melograno. Non è filtrato, e ci regala quell’occhio leggermente nebuloso che t’acchiappa. Ha il naso vibrante di sensazioni contrapposte: avverti la marasca, frizzante e irta di freschezze; una cosa...
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![AOC Cotes de Provence Rosè – Domaine de la Grande Palliere 2009 [6.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/cotes-de-provence-2009-domaine-de-la-palliere-733x550.jpg)
Grenache al 50%, poi 35% di Cinsault e 15% Syrah, coltivati con tecniche bio. Ecco il colore ramato-ambrato, seducente, solo apparentemente antico. È quasi privo d’aroma, sottilissimo: ricorda la fragolina, i fichi secchi, e poc’altro avanza. La bocca ha una sua qual presenza: abbastanza decisa all’attacco, mantiene poi linearità e coerenza, senza piegasi a progressioni. Solo verso il finale appare – più percepito che vibrato sul palato – un considerevole apporto alcoolico, alleviato da una generale freschezza secca ed una trama levigata. Finisce presto. E’ un bicchiere godibile, anche se a...
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![IGT Maremma Toscana Rosato “Quercerosa” – Pieve Vecchia 2009 [6.7]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/quercerosa-maremma-toscana-pieve-vecchia-2009.jpg)
Il Sangiovese vinificato in rosa di Pieve Vecchia ha colore intenso e serio: brillante, più rosso che rosa, vicino alle folgoranti tonalità di qualche analcolico da banco. La tensione è frammentata, più irregolare. Il naso è addirittura severo: teso sulla marasca spiritata, su cui si innesta una nota più matura. Finisce con una virgola spinta, evoluta, che ricorda qualche episodio siciliano come di fragole stramature. Anche il sorso pare più avanzato di quanto il millesimo possa indurre a pensare; anzi il sorso è alto e profilato, di certa larghezza. Coerenza nelle corrispondenze, e una curva che si attorciglia attorno...
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Fresco da bere fresco, incarna il tipo del vinello da tracannare senza troppi scrupoli, il chiaretto. Questo, fatto come si deve con Groppello, Marzemino, Barbera e Sangiovese, magari è appena un po’ diafano al naso, ma poi prende bene con un bicchiere assai più spesso di quanto t’immagini: vivido di quel bel colore ramato rosato instenso, versatile e pronto ad accompagnarsi a piatti millanta (tutta notte canta). Sorprendente, da indagare meglio.
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Negroamaro in purezza, il Santi Medici spicca un colore più rosso scarlatto che rosato, in verità, una sorta di campari più leggero. Ha stoffa, tanta da segnare il vetro con piccoli ricami ben fermi. Naso ben diviso tra una zuccherosità fragolosa e una nota superalcoolica, a mezza strada tra un armagnac giovine e un crodino. Concentrato il sorso, in punta d’attacco esprime le corrispondenze quasi in calligrafia. E’ il seguito che esprime sfumature più ellittiche, come una nota secca e amara che asciuga la mezza abboccatura iniziale. RImane poi alto il finale, non privo di un certo succo e di una certa polpa, seppur...
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