<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>appunti digòla &#187; riso de tacchi</title>
	<atom:link href="http://www.appuntidigola.it/tag/riso-de-tacchi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.appuntidigola.it</link>
	<description>appunti e disappunti di gaudenza quotidiana</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 17:00:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Vialone alla parmigiana con aceto fortificato e semi di papavero</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2009/11/08/vialone-alla-parmigiana-con-aceto-fortificato-e-semi-di-papavero/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2009/11/08/vialone-alla-parmigiana-con-aceto-fortificato-e-semi-di-papavero/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 05:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina & ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[riso de tacchi]]></category>
		<category><![CDATA[vialone nano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=7859</guid>
		<description><![CDATA[La risina in bianco era la minestra di quando ero malato. Non con mia mamma, che da malato mi faceva il minestrone a pezzi. Cioè: da sani si mangiava il minestrone passato con le crostine di formaggio e il riso, da malati il minestrone con i pezzi e senza il riso. Quello che colpiva il mio olfatto e il mio palato rinchiuso in una dieta monogustativa era la differenza: stessa roba, ma da passato e da spezzettato aveva un sapore diverso. Anzi, addirittura il profumo era diverso, ma così diverso che ancor oggi se mi fermo a pensare riesco ad evocare i due differenti aromi redolenti per le stanze di casa. Appena divenni padrone di una cucina mia trasformai il piatto da malato in una frettolosa risina barzotta, scolata dall&#8217;acqua e condita di malagrazia con il burro e il parmigiano. Non è così che si fa. La versione domenicale è forse irriverente rispetto alla pletorica ricetta originale: ma visto che si cucina in divenire ecco la mia. Il brodo si ottiene con una cipollina, una carota piccola ed una costa di sedano, fatto andare a fuoco lento per due quarti d&#8217;ora. Getti il riso, una bella qualità della premata riseria De Tacchi, e fai cuocere poco, diciamo cinque o sei minuti. Scola via dal bordo il brodo in eccesso aiutandoti con il coperchio e preleva le verdure: poi aggiungi il brandy e lascia sfumare per un minuto ancora. Trai dal fuoco, aggiungi il formaggio e il burro, bagnando di brodo recuperato se s&#8217;appezzotta troppo. A parte hai fatto andare l&#8217;aceto balsamico: io ho usato una versione commerciale di bassa forza, da supermercato. Aggiungi il miele e la cannella, e lascia ritirare a fuoco levissimo finchè non si formi una caramello quasi catramoso, dolce ma dal profumo ancora intensamente acetico. Nel piatto spandi il riso bianchissimo, e ricava nel centro un vulcanetto, che riempirai con il nero mellifluo. Cospargi di semi di papavero e di coriandoli di culaccia fatti critallizzare in forno a 50° per non meno di 30, 40minuti. Nei bicchieri lo struggente Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Vigna delle Oche” della Fattoria San Lorenzo. occorrente per 4 pax: 240g di riso vialone nano brodo vegetale: cipolla, carota, sedano olio sale 1 dl di aceto balsamico commerciale 1 cucchiaino da caffè colmo di miele Parmigiano Reggiano 100g Burro 50g semi di papavero 1 fetta sottile di cuclaccia culaccia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La risina in bianco era la minestra di quando ero malato. Non con mia mamma, che da malato mi faceva il minestrone a pezzi. Cioè: da sani si mangiava il minestrone passato con le crostine di formaggio e il riso, da malati il minestrone con i pezzi e senza il riso. Quello che colpiva il mio olfatto e il mio palato rinchiuso in una dieta monogustativa era la differenza: stessa roba, ma da passato e da spezzettato aveva un sapore diverso. Anzi, addirittura il profumo era diverso, ma così diverso che ancor oggi se mi fermo a pensare riesco ad evocare i due differenti aromi redolenti per le stanze di casa.<br />
Appena divenni padrone di una cucina mia trasformai il piatto da malato in una frettolosa risina barzotta, scolata dall&#8217;acqua e condita di malagrazia con il burro e il parmigiano. Non è così che si fa.<br />
La versione domenicale è forse irriverente rispetto alla pletorica ricetta originale: ma visto che si cucina in divenire ecco la mia.<br />
Il brodo si ottiene con una cipollina, una carota piccola ed una costa di sedano, fatto andare a fuoco lento per due quarti d&#8217;ora. Getti il riso, una bella qualità della premata riseria <a href="http://www.detacchi.it/">De Tacchi</a>, e fai cuocere poco, diciamo cinque o sei minuti. Scola via dal bordo il brodo in eccesso aiutandoti con il coperchio e preleva le verdure: poi aggiungi il brandy e lascia sfumare per un minuto ancora.<br />
Trai dal fuoco, aggiungi il formaggio e il burro, bagnando di brodo recuperato se s&#8217;appezzotta troppo.<br />
A parte hai fatto andare l&#8217;aceto balsamico: io ho usato una versione commerciale di bassa forza, da supermercato. Aggiungi il miele e la cannella, e lascia ritirare a fuoco levissimo finchè non si formi una caramello quasi catramoso, dolce ma dal profumo ancora intensamente acetico.<br />
Nel piatto spandi il riso bianchissimo, e ricava nel centro un vulcanetto, che riempirai con il nero mellifluo. Cospargi di semi di papavero e di coriandoli di culaccia fatti critallizzare in forno a 50° per non meno di 30, 40minuti.<br />
Nei bicchieri lo struggente <a href="http://www.appuntidigola.it/2009/03/28/doc-verdicchio-dei-castelli-di-jesi-classico-superiore-vigna-delle-oche-fattoria-san-lorenzo-2006-80/">Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Vigna delle Oche”</a> della Fattoria San Lorenzo.</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/riso-alla-parmigiana.jpg" rel="lightbox[7859]"><img class="alignnone size-medium wp-image-7860" title="riso alla parmigiana" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/riso-alla-parmigiana-400x299.jpg" alt="riso alla parmigiana" width="400" height="299" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="border: 1px solid #9e9e9e;"><span style="color: #993366;"><strong> occorrente per 4 pax:</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-size: xx-small;">240g di riso vialone nano<br />
brodo vegetale: cipolla, carota, sedano<br />
olio sale<br />
1 dl di aceto balsamico commerciale<br />
1 cucchiaino da caffè colmo di miele<br />
Parmigiano Reggiano 100g<br />
Burro 50g<br />
semi di papavero<br />
1 fetta sottile di <span style="text-decoration: line-through;">cuclaccia</span> culaccia<span style="text-decoration: line-through;"><br />
</span></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2009/11/08/vialone-alla-parmigiana-con-aceto-fortificato-e-semi-di-papavero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

