DOCG Barolo “Bricco Boschis Vigna San Giuseppe” Riserva – Cavallotto 1997 [9.3]

 

Più una goccia di profumo, che una immersione nel: ecco in quanto sta la cifra stilistica di questo eccezionale prodotto dei bricchi, cru San Giuseppe. Nell’ampio bicchiere lo vedi splendente, rubino brillante (dopo 10 anni!!!) con lievissimi riflessi granati. Cuore rosso pulsante, lampare. Il sentore è garbato – seppur nerboruto – ed arriva quando immergi bene il naso nel suo spirito, con le liquirizie e le spezie, e quel tanto di ciliegia sotto spirito. Eleganza disegnata con grazia severa ed autentica, nessuna concessione alla platea: il barolo dev’essere così, soprattutto se avrai la ventura di incontrarlo in formato Magnum: dove l’affinamento…


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DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi Superiore Riserva “Le Giuncare” – Monteschiavo 2003 [7.0]

 

Epigono dell’Oste scorbutico e passionale, Gianni Giacani è oste passionale e scorbutico quanto basta, seppur enormemente talentuoso. Da lui, che declama i vini della serata con serafica laconicità pur possedento una cantina coi controfiocchi, imparai Le Giuncàre, Verdicchio insolito assai e turbolento. Propose Per stasera abbiamo un muller o un verdicchio. Osai chiedere Verdicchio va benissimo, se è anche buonissimo non mi dispiacerebbe. Arrivò in tavola ed in silenzio questo distillato delle migliori colline di Maiolati Spontini, che nel cuor mi sta, e ne fui – letteralemente soggiogato.
In altra data varcai la teoria di capannoni di prefabbricato della…


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DOC Rosso Conero Riserva “Dorico” – Moroder 2000 [8.4]

 

Una delle migliori declinazioni del Conero di sempre. Scovata negletta in cantina, la dignitosa solutidine dell’ultima bordolese targata 2000 del prodotto di punta dei vignaiuoli anconetani.
Un po’ di pazienza, un po’ di fortuna. Infatti quei due anni in più di riposo nella mia seppur miserrima cantina l’hanno portato a completa, suprema maturazione. Gonfia di sentori di frutta rossa il calice, avvampando nel suo splendido rubino cupo, limpido seppur profondo. L’età gli attribuisce venature di sangue venoso, come sanguigno è il descrittore primario: cioccolata amara, sopra la prugna secca. Resiste ad andarsene, completando la sua discreta ma volitiva parabola…


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DOC Verdicchio di Matelica Riserva “Cambrugiano” – Belisario 2003 [7.6]

 

Lo ricordavo, ma non così. Uno dei giolielli di questa terra amata. Sprizza dal collo della bottiglia l’aroma boisè, ma delicato. Nel bicchiere i riflessi quasi rosati di un giallo pieno, goloso. Ruota grasso nel bicchiere, sprigionando sentori floreali con note mielate, fors’anche di cera d’api. In bocca è felpato, surmaturo, godibile. Il legno è trasparente e pulito, venato di sensazioni azzurrognole. Termina di buona acidità e un retrogusto amarissimo ma elegantemente compiuto. Buonissimo, per 8 euri….


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