di Chiara Giovoni

Arrivare a Firenze in una splendida giornata di novembre, in piena estate di San Martino è già un ottimo motivo per essere presente alla prima tra le Anteprime della stagione, quella del Chianti Rufina, DOCG alle porte della ex capitale del regno d’Italia. Proprio ai tempi del Granducato di Toscana risalgono le prime testimonianze che attestano la zona vitivinicola attorno a Firenze come una delle più vocate per la produzione di vini di qualità, e ancora oggi la tradizione si mantiene, grazie ad una invidiabile posizione e ad un’altitudine che ne fa la DOCG più alta della regione. La presentazione dell’Annata...
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Al di là della mitopoietica dannunziana, il Nepente è un vino che seduce a cominciare dal suo nome, e da quella città spalmata all’ombra della rupe: rustica e struggente allo stesso tempo. Non ho abbastanza parole a disposizione per descrivere un vino che è scuro senza affondare nel buio: come possa essere virile senza alcun tratto macho, mai. Ecco allora quest’idea di abbraccio tra vecchi amici, che si rivedono dopo molti anni, ridacchiano tra i denti e si danno potenti pacche sulle spalle. Perchè ha ancora tutto il suo rosso addosso, sanguinoso, ed ogni volta che lo annusi dice cose diverse: la prugna secca, ma...
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![DOCG Barbaresco Riserva – Casetta 1982 [9.6]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/barbaresco-la-casetta-1982.jpg)
In verità solo a Mariella di Fragno (PR) possono capitare questi incontri anche per noi umani italici: che altrove sono riservati ad extraterrestri e russi. Questo Barbaresco da sogno ti giunge dopo lunga vita, con archetti medi, fermi e regolari. Poco pigmento, come t’immagini per quel vino e per quegli anni, lagrime lentissime ed occhieggianti. Ha colore di vecchio sherry, appena granato: ma con un filo, un’alito d’arancio sul bordo. La finezza e la profondità del naso è fuor dell’ordine: solo vagamente maturo, ha vita e pienezza di ragazzo, con linee distinte e distinguibili. L’ampiezza...
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Brillante, di nulla cupezza: leggero ma non scarico, pronto all’esplosione calama dei profumi. Erbaceo, d’erbe medicamentose. E finissimo all’assaggio, di sfumature sterminate e millimetriche esattezze. Pronto, ma con tanta vita davanti. Elengante, emozionante.
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![DOC Montecucco Rosso RIserva “Orto di Boccio” – Villa Patrizia 2003 [6.7]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/montecucco-orto-di-boccio-villa-patrizia-2004.jpg)
Bruni fa vini che lasciano poco spazio all’indulgenza: questo Montecucco, 8 parti di Sangiovese e 2 di Merlò, passa in legno ben più a lungo dei 12/14 mesi di targa. E’ rubino fitto, senza alcuna rincorsa della limpidezza, con il bordo riflesso scarlatto. Ha mteria ed ha tensione, con colonne marcate e immobili sul vetro. Il naso è in bilico tra le note bagnate del frutto molto maturo e quelle asciutte, speziate della corteccia. L’equilibrio si trova all’uscita, con una punta di caffè. L’assaggio ha un gradino immediato con un attacco che unisce una spiccata tannicità, a tratti ispida e una parte...
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