
L’impasto dei gnocchi di patate è sempre qualcosa di avventuroso, condizionato da numerosi fattori: la polpa della patata, la cottura, l’età, la farina. Dal gusto di chi li realizza: c’è chi li ama duri e polpacciuti, che li adora vellutati, chi li ama eterei e nuvolosi.
Io li ho impastati a occhio, tanto appena che aggrappassero e si potessero modellare con le mani.
Cuoci le patate rosse già sbucciate nella vaporiera, per venti minuti, poi schiacciale al solito modo. Setaccia la farina “00″ sul monticchio, ed inizia ad incorporare. Appena vedrai che l’impasto prende forma arrotola velocemente dei serpentelli e tagliali con il coltello …
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E’ quel giorno d’inverno che ti salta addosso il cambio di temperature: hai le ossa a pezzi, gli occhi ti esorbitano e la testa pulsa come un semaforo lampeggiante. Mica hai voglia di fare l’Artusi, ma nemmeno di mangiaracci solo perchè il termometro segna due righe sopra il 37.
Allora dici Vediamo e ti arrangi con quello che c’è. Frulli sei o sette acciughe della migliore qualità – queste sono Olasagasti - con un cucchiaio d’ottimo olio evo, un peperoncino secco privato dei semi e un bel po’ di foglie di prezzemolo, fino ad ottenere quella tipica consistenza frufrù dei frullati.
Porta ad ebollizione l’acqua e sbollenta due bei pomidoro…
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Oggi è il giorno del Dissapranzo. I reprobi componenti della redazione 3.0 di Dissapore saranno riuniti alle pendici dell’Appennino per mettere in pratica il Primo Comandamento: “prima provare poi parlare”. Siccome è un po’ che millanto al mondo che al mio tavolo si mangia piuttosto bene, ne ho fatto un punto d’onore.
Mentre sto spadellando una Minuta delle Vivande di dodici portate, quindi, mando in onda una preparazione di grande semplicità ma di altrettante efficacia, diciamo, grafica.
I fusilli sono fatti a mano, una referenza d’elezione Gragnanese che mi ha fatto conoscere uno dei più autorevoli speleologi di materie prime che conosca,…
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Viene l’autunno, le giornate sono corte. Anche durante il fine settimana – che i più si ostinano a chiamare week end – il tempo che resta è poco: se vuoi tentare di tenere in esercizio i muscoletti fiaccati da cinque giorni di automobile-scrivania-tastiera e l’inevitabile torrentizia congèrie delle colazioni di lavoro. Quando ero piccolo e sentivo questa inattualissima espressione ridevo perchè pensavo ad energumeni in salopèt che si ingozzavano di caffèlatte, già tutti belli e sudati.
Visto tutto questo, dati causa e contesto [op.cit.] la preparazione del pranzo del sabato dev’essere cosa di quarti d’ora, di mezz’ore …
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Cannelloni è un piatto della memoria complicatissimo: archetipico e drammatico nella sua costruzione. Li faceva la zia Olga, perchè mia mamma – chissà come mi sta guardando male, dal suo padadiso senza cucine e senza padelle – detestava i piatti che richiedevano più di sette minuti di preparazione.
Nella cucina della zia Olga si partiva dalla sfoglia, che poi veniva preparata il fasce di una regolarità stupefacente. Poi veniva il momento della scottatura, che la sfoglia all’uovo va passata in acqua bollente per un minuto: poi le donne si scottavano le dita in mezzo a nubi di vapor acqueo.
Per oggi puoi scegliere una versione meno ardente: magari partendo da una…
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