![Rossini, Rende CS [6.1]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/ROSSINI.jpg)
E’ come se ci fosse da qualche parte una cesoia che taglia in due l’italia, più o meno obliquamente. Non è una linea retta, e non è nemmeno continua, ma la gran parte del Mezzogiorno sta al di là di essa. Al di là di quella linea ci sono ristoranti che hanno una certa idea di eleganza: non importa quale, magari non in stile giapponese o new york metropolitano, ma di certa cura di materiali, disegno e progetto. Poi si precipita con falicità negli abissi del TV al plasmon da mille pollici appeso alla parete. Ecco questo stridio che – per dire – ad Alessandria o a Vicenza, a Parma o adArezzo sarebbe visto...
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![Pantagruel, Rende CS [6.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/P1110362-800x600.jpg)
Lacalàbria, lacalàbria, un posto per descrivere la quale occorre inventarsi un vocabolario nuovo. Uguale solo a se stessa e anche in questo disuguale, sa portarti dai mille metri delle montagne all’indaco del mare i pochi chilometri. Meticcia in tutto, in genti e in territorio, violentata in tutto, genti e territorio. O forse delle due l’una. Ma di certo che il nordico forestiero ne calpesta il suolo con circospezione, guardando bene dove mette i piedi. Sarà per la pletora di scavi e cantieri che sull’autostrada t’accompagnano sempre, sarà per la difficoltà di trovare una sequenza di cartelli...
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Nomen, omen. Sulla strada per Rende un omaggio preventivo alla cucina calabrese. Alla cucina calabra, vedi tu. Tonino Napoli fa questa cucina sincera, fatta di due sapori per volta: la fulminante rosamaria, quel pomodoro così dolce. Tra le vie torte di Rende, una linea diritta, senza esitazioni.
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