In cui si raschia il fondo dell’immaginazione

 

La stanchezza si è fatta sabbia: si infiltra sotto le palpebre come la sabbia di Gatteo a Mare: sottile, polverosa e sporca. Si infila sottile e subdola come la paura degli autovelox, e si attacca come il fumo grigiazzuro dei sigari toscani di poco prezzo, tre euri e cinquanta: il pacco da cinque.

Trova la forza di spingere la porta del piccolo albergo e si accascia sui gomiti, appoggiandosi al bancone; sente le ossa rattolare, picchiandosi l’una all’altra come le gambe dei burattini. Come lattine vuote del loro contenuto.

Lei lo guarda da sotto in insù, distogliendo gli occhi dal monitor: anche lei è stanca, ma il sorriso è franco di stanchezza onesta, ormai persa la curva…


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