Palazzo Petrucci, Napoli [7.4]

 

Palazzo Petrucci, Napoli [7.4]

Scendo dal taxi, a Napoli centro, non distante da via Toledo. Mi rido, mentre cammino tra cioppi di gioventù avvinta nelle spire dell’aperitivo: mi par Padova, o Milano, o Roma. Mi rido con l’immagine di Claudio Bisio, nel bislacco italian-remake di “Giù al Nord”, con il giubbotto antiproiettile per i vicoli di Castellabate, appena giunto dalla nebbiosa Padanìa. Noi dal nord abbiamo sempre questa mitologia, che arrivi a Napoli e ti sfilano le mutande mentre cammini.

La prima volta che arrivai a Napoli uscii a Fuorigrotta, e mi feci venire a prendere. Viaggiavo con i finestrini chiusi e le portiere bloccate, terrorizzato dai semafori. C’era la leggenda…


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Psicopatologia della pizza quotidiana | Pizza Fritta

 

Psicopatologia della pizza quotidiana | Pizza Fritta

Dove? A Napoli! Sì, ma a Napoli dove? A Forcella, dove! Sì, ma a Forcella dove?


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Taverna Estìa, Brusciano Na [7.4]

 

Taverna Estìa, Brusciano Na [7.4]

Girando la ruota volante dell’auto, spalle a Brusciano, ti rendi conto che c’è una sottile ma ineluttabile consonanza tra il Vulcano e la cucina di Francesco Sposìto.

C’è questo morbido rilievo alle spalle, che risale pendenze gentili, sempre garbate. Di notte, dimenticato in qualche alberghetto di second’ordine nel disordinato hinterland vesuviano, quasi senti respirare il vecchio addormentato. Il suo alito sa di carbon fossile e foglie di pomidoro, e scende tiepido verso il mare dove raccoglie qualche brivido salato, giusto nei pomeriggi d’autunno quando il sole pallido asciuga le onde spiaggiate sui moli. E mentre giri la ruota volante,…


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Il Sabato del Villaggio | L’auspicabile obliterazione della valerianella.

 

Il Sabato del Villaggio | L’auspicabile obliterazione della valerianella.

Tempo fa quando scendevo ad abbracciare la sirena Partenope alloggiavo dalle parti di Fuorigrotta, all’ombra del San Paolo. La primissima volta che sono sceso a Napoli per lavoro, correva l’anno 1919, ho chiesto a un energumeno all’incrocio di consigliarmi una pizzeria. Tremavo fino al duodeno, come tutti i nordisti che scendono a Napoli terrorizzati dal catòdo: temevo che l’energumeno mi spogliasse di tutti i miei averi, mi prelevasse gli organi interni senza anestesia e si vendesse il mio G-Shock nero con funzione alba/tramonto al mercatino di Forcelle per milel lire. Invece senza levarsi la siga dall’angolo della bocca disse “‘…


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Vittorio, Napoli [6.2]

 

Vittorio, Napoli [6.2]

Napoli a luglio: la caldera del Vesuvio in realtà è quaggiù, tra Agnano e Fuorigrotta, quando le pietre assumono una temperatura appena inferiore a quella della lava che va. Parcheggi impossibili, abitacolo che diventa rapidamente un forno, cristalli trasformati in specchi ustori: Archimede probabilmente è un uomo contemporaneo ed abita a Mergellina.
Via Cavalleggeri è la solita colata di umanità ribollente, metalli fusi, acqua dispersa, odori di umanità di pesce di olii combustibili, di luce spiaccicata sui muri come pennellate di calce viva; di insegne martorizzate dalla temperatura. Ti guardi attorno smarrito nella calura, quasi incapace a parlare e ragionare, cerchi…


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