A Taverna do’ Re, Napoli [6.4]

 

A Taverna do’ Re, Napoli [6.4]

Solo qui puoi trovare un indirizzo così: Supportico Fondo di Separazione. Un indirizzo che è una specie di bignami di antropologia urbana. Se poi ti guardi un momento attorno di spiegazioni te ne dai, per capire perchè Napoli è città da perduto amor e nello stesso tempo profondamente detestabile. Guarda: alle spalle il colossale Maschio, lodevolmente illuminato nella notte. Di là dalla strada, sfregiata dal cantiere della metropolitana, l’abisso degli scavi illuminati a giorno, surreali nelle luci blu. Le trippe della città messe a nudo, e la solita stupefacente stupefazione: vero c’è da stupirsi se nel...
continua a leggere ››
share retweet

Palazzo Petrucci, Napoli [7.4]

 

Palazzo Petrucci, Napoli [7.4]

Scendo dal taxi, a Napoli centro, non distante da via Toledo. Mi rido, mentre cammino tra cioppi di gioventù avvinta nelle spire dell’aperitivo: mi par Padova, o Milano, o Roma. Mi rido con l’immagine di Claudio Bisio, nel bislacco italian-remake di “Giù al Nord”, con il giubbotto antiproiettile per i vicoli di Castellabate, appena giunto dalla nebbiosa Padanìa. Noi dal nord abbiamo sempre questa mitologia, che arrivi a Napoli e ti sfilano le mutande mentre cammini. La prima volta che arrivai a Napoli uscii a Fuorigrotta, e mi feci venire a prendere. Viaggiavo con i finestrini chiusi e le portiere...
continua a leggere ››
share retweet

Psicopatologia della pizza quotidiana | Pizza Fritta

 

Psicopatologia della pizza quotidiana | Pizza Fritta

Dove? A Napoli! Sì, ma a Napoli dove? A Forcella, dove! Sì, ma a Forcella dove?
continua a leggere ››
share retweet

Taverna Estìa, Brusciano Na [7.4]

 

Taverna Estìa, Brusciano Na [7.4]

Girando la ruota volante dell’auto, spalle a Brusciano, ti rendi conto che c’è una sottile ma ineluttabile consonanza tra il Vulcano e la cucina di Francesco Sposìto. C’è questo morbido rilievo alle spalle, che risale pendenze gentili, sempre garbate. Di notte, dimenticato in qualche alberghetto di second’ordine nel disordinato hinterland vesuviano, quasi senti respirare il vecchio addormentato. Il suo alito sa di carbon fossile e foglie di pomidoro, e scende tiepido verso il mare dove raccoglie qualche brivido salato, giusto nei pomeriggi d’autunno quando il sole pallido asciuga le onde spiaggiate...
continua a leggere ››
share retweet

Il Sabato del Villaggio | L’auspicabile obliterazione della valerianella.

 

Il Sabato del Villaggio | L’auspicabile obliterazione della valerianella.

Tempo fa quando scendevo ad abbracciare la sirena Partenope alloggiavo dalle parti di Fuorigrotta, all’ombra del San Paolo. La primissima volta che sono sceso a Napoli per lavoro, correva l’anno 1919, ho chiesto a un energumeno all’incrocio di consigliarmi una pizzeria. Tremavo fino al duodeno, come tutti i nordisti che scendono a Napoli terrorizzati dal catòdo: temevo che l’energumeno mi spogliasse di tutti i miei averi, mi prelevasse gli organi interni senza anestesia e si vendesse il mio G-Shock nero con funzione alba/tramonto al mercatino di Forcelle per milel lire. Invece senza levarsi la siga...
continua a leggere ››
share retweet