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	<title>appunti digòla &#187; Milano</title>
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	<description>appunti e disappunti di gaudenza quotidiana</description>
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		<title>Pastamadre, Milano [6.4]</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[ristoranti & racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[pastamadre]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="aligncenter size-large wp-image-23976" title="pastamadre" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pastamadre-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Pastamadre è celebre per essere incappato negli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pastamadre.jpg" rel="lightbox[23969]"><img class="aligncenter size-large wp-image-23976" title="pastamadre" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pastamadre-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Pastamadre è celebre per essere incappato negli strali del crudele <a title="Pastamadre - VM Visintin" href="http://mangiare.milano.corriere.it/2011/06/pastamadre_scomodo_ma_buono.html" target="_blank">Visintin</a> per l&#8217;inusuale composizione tavoli &#8211; sedie. Più che della famosa bacchetta che a terra impedisce di infilare la sedia oltre le gambe del tavolo, si potrebbe ricordare la non proverbiale comodita delle piccole sedia, magari massaggiandosi i teneri glutei dopo una sosta da queste parti.</p>
<p>Ma il locale è di successo: piccolissimo e con i coperti attaccati come per ripararsi dal freddo, gira a ritmo vorticoso anche grazie ad una politica di prezzi che pare democratica.</p>
<p>Pastamadre è un progetto dalle curiose sfaccettature: colazione, pranzo e cena. Pasta fresca fatta <em>sur place</em>, pane di produzione propria con lievito madre, e una cucina senza fronzoli, alla ricerca di un appagamento immediato e concreto.  Dice infatti: <em>oggi pane toscano, preparato con farine biologiche macinate a pietra e lievitazione naturale</em>. In effetti è buono.</p>
<p>Buone anche le frittelle di baccalà architettate in piatto colorato e beneaugurante: arance di sicilia e finocchi.</p>
<p>Nutritizie le pastasciutte: invernalissime, le caserecce con guanciale di Nero dei Nebrodi, pomidoro e ceci; con i vrocculi arriminati (broccoli mescolati). Entrambe potenti e rustiche, sono però afflitte da una cottura lasca che dalle parti di Roma sarebbe presa come un tentato omicidio.</p>
<p>Piacevole l&#8217;attenzione in sala, rilassante il legno chiaro, reboante il vocìo all&#8217;ora di pranzo. Parcheggio epico.</p>
<p><span style="color: #888888;"><em>NdA: Le foto sono prese con iPhone.</em></span></p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2201-800.jpg" rel="lightbox[23969]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23986" title="Pastamadre | Milano" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2201-800-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2207-800.jpg" rel="lightbox[23969]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23991" title="Pastamadre | " src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2207-800-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2205-8001.jpg" rel="lightbox[23969]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23993" title="Pastamadre | Caserecce" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2205-8001-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2204-800.jpg" rel="lightbox[23969]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23994" title="Pastamadre | Vrocculi Arriminati" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2204-800-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/bacalà.jpg" rel="lightbox[23969]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23995" title="Pastamadre |  Bacalà" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/bacalà-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Cracco, Milano [8.0]</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 06:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[ristoranti & racconti]]></category>
		<category><![CDATA[cracco]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="aligncenter size-large wp-image-23557" title="Cracco &#124; Milano" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4284-copia-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Costa cinquanta euri. Cinquanta euri di dessert...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4284-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-large wp-image-23557" title="Cracco | Milano" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4284-copia-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Costa cinquanta euri. Cinquanta euri di dessert &#8211; la torta di compleanno per trecentocinquanta compagnucci della mia principessa piccola &#8211; sono un brivido che corre lungo la schiena quando arriva il piatto in tavola: che deve essere per minimo un evento. Non dico il dolce della vita: ma perlomeno ne vorrei uscire storzato e fesso. Un dessert da cinquanta euri non può essere solo buonissimo: deve rattrappire la tua capacità di giudizio attorno alla percezione dell&#8217;infinito, di fratture nello spazio tempo, di quinta dimensione.<span id="more-23529"></span></p>
<p>Arriva il piatto, trascinando al seguito uno dei metà di mille camerieri neri, ed è subito verde: il chinotto non è verde, che hai in mente l&#8217;altro modo di bere scuro. Invece la salsa di chinotto è proprio verde come una piccola prateria di smeraldo, un giardinetto all&#8217;inglese di cocci di bottiglia. In mezzo gli occhi scuri di crostacei allampanati da sostanze allucinogene, a piccoli mucchietti: il caviale. Poi le polpettine di cioccolato, con &#8211; inevitabili &#8211; cristalli di sale. E olio? Non so se è olio, ma somiglia bene.</p>
<p>L&#8217;assaggi. Chi lo conosce mai il chinotto fresco: agrume. Stretto e dritto, amariscolo. Non dolce. Il caviale? salato come il caviale. E poi il bottone di cioccolato, scioglievolmente delizioso. E fino qui abbiamo stranezze, e un piatto più curioso che altro.</p>
<p>Poi l&#8217;altra metà di me arraffa un discobolo, un po&#8217; di salsa e qualche pallina di caviale, tutto insieme: ed è l&#8217;epifania. Folgore e freddo, elettricità e terremoto, spigoli e trucioli d&#8217;acciaio, composti in poemi di sapore sintetizzati in stille. L&#8217;apocalisse.</p>
<p>Io e l&#8217;altra metà di me ci sguardiamo con uno sguardo complice, come per dire <em>E&#8217; proprio buono</em>, e anche, <em>Finalmente</em>.</p>
<p>Perchè fino ad allora l&#8217;epopea cracchiana si era mossa su binari vagolanti tra il medio e l&#8217;inutile, con rari barbagli di luce: che a questi livelli &#8211; di fama e di prezzo &#8211; la capacità di perdonare diventa rarefatta come l&#8217;ossigeno in alta quota. Quelle spugne di pane sembravano più marshmallows dimenticati in dispensa, e il croccante di zucchero e salsa russa un esercizio di stile e tecnica che ti lascia le mani inzaccherate e il palato confuso tra una dolcezza stucchevole e la moderata &#8211; e insufficiente &#8211; freschezza del ripieno. Piatto bellissimo eh, ma visto che siamo qui anche per mangiare, &#8216;zomma.</p>
<p>Nella polentina di amaranto e capperi è vero: ci faresti il bagno: a secchi, ne vorresti, con quei disequilibri controllati in ardita perfezione, di sale di consistenza &#8211; i semini tra i denti &#8211; di gelatinosità abbracciante, impreziosita da quell&#8217;olio di nocciola pertinente ed esatto.</p>
<p>Il Famoso Tuorlo Marinato sa di tuorlo marinato: buono, non c&#8217;è che dire, nel piatto bello e colorato, ma dura difficile a ricordarsi. Più giusto e potente il musetto di maiale, bellissimo a consistenza e presenza, con quel prezioso contributo di grassezza e quel tiro croccante della cialda di polenta. Gratis l&#8217;aggiunta di scampo.</p>
<p>Hai un riso giallo che preleva soprattutto la manteca, e lascia lo zafferano solo intuito, non ostante il bel gesto del midollo alla piastra; meglio lo spaghettonissimo (lungo, cribbio, e grosso!) con ricci e caffè. In cui i ricci e il caffè assomigliano di più ad acciughe e bottarga, come se in geniale contrapasso si fossero depotenziati ingredienti nobili a piccolini: no. Solo ricci e caffè, in gran armonia, e perfetta cottura. A tenerla lunga ti chiederesti perchè il nido di spaghetti arriva nel piatto un po&#8217; buttato lì, senza il minimo tentativo di impaginazione. Lo prendi a esser indulgente come une gesto di estremo snobismo, che ormai il cono con il buco in mezzo lo faccio anche io la domenica con la pasta ai pomidoro.</p>
<p>Piatti di mezzo: piccione, saldo e ematico, nelle panie di una normalità senza tellurismi, e nemmeno tanto acchiappante all&#8217;occhio; e un rognone che ricorderai per fittezza di gusto e retrogusto, e per mollezza della presentazione. Un mucchietto messo lì, senza almanacchi.</p>
<p>Poi dirai della piccola di gran pregio, del servizio cronometrico &#8211; a tratti frenetico &#8211; del cuoco-star che cammina su nuvole di ovatta tra i suoi sudditi, dell&#8217;ambiente euromilanese, dei sottopiatti con la scritta CraccoPeck che han gusto di retrobottega, del conto che non è omicida per l&#8217;ultima yarda, della lista dei vini che con tutti quegli zeri ti passa la voglia di sfogliare, ma che s&#8217;è visto di peggio anzichè no.</p>
<p>Ma quel dolce, fratelli, quel dolce.</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4286-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23559" title="Cracco |  Spugne di pane" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4286-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4287-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23560" title="Cracco |  Russa" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4287-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4290-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23561" title="Cracco | Polenta di amaranto" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4290-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4288-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23562" title="Cracco | Griss" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4288-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4289-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23563" title="Cracco | Pane" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4289-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4291-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23564" title="Cracco |  Tuorlo" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4291-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4293-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23565" title="Cracco | Maiale" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4293-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4294-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23566" title="Cracco | Riso giallo" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4294-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4296-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23567" title="Cracco | Spaghetti con ricci e caffè" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4296-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4301-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23568" title="Cracco | Rognone" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4301-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4304-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23569" title="Cracco | Pigeon" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4304-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4307-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23570" title="Cracco | Cioccolato, chinotto e caviale" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4307-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4309-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23571" title="Cracco | Piccola" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4309-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4315-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23572" title="Cracco |  Frutta disidratata" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4315-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4316-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23573" title="Cracco | macaron" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4316-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4310-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23574" title="Cracco | Mandorle" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4310-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4313-copia.jpg" rel="lightbox[23529]"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-23575" title="Cracco | Nocciuole" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_4313-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>I sensi, la carne e il vino: Yoshie Nishikawa, Priyan Wicky e Taurasi Riserva 2004 Feudi di San Gregorio</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 10:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Giovoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[2004]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Graziani]]></category>
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		<category><![CDATA[Yoshie Nishikawa]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignnone size-large wp-image-22978" title="feudi" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/feudi-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
I sensi nel vino sono la chiave di volta che riesce...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/2011/12/21/i-sensi-la-carne-e-il-vino-yoshie-nishikawa-priyan-wicky-e-taurasi-riserva-2004-feudi-di-san-gregorio/feudi/" rel="attachment wp-att-22978"><img class="alignnone size-large wp-image-22978" title="feudi" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/feudi-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>I sensi nel vino sono la chiave di volta che riesce a svelare il mistero. E’ attraverso i sensi che l’uomo riesce a decodificare un calice: dal primo impatto col colore, al secondo con il profumo, al terzo con il gusto ed infine con le sensazioni tattili di calore, di graffio o di morbidezza al palato. Ci sono le bollicine che solleticano, vini bianchi leggiadri e lievi, o grassi e oleosi, o più ricchi di sfumature, e vini rossi brillanti e sottili, o sugosi e ponderosi, e ampi.</p>
<p>Alla galleria Pavesi di Milano, in occasione della mostra fotografica di <a href="http://www.yoshienishikawa.com/">Yoshie Nishikawa</a>, si è consumata una delle esperienze sensoriali legate al vino più intense che si potessero architettare, complice la sapienza d&#8217;oriente dello chef <a href="http://www.wicuisine.it/">Priyan Wicky</a> e una straordinaria intuizione <em>sommelieristica</em>.</p>
<p>Carnalità: la fotografia erotica della giapponese Nishikawa è disarmante, esplicita senza sconfinare in accezioni volgari, di rara eleganza nell&#8217;istintività, colpisce senza urtare, accarezza i sogni impregnati di desiderio fisico e infiamma l&#8217;anima di una bellezza dove il corpo è strumento espressivo di passione e seduzione ma anche di dolcezza.</p>
<p>Carnalità e carne: la bocca assapora e si confonde, perchè nel &#8220;sushi&#8221; dello chef Priyan Wicky non è il pesce il protagonista ma una qualità finissima di Angus, che si sdraia su di un piccolo materasso di riso nascondendo un&#8217;inebriante speziatura che fa sussultare e chiudere gli occhi. E nella mente si proiettano nuovamente i corpi di donna flessuosi, in una sequenza suadente di bianco e nero.</p>
<p>Carnalità e carnosità: il sorso del Taurasi Riserva Piano di Montevergine 2004  è splendida espressione di un territorio Irpino di tradizioni, dove l&#8217;aglianico ha una potenza istintiva tutta da scoprire. E&#8217; materico ma elegante, un&#8217;odalisca avvolta di veli che danza seducente tra profumi succosi di more, fragranze di incenso e macchia mediterranea, resine balsamiche, e gemme di mirra. Avvolge ma senza affanno, il tannino è sinuoso seppure marcato e spiazza la freschezza che sul finale è sostenuta dall&#8217;effetto del mare d&#8217;inverno, quano l&#8217;aria è fitta di gocce d&#8217;acqua salata.</p>
<p>Sensualità tridimensionale: i corpi, la carne, il vino.</p>
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		<title>Lan Cheng, Milano [6.5]</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 12:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[ristoranti & racconti]]></category>
		<category><![CDATA[cinese]]></category>
		<category><![CDATA[lan cheng]]></category>
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		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="aligncenter size-large wp-image-20870" title="IMG_2776 copia" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2776-copia-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Istruzioni per l&#8217;uso: parcheggio eroico,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2776-copia.jpg" rel="lightbox[20865]"><img class="aligncenter size-large wp-image-20870" title="IMG_2776 copia" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2776-copia-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Istruzioni per l&#8217;uso: parcheggio eroico, agitare prima dell&#8217;uso.</p>
<p>Arrivi da quelle parti e ti arrampichi con la vettura su per i muri, da qualche parte trovi. A ore, a metri, a-busivo va bene, che ormai l&#8217;appetito si è trasformato in un grosso animale peloso. La vetrina mostra un milione di tavolini stipati in dodici metri quadri, ma così vicini che si toccano. Anzi, sono proprio appoggiati l&#8217;un l&#8217;altro.</p>
<p>Muovendoti con contorsioni degne di una manovra economica raggiungi il tuo tavolino 50&#215;60, dove potrai inebriarti del profumo di zagare convolvolo e maggiociondolo ( e una punta pachouli) della ragazza alla tua sinistra. Massì, quella carina con gli occhiali e con la vocina, che ti infila il gomito nel costato ogni volta che guarda il cellulare. Oppure annoiarti con il finanziario in palese debito di serenità alla tua destra, più interessato al visore del suo novissimo iFono che al non banale decoltè della sua fidanza.</p>
<p>Ordini, dando i numeri: non perchè sei già ubriaco di birra cinese, ma perchè i ragazzi tra i tavoli hanno la stessa dimestichezza con l&#8217;italiano di quella che hai tu con il mandarino.  Che poi è la più chiara dimostrazione che i ravioli sono fatti in casa, e non sono la solita mappina surgelata. Belli, e tut&#8217;altro che banali.</p>
<p>E i ravioli tostati, hanno un loro cinese perché. E quegli spaghetti con tutte quelle verdure, sono enormi ma esprimono anche qualche sfumatura, tra verdure carne e tutto.</p>
<p>E la porzione di anatra alla pechinese, oltre a saziare un cavallo, è fitta e decisa, seppur non fiorita di morbidezze.</p>
<p>Cerca la sera che non è così pieno, vale tutti i 20 eurini scarsi del conto.</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2777-copia.jpg" rel="lightbox[20865]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20871" title="IMG_2777 copia" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2777-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2778-copia.jpg" rel="lightbox[20865]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20872" title="IMG_2778 copia" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2778-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2780-copia.jpg" rel="lightbox[20865]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20874" title="IMG_2780 copia" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2780-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2782-copia.jpg" rel="lightbox[20865]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20876" title="IMG_2782 copia" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2782-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2784-copia.jpg" rel="lightbox[20865]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20878" title="IMG_2784 copia" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2784-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2785-copia.jpg" rel="lightbox[20865]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20879" title="Pane cinese" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2785-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Paradiso della Pizza, Vimercate MB [7.0]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2011/10/14/paradiso-della-pizza-vimercate-mb-7-0/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[ristoranti & racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[paradiso della pizza]]></category>
		<category><![CDATA[pizzerie]]></category>
		<category><![CDATA[vimercate]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="aligncenter size-large wp-image-20724" title="Paradiso &#124; Vimercate" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2969-copia-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
C&#8217;è un gran parlare, del Paradiso di Marco...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2969-copia.jpg" rel="lightbox[20714]"><img class="aligncenter size-large wp-image-20724" title="Paradiso | Vimercate" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2969-copia-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>C&#8217;è un gran parlare, del Paradiso di Marco a Vimercate: ricevo messaggi, segnali, lettere, piccioni viaggiatori ed addirittura minacce ed intimidazioni, le più gravi: <em>&#8220;se non vai al Paradiso, ti defollowo&#8221;</em>.</p>
<p>Allora andare, nella notte troppo lunga di questi giorni troppo brevi che durano un sospiro, che non fai in tempo a dire buongiorno che è già venerdì. Allora andare, tra le strade nere come la fame e le luci gialle, tra curve annodate con viadotti, e piloni incastrati in rettilinei lunghi sette quaresime. Allora andare, che quando il centro commerciale chiude c&#8217;è tanto parcheggio e c&#8217;è anche qualche tavolo in più.</p>
<p>Dietro il banco Marco pare un pianista eroico, pesta la pasta con vigore atletico ed occhio lesto: uno sguardo al movimento e un orecchio agli avventori alla cassa, pronto a suggerire guidare informare.</p>
<p>Sulle pizze del Paradiso il <a title="il paradiso della pizza" href="http://www.ilparadisodellapizza.it/" target="_blank">sito</a> dice tutto, e non si tedierà l&#8217;amato e raro lettore con elenchi altrove meglio redatti. Nè si turberà con la tiritera del lievito madre, i prodotti, le birre. Va saputo che il pizzaiolo ha l&#8217;ossessione della materia, dell&#8217;ingrediente: ha il compiacimento dell&#8217;amatore che ha trovato la referenza introvabile, e la mette in chiara e bella mostra sulla lavagna.</p>
<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2965-copia.jpg" rel="lightbox[20714]"><img class="aligncenter size-large wp-image-20725" title="Paradiso | la &quot;consiglio&quot;" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2965-copia-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Senti la pizza Consiglio della Settimana, familiarmente chiamata &#8220;<em>Consiglio</em>&#8220;: pasta impastata con il luppolo, amara, preso dal bisvalido birrifizio Rurale. Poi: mozzarella, formaggio di capra a crosta fiorita del Podere le Fornaci di Greve in Chianti, pancetta dell&#8217;azienda agricola Morris di Sotto il Monte e granella di noci. Pare uno di quei piatti <em>gurmè</em> da pronunzia in apnea, e invece è solo una pizza da sette euri.</p>
<p>T&#8217;arrangerai con il servizio al tavolo, plastica e carta monouso, tranne i bicchieri per la birra artigianale, vetro giusto. La <em>Consiglio</em> è scura, bolle piccole e leopardate il giusto. Non è lentissima al taglio, anzi tiene bene: la pasta è croccomolle, elastica e resistente. Forse non è il test più probante per una prima volta, perchè non è l&#8217;impasto classico: ma s&#8217;eleva, e viaggia.</p>
<p>Il condimento è &#8211; ovviamente &#8211; un tripudio: ma lo stesso pomodoro è di un&#8217;altra categoria della pizza d&#8217;ognidì. Saziante senza essere ammalloppata, lascia, questo sì, un po&#8217; di sete: ma credo più figlia della pancetta che altro.</p>
<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2962-copia.jpg" rel="lightbox[20714]"><img class="aligncenter size-large wp-image-20726" title="Paradiso | Il Cartello" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2962-copia-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Quando sbarazzi, perchè devi sbarazzare <em>yourself</em> dice il cartello, Marco ti guarda dalla parte delle farine e si interessa: e la domanda non vien gratis e di routine, ma di vero interesse, <em>Com&#8217;era la luppolo?</em> Bene, Grazie.</p>
<p>E vai via, nella notte nera, calcificata di luci pettegole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Piccoli Placidi Piatti &#124; AldoFabbbrizi, cacio e pepe alla maniera di Matteo Fronduti</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 09:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[frammenti & detriti]]></category>
		<category><![CDATA[aldo fabbbrizi]]></category>
		<category><![CDATA[bucatini]]></category>
		<category><![CDATA[cacio e pepe]]></category>
		<category><![CDATA[manna]]></category>
		<category><![CDATA[matteo fronduti]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[piccoli placidi piatti]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="aligncenter size-large wp-image-20612" title="aldo fabbbbrizi" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/aldo-fabbbbrizi-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Il Cuoco Motociclista ha questo gusto ineffabile...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/aldo-fabbbbrizi.jpg" rel="lightbox[20608]"><img class="aligncenter size-large wp-image-20612" title="aldo fabbbbrizi" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/aldo-fabbbbrizi-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Il Cuoco Motociclista ha questo gusto ineffabile per infilare un sorriso nel piatto: non raramente un ghigno sardonico: come quando chiama &#8220;Ha vinto la <del>lepre</del> tartaruga&#8221; la pietanza a base dal lesto roditore che per una volta è finito nel piatto.</p>
<p>Aldi Fabbbrizi, evidente richiamo alla romanità del grande attore-gurmè, è stabile nella sua carta da sempre: bucatini terminati con un lungo viaggio in padella nella salsa, fegato d&#8217;abbacchio al rosa, neve di pecorino romano, e tanto pepe.</p>
<p>E&#8217; un primo cruento e pungente, nitido nei suoi tre sapori e un aroma: arriva nei piccoli piatti che sono il vezzo del Manna, ad onta delle kilometroquadriche stoviglie dovunque in uso. E&#8217; un boccone fiero e carnale, di quelli che richiedono alacre mandibola e palato carrozzato. E che fanno socchiudere gli occhi e dire &#8220;hmm&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>McItaly e Gualtiero Marchesi</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 10:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Gualtiero Marchesi]]></category>
		<category><![CDATA[Mc DOnald's]]></category>
		<category><![CDATA[McItaly]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="size-full wp-image-20373 aligncenter" title="tumblr_lsjdhhiZkr1qzboq3o1_500" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/tumblr_lsjdhhiZkr1qzboq3o1_500.png" alt="" width="500" height="489" />
Gualtiero Marchesi
<img class="aligncenter size-full wp-image-20374" title="tumblr_lsjdq3vRKz1qzboq3o1_500" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/tumblr_lsjdq3vRKz1qzboq3o1_500.png" alt="" width="500" height="489" />
McItaly Vivace
12:21 Questo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-20373 aligncenter" title="tumblr_lsjdhhiZkr1qzboq3o1_500" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/tumblr_lsjdhhiZkr1qzboq3o1_500.png" alt="" width="500" height="489" /></p>
<p>Gualtiero Marchesi</p>
<p><a href="http://www.appuntidigola.it/2011/10/04/mcitaly-e-gualtiero-marchesi/tumblr_lsjdq3vrkz1qzboq3o1_500/" rel="attachment wp-att-20374"><img class="aligncenter size-full wp-image-20374" title="tumblr_lsjdq3vRKz1qzboq3o1_500" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/tumblr_lsjdq3vRKz1qzboq3o1_500.png" alt="" width="500" height="489" /></a></p>
<p>McItaly Vivace</p>
<p>12:21 Questo e&#8217; il vivace</p>
<p>12:22 Carne, cipolla, maionese alla senape</p>
<p>12:22 Spinaci</p>
<p>12:22 E&#8217; buono, se non becchi la parte asciutta</p>
<p>12:23 Pane morbido, migliorato</p>
<p>12:23 Sopra semini di girasole</p>
<p><a href="http://www.appuntidigola.it/2011/10/04/mcitaly-e-gualtiero-marchesi/tumblr_lsjesyxaes1qzboq3o1_500/" rel="attachment wp-att-20388"><img class="aligncenter size-full wp-image-20388" title="tumblr_lsjesyXAEs1qzboq3o1_500" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/tumblr_lsjesyXAEs1qzboq3o1_500.png" alt="" width="500" height="489" /></a></p>
<p>12:32 Ora olivette all&#8217;ascolana non marchesiane</p>
<p>12:33 Per spezzare</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-20395" title="tumblr_lsjf7x6Ngd1qzboq3o1_500" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/tumblr_lsjf7x6Ngd1qzboq3o1_500.png" alt="" width="500" height="489" /></p>
<p>McItaly Adagio</p>
<p>12:46 Adagio on line</p>
<p>12:46 Una norma:</p>
<p>12:47 Melanzane pomodori e ricotta salata</p>
<p>12:47 Semi di zucca sul pane</p>
<p><a href="http://www.appuntidigola.it/2011/10/04/mcitaly-e-gualtiero-marchesi/tumblr_lsjg7zn0cl1qzboq3o1_500/" rel="attachment wp-att-20411"><img class="aligncenter size-full wp-image-20411" title="tumblr_lsjg7zn0cL1qzboq3o1_500" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/tumblr_lsjg7zn0cL1qzboq3o1_500.png" alt="" width="500" height="489" /></a></p>
<p>Minuetto &#8211; il dessert</p>
<p>13:15 Il dessert</p>
<p>13:15 Lo fa la Bindi</p>
<p>13:16 Una fetta di panettone tra due strati di tiramisù</p>
<p>13:16 Calorie omicide, ma crea dipendenza</p>
<p><span style="color: #888888;"><strong><em>NdA: Ringrazio sentitamente Davide Cocco per il supporto meccanografico in remoto.</em></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Mirta, Milano [6.4]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2011/10/03/mirta-milano-6-4/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 05:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[ristoranti & racconti]]></category>
		<category><![CDATA[juan josè lema]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mirta]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="aligncenter size-large wp-image-20323" title="Mirta &#124; Milano" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2696-copia-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Il significato più convincente del nome Mirta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2696-copia.jpg" rel="lightbox[20306]"><img class="aligncenter size-large wp-image-20323" title="Mirta | Milano" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2696-copia-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Il significato più convincente del nome Mirta deriva dal latino, che a sua volta lo derivò dal cespuglio sacro ad Afrodite, mica patate. La trattoria di Juan &#8211; uruguagio di Milano &#8211; invece invoca una denominazione matrilineare: Mirta è la mamma del cuoco.</p>
<p>La trattoria conferma il mezzo paradosso della ristorazione milanese degli anni dieci: una cucina di salvaguardia, che consente un conto leggero soprattutto perché nessuno fa le occhiatacce se vai via con un primo e un dolce, ma che precipiterebbe verso la soglia <em>psicologgica</em> dei cinquanta euri con i quattro, tradizionali piatti; un servizio <em>dai-e-vai</em>; una piccola cantina con qualche lampo, proposta con cartellini onesti.</p>
<p>Ecco che con questi ingredienti, e qualche foglio dell&#8217;ormai immanente carta gialla, il successo è assicurato. Pieno in ogni ordine di palchi e avventori con facce felici. O al più disinteressate, senza troppa ansia di prestazione o aspettative di <em>performance</em> iperuranie.</p>
<p>Allora dalla carta frequentemente variata ma soprattutto <em>varia</em> potrai ottenere un &#8220;polpettone&#8221; alla ligure di fagiolini &#8211; ovvero una specie di sformato &#8211; accompagnato da una mestolata di salsa di pomodori asciutta dalla peculiarità quantomeno bislacca; una deliziosa minestra di ceci e animelle dagli aromi fortemente contaminati, par di percepire &#8211; e ci scommetteresti solo il dito mignolo della mano sinistra &#8211; l&#8217;uso del <em>culantro</em> alla moda di Quito; le crocchette di riso giallo con scarola, taleggio e agrumi sono un&#8217;acrobazia di meticciato cultural-gastronomico, con echi meneghini, siciliani, partenopei e montani in un pout-pourri che fa venire in mente il celebre <em>Troppe note caro Mozart.</em></p>
<p>Il collo d&#8217;oca ripieno è servito con una plausibile giardiniera della casa, e pesca nelle tradizioni di almeno tre regioni; il &#8220;Caprineve&#8221; servito con salsa di mango fulminata di frammenti di peperoncino è un dolce di latte di capra che lascerà le papille arrossate assai più che una labile memoria.</p>
<p>Juan Josè Lema ha mano e sostanza, e manifesta una espressività  che non si fa mancare geografie e icone. Magari difettando di quel rigore che ad alcuni aggrada, e ad altri pare un limite. Per certo illuminata di luce mediana, a volte ammantata di penombre.</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2684-copia.jpg" rel="lightbox[20306]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20324" title="Mirta | crocchette di riso" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2684-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2685-copia.jpg" rel="lightbox[20306]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20325" title="Mirta | minestra di ceci" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2685-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2686-copia.jpg" rel="lightbox[20306]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20326" title="Mirta | il pane" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2686-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2688-copia.jpg" rel="lightbox[20306]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20327" title="Mirta | Polpettone di fagiuolini" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2688-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2689-copia.jpg" rel="lightbox[20306]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20328" title="Mirta | Collo d'oca" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2689-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2694-copia.jpg" rel="lightbox[20306]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-20329" title="Mirta | &quot;caprineve&quot;" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_2694-copia-178x98.jpg" alt="" width="178" height="98" /></a></td>
</tr>
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<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Poporoya, Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 09:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Corna</dc:creator>
				<category><![CDATA[ristoranti & racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Poporoya]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="aligncenter size-large wp-image-20133" title="poporoya" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/poporoya-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Non sono esperto di gastronomia. Non sono esperto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/poporoya.jpg" rel="lightbox[20130]"><img class="aligncenter size-large wp-image-20133" title="poporoya" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/poporoya-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Non sono esperto di gastronomia. Non sono esperto di Giappone. Non sono esperto di gastronomia del Giappone. In quanto non esperto, il mio avviso vale quanto quel consiglio della zia:  e allora vado sull&#8217;ovvio.</p>
<p>Ciarlare di Poporoya se sei milanese e si parla di Giappone è come pontificare sull&#8217;Harry&#8217;s Bar a Venezia. Come consigliare la partita della nazionale <em>staseraintivù </em>se stai circa ovunque in Italia.</p>
<p>C&#8217;è mica bisogno.</p>
<p>Tornaste per caso oggi da quarant&#8217;anni consacrati alla Legione Straniera. Vi foste &#8211; tra una marcia nel deserto e l&#8217;altra &#8211; appassionati  alla cucina giapponese. Vi trovaste a Milano: c&#8217;è questo signore, a Milano, praticamente da sempre, da prima che nascessi: è il signor Hirazawa Minoru, detto Shiro. Vi saluterà quando entrate, vi griderà <em>garazieneh</em>! quando andate via.</p>
<p>Se foste stati nella Legione Straniera non sapreste che Shiro vede il suo passato nel mito: primo cuoco giapponese sbarcato a Milano; presidente dell&#8217;Associazione Ristoratori Giapponesi, pare; detentore del brevetto per il taglio del Fugu (il famigeraterrimo pesce palla; non che lo si possa preparare, qui a Milano);  mille e mille altri epiteti.</p>
<p>Tutti conoscono Poporoya a Milano. Spero, almeno. Ché tutti quelli che lo conoscono fingono di no, tutti fingono che sia un segreto celato benissimo, tutti fingono un rapporto speciale e segreto con questa figura mitologica mezza uomo e mezza <em>santoku</em>. Poporoya immagino sia quanto di più somigliante a un <em>akachōchin</em>, piccola osteria giapponese segnalata dalla tipica lanterna rossa.</p>
<p>È un microscopico negozio di alimentari. Ha una tendina. Di là dalla tendina, un bancone. Di là dal bancone, con la pioggia, il vento, il caldo, il freddo, sempre e comunque, Hirazawa-san. Che, nonostante lui sia lui, nonostante possa permettersi di non farlo, nonostante sia leggenda, vi affetta personalmente il pesce scelto con attenzione maniacale. Dodici coperti, quattordici.</p>
<p>Sono un po&#8217; bruschi, da Poporoya, sbrigativi. Non si prenota, non si resta seduti una volta finito. Si ordina appena entrati, mica col menu al tavolo, e si ordina solo se sono arrivati tutti, che poi ci si mette buoni in coda e si aspetta il proprio turno (si fa veloce, comunque). Se non siete degli habitué, vi sembrerà che lo siano tutti gli altri: all&#8217;inizio è imbarazzante. Ma chiedete al tizio di fianco a voi, che avete sentito chiamar per nome, cosa sta mangiando, scoprirete diverse cose. Che è posto dove vi chiameranno presto per nome, ad esempio, e comincerete a sentirvi nel soggiorno di casa. Che Shiro prepara piatti che in carta non ci sono mica per forza. Chiedete al tizio di fianco a voi che ha l&#8217;aria di saperne, tanto sarete gomito a gomito e nel piatto gli guarderete per forza. E saprete che chiedere la prossima volta.</p>
<p>Non pensate di trovare in giro i nomi di questi fantomatici piatti, ma guadagnatevi questo onore sul campo. tornate con queste bacchette o sopra di esse. E magari cercate anche di scoprire perché si chiama Poporoya, non è difficile.</p>
<p>Può darsi che ci siano ristoranti con un sushi migliore, a Milano, ma ristoranti giapponesi con analogo rapporto spesa felicità, credo non esistano in tutto il Vecchio Continente.</p>
<p>In una sera d&#8217;inverno, provate anche i piatti caldi: darete un attimo di tregua a Shiro e scoprirete, se come me non siete degli esperti, che si mangia bene anche altro, e non solo sushi, in questo sushi bar. E poi, se non siete persone da birra col pesce crudo, il tè ve lo offrono loro.</p>
<p>Da Shiro non si fanno foto, lo dice il cartello, e ve lo direbbe anche Shiro se per caso ci doveste provare. Con questi dannati telefoni nuovi che fanno fotografie è pure peggio. Anche mandare un innocente SMS è a rischio occhiate puntute e punizioni corporali: ma non fatelo, non rovinate la poesia, subìte questa regola e concedete questa minima vanità, segno di amore per i suoi piatti.</p>
<p>Ah, Shiro possiede anche un ristorante di fronte, a lui omonimo. Se foste tanti, se voleste mangiare con calma, se voleste un tavolo vero.</p>
<p>Però lui sta di qua, come sempre, da sempre.</p>
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		<title>Taste of Milano 2011: the day after</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 09:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Giovoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina & ricette]]></category>
		<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[uomini & storie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Taste of Milano 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="size-large wp-image-19909 aligncenter" title="evacuazione" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/evacuazione-735x543.jpg" alt="" width="735" height="543" />
A 24h dalla conclusione di Taste of Milano, recuperato...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/2011/09/20/taste-of-milano-2011-the-day-after/evacuazione/" rel="attachment wp-att-19909"><img class="size-large wp-image-19909 aligncenter" title="evacuazione" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/evacuazione-735x543.jpg" alt="" width="735" height="543" /></a></p>
<p>A 24h dalla conclusione di Taste of Milano, recuperato quel minimo di giri in grado di far procedere il motore senza ingolfarsi e spegnersi, è più umano provare a tratteggiare alcuni aspetti di quella che è a tutti gli effetti la <em>kermesse</em> (ovvero sagra) della gastronomia meneghina più vicina alla città. L’idea iniziale era quella di provare a fare da &#8220;cronista d’assalto&#8221; infiltrato nelle retrovie, una sorta di inviato speciale arruolato tra le truppe che potesse dare lo spaccato della vita vera tra i ranghi. Purtroppo il paragone del reporter  di guerra è stato fin troppo azzeccato, in una manifestazione meravigliosa che purtroppo ha avuto, per il secondo anno consecutivo, la sfortuna di essere colpita da piaghe meteo bibliche, e per giunta &#8220;temporizzate&#8221; sugli orari di punta. Ma andiamo con ordine.</p>
<p>Per chi non sa cosa sia Taste of Milano, si tratta di uno spazio all’aperto allestito gli stand-cucina di 20 dei migliori ristoranti milanesi in cui gli chef sono fisicamente presenti per preparare e raccontare 3 piatti porzionati in formato assaggio e venduti a prezzi da sagra, a cui si aggiungono vari stand di leccornie gelatarie e dolciarie, oltre che spazi degustazione vinicoli (ulteriori approfondimenti <a href="http://www.tasteofmilano.it/">su web</a>). <em>Taste</em> porta nel nome la matrice di origine anglosassone, giacché l’idea dell’assaggio popolare della cucina gourmet come momento di festa paesana è nata a Londra qualche anno fa. Dal mio privilegiato punto di osservazione posso dire che Taste è forse il momento annuale più conviviale e coinvolgente per tutti gli appassionati di cibo: un turbinio di sapori e gusti differenti, fatto dell’immediatezza assolutamente estiva del libero pascolo tra volti e piatti, dove poter stringere la mano a cuochi di carne, ossa e sorrisi ben lontani dalle figure mitologiche di mediatica appartenenza. E a tal proposito censuro subito le controproposte della minoranza dell’indoor, seguite alla pioggia copiosa che ha clamorosamente infierito sulle giornate appena trascorse, avendo cura di smettere nelle ore di chiusura al pubblico per ricominciare puntuale alla riapertura dei cancelli, che ha fatto strage di visitatori e precipitato l’umore degli staff in attimi di vero sconforto.</p>
<p>Per la prima volta in vita mia ho sentito un altoparlante squillare “si prega di evacuare l’area!” e ho potuto vivere da vicino le imprecazioni degli espositori, quando gli energumeni della sicurezza hanno fatto sgombrare l’Ippodromo milanese per la tromba d’aria, senza specificare che appena confermata la messa in sicurezza si sarebbe riaperto. Dopotutto nelle cronache mondane dei <em>gastroaddicted</em> l’aspetto tecnico viene quasi sempre ignorato, specie quando su blog e social network si fanno largo le foto degli chef sorridenti che brindano tra loro e con i loro ospiti. Quindi molto in sintesi sottolineo che il fattore “C” per le calamità naturali è determinante, e si unisce a mesi di preparazione per la definizione del menu, l’approvvigionamento della materia prima, preparazione delle basi per circa 3000pasti in 4 giorni, l’organizzazione dello staff, la comunicazione, e soprattutto tanto training autogeno e accensione di ceri votivi.</p>
<p>L’idea Taste è geniale e a dir poco ecumenica, perché consente a chiunque di provare &#8220;aforismi di cucina&#8221; senza l&#8217;intera opera da svariate decine di <em>euri</em> del menu à la carte. Tra l&#8217;altro le porzioni sono studiate per consentire numerosi assaggi, ognuno da una manciata di <em>ducati</em> (da 1€), anche definiti dagli avventori Petrodollari per la loro inconvertibilità. Perché alla fine girare con i ducati era come giocare in un tabellone gigante e tridimensionale di Monopoli culinario, zampettando da un sushi ad un risotto alla milanese passando per pappa al pomodoro e pizza fritta alla napoletana, alla ricerca del proprio personale Parco della Vittoria.  C&#8217;è una  fortissima componente emozionale ed esperienziale, l&#8217;effetto gioco è inebriante e ogni tappa suscita appagamento e sorpresa: già, perchè il livello medio delle preparazioni è decisamente alto e solo i più puntigliosi con aspirazioni da Anton Ego hanno osato bloggare vere critiche ai piatti.</p>
<p>L&#8217;aspetto più divertente da dietro le quinte era vedere la preparazione dei visitatori, la maggior parte dei quali aveva diligentemente stampato da web i menu ed evidenziato propedeuticamente le proprie scelte per procedere con un certo criterio, per poi mandare all&#8217;aria i programmi affidandosi al mood della scoperta, solleticato dai profumi delle cucine. I più hanno fornito una personale classifica dei <em>favourites</em> e anche io voglio concludere così il mio ricordo di Taste 2011, complice l&#8217;aiuto di <a href="http://www.ph-ico.it">un fotografo</a> vero che sfidando &#8220;l&#8217;acqua a catinelle dal cielo a pecorelle&#8221; si è prestato ad immortalare la top five dei miei assaggi preferiti:</p>
<p><em>Finger&#8217;s</em> &#8211; Tagliatele di Seppia al miso con alga nori e Sashimi di salmone con riso e salsa olandese : indimenticabile la consistenza delle tagliatelle di seppia che si confondeva con quella dei germogli di soia e giocava con l&#8217;alga nori croccante  e la voluttuosa sensazione della salsa olandese su un salmone in formato orientale</p>
<p><em>Ernst Knam</em> &#8211; La Tris di Knam al cioccolato, salsa all&#8217;arancia, passione ed Asti spumante DOCG: l&#8217;essenza del dessert perfetto</p>
<p><em>Nicola Cavallaro</em> &#8211; Oca in onto (presidio slow food)con purè di patate allo zenzero: un concentrato di sapore di antica memoria con una delicata scintilla di zenzero ad esaltare la carne dell&#8217;oca</p>
<p><em>Trussardi alla scala</em> &#8211; Raviolo con crema di riso allo zafferano e popcorn di maiale: inebriante la persistenza dello zafferano cremoso che si scioglie nel bottone di pasta, preciso e indelebile</p>
<table style="width: 6px; height: 17px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_0162-4.jpg" rel="lightbox[19908]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-19921" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_0162-4-178x98.jpg" alt="Finger's - Tagliatele di Seppia al miso con alga nori" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_0158-2.jpg" rel="lightbox[19908]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-19920" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_0158-2-178x98.jpg" alt="Finger's - Sashimi di salmone, riso e salsa olandese" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_0191.jpg" rel="lightbox[19908]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-19919" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_0191-178x98.jpg" alt="Trussardi alla Scala - Raviolo con crema di riso allo zafferano e popcorn di maiale" width="178" height="98" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_0167.jpg" rel="lightbox[19908]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-19922" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_0167-178x98.jpg" alt="Nicola Cavallaro - Oca in onto (presidio Slow food) con purè di patate allo zenzero" width="178" height="98" /></a></td>
<td><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_0151-3.jpg" rel="lightbox[19908]"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-19923" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_0151-3-178x98.jpg" alt="Ernst Knam - La Tris di Knam al cioccolato, salsa all'arancia, passione ed Asti spumante DOCG" width="178" height="98" /></a></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
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