La Brioschina, Milano [6.6]
Ti trovi a passare tra i navigli da non milanese, e la sensazione è chiara: c’è tutta questa ferrosità operaia che si muove ad un ritmo diverso, tra gli asfalti e gli opifizi. C’è questo senso di trasformazione manovale, tradotta in un parlato che non è nemmeno pittoresco tanto deve ancora diventare antico: un fluire lento e inattuale, ma non del tutto dimenticato. Come quando si schiva di poco una vecchia officina con l’insegna dipinta a mano ormai sbiadita e dilavata. Dice OFFICINA e non altro, e non c’è nessun genio del marketing che si lambicca le meningi per dire che quell’officina è un’officina, ma senza dire che è un’officina….
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