![IGT Marche Rosso “Cosmino” – Il Pollenza 2003 [8.5]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/marche-rosso-il-cosmino-pollenza-2003-733x550.jpg)
Flacon esumato dagli anfratti più reconditi della cantina, un classico Cabernò di matrice marchigiana. Dell’ormai mitologico millesimo duemiletrè, annata calda. Lo dice anche un astemio ormai: annata calda.
Dunque il colore bordò, va senza dire: arrubinato, lucente, brillante. E materico al vetro.
Naso non privo d’eleganza. Anzi ricco di parti leggere, con l’alcool a volare etereo. I frutti rossi sono maturi e conservati, le spezie leggere. la foglia verde di pomidoro, il peperone s’avvertono, assieme alla salvifica sensazione delle vecchie dispense semivuote, con rimanenze senza nome dimenticate negli angoli.
Sorso convinto fin dall’abbocco,…
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![IGT Marche Rosso “Porpora” – Il Pollenza 2005 [8.1]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/porpora-il-pollenza-2005.jpg.jpg)
Merlò: il pù vituperato dei vitigni, riportato a dignità da una mano felice: non esente da una tonalità granato profonda e intensa, ma in un certo modo trattenuta.
Cosiccome la materia stria il vetro, il naso è interessante: ha spezie e molte, con la noce moscata e un legno vecchio e stagionato cuore tondo e pasciuto.
Maturità, vigore controllato ma a portata di mano.
Sorso dall’attacco folgorante: tannini fini e setosi, vibrazione lucida d’alcool.
Asciutto, senza orpelli né appoggiature, ha parabola densa d’ordito ma non priva di una sua forbita eleganza, con il termine a declinare in grande ampiezza.
E’ poi buono….
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![IGT Marche Bianco “Briano” – Il Pollenza 2007 [5.7]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/briano-pollenza-2007.jpg)
E’ un vino importante il Bianco da uve Chardonnay, Sauvignon Blac e Trebbiano del conte Brachetti Peretti: prodotto raffinato, gode anche di un breve passaggio in legno.
Il paglierino è mediamente carico, con una curiosa reazione sul vetro con il liquido che si ritira in arcipelahi frastagliati e crivellati quasi privi di viscosità.
Svirgolato il naso, diviso tra un frutto precario – melone – e una nota più minerale, ampia l’eco verso la fine.
Anche l’assaggio trova limiti larghi, a tratto slabbrati: secco di una secchezza squadrata, dove l’armonicità risulta viziata corrispondenze piuttosto approssimative. Più godibile il centro,…
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