AOC Clos Vougeot Grand Maupertuis Grand Cru – Jean Gros 1993 [9.5]

 

AOC Clos Vougeot Grand Maupertuis Grand Cru – Jean Gros 1993 [9.5]

A Vosne Romanèe non c’è solo Contì: anzi il leggendario Clos de Vougeot – poco più di 50 ettari – è parcellizzato tra 84 proprietari. La storia del Clos è sensazionale, quasi millenaria, e pare contribuire con la sua romantica avventura alla ricchezza dei vini ottenuti dalle sue uve.

Meno di mezzo ettaro tirato a 40 q.li/ha nella parte del Clos chiamata Grand Maupertuis, completamente reimpiantata dopo la gelata del 1985, produce poche bottiglie di questo splendido vino bruno, un filo nebbioso, cesellato al vetro.

Ha selvaggina dritta, intensa: fino a trovare la frutta. Per raccontarla ci vorrebbe un fico golosamente arreso [cit.] quasi fermentato. Un tratto…


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Champagne Brut Rosè Grand Cru – Paul Dethune s.a. [7.0]

 

Champagne Brut Rosè Grand Cru – Paul Dethune s.a. [7.0]

Anche meglio del suo fratello pallido: il rosa c’è ed è fitto, intenso, quasi pompeiano: ha più la nuance ramata, con quella sfiorita vena di coccinella propria dei vermouth rossi, ma dilavata. La spuma è svelta, non troppo fine, di un rosa rosa delicatissimo.

Il naso è articolato: dalle sensazioni più mature, ricche e solari, fino ai fiori, magari incontrati il giorno dopo. Il tiraggio si sente forte, pur in sottofondo, presente e persistente.

L’assaggio è accogliente: secco, tirato, con una virgola elettrica. La progressione è modica, mentre il mezzo esplora le sfumature delle bucce d’agrume, come il mandarino. Il finale s’allarga e si spiana,…


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Champagne Grand Cru Brut – Paul Dethune s.a [6.8]

 

Champagne Grand Cru Brut – Paul Dethune s.a [6.8]

Paglierino chiaro e vagamente appannato, spumosissimo, con una risorgiva potente ed insistente.
Nel naso potente subito il tiraggio, i lieviti molto esposti (puoi sentire i toni del panettone) l’uva passa, la frutta secca.
Il sorso è secco e ruspante, ma appena molle. La progressione è un filo appoggiata, non prende il voloe rimane un po’ nell’ombra.
Più convincente il finale, alto, che tiene robustamente fino all’ultimo metro.
Piacevole, senza i brividi dell’extra ordinario….


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Sant Emilion Grand Cru Chateau Petit Fombrauge – Pierre Lavau 2000 [7.8]

 

Aspettiamoci che ancora per un po’ oltralpe siano “meglio”. Se per meglio si intende che quando bevi un Emilion hai sensazioni diverse di un Patrimonio, o che uno Chateauneuf “suona” diverso da un Loire.
Ecco allora questo insolito – e difficile – Saint EMilion: spigoli vividi nell’approccio olfattivo, nel nero profondo del bicchiere dove il cioccolato e le spezie adombrano le frutta rosse, ma delicatamente e senza fuochi d’artificio. Dove il gusto intensi e persistente, governa i suoi toni bassi e in verità un tantino slabbrati con coraggiosa tipicità. Averne, solo per espandere l’orizzonte gustativo, troppo…


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