Guida guida delle mie brame chi è il più premiato del reame?

di Chiara Giovoni

Guida guida delle mie brame chi è il più premiato del reame?

Annoso ed annuale è il tema delle guide del vino, risollevato agli onori della cronaca dallo zelante Guido Ricciarelli del Touring Club, che come ogni anno ha convocato i colleghi guidaioli a Firenze per l’ormai consueto rendez vous di confronto  di “Quelli che…le guide”.

Obiettivo dei convenuti è confrontarsi in qualità di rappresentanti delle maggiori pubblicazioni in tema vinicolo, presentando le principali peculiarità che differenziano il loro “tomo” dagli altri e soprattutto, verificando le analogie e quindi eleggendo la batteria di bottiglie che sono protagoniste del momento più atteso della serata, ovvero la degustazione delle etichette emerse …


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Trebicchièri al Finisterre di PoggioArgentiera.

 

I Tre Bicchieri non contano più nulla e il Finisterre non è un granchè, però… felicitazioni a GP Paglia! *ride molto*

(è una presa di benefizio, solo perchè sono in osceno ritardo con il tasting panel…)


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Ristoranti d’Italia ’09 – Gambero Rosso

 

Ristoranti d’Italia ’09 – Gambero Rosso

Scartabigliando nella memoria, saran quindici gli anni che mi separano dal primo acquisto della Guida. Allora era la vera alternativa alla Rossa: più ampia, più interessante, più descrittiva, più coinvolgente, più tutto. Spendevo volentieri quelle milalire, perchè erano più i posti che sognavo di quelli che potevo visitare, e leggerne era un po’ come averli… sfiorati.
Indubbio che Ristoranti d’Italia abbia… riscritto il modo di scrivere le guide. Indubbio che attorno alle valutazioni, alle descrizioni e soprattutto ai punteggi si siano versati fiumi di inchiostro e parecchie papille si siano seccate a cianciare di come e di quando si formano…


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Gambero Rosso di Pierangelini, San Vincenzo LI [9.6]

 

Difficile, dire qualcosa di nuovo sul locale di Pierangelini. Difficile anche dire soltanto qualcosa: ognuno che abbia minima la passione del gusto ne parlò, argomentò, cianciò. Eppure caracollando sulle piccole scale del porticciuolo di San Vincenzo lo scriba già pensa a cosa diavolo. Cosa raccontare di questo luogo della delizia e dell’incanto, così immenso e così immensamente imperfetto. Come il suo inattingibile Pigmalione, che puoi incontrare tra le frappe del meriggio a cavallo della sua antica e rugginosa bicicletta, oppure appoggiato di spalla alla colonna di cemento armato del non molto appariscente ingresso del suo ristorante, cellofono all’orecchio,…


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