Fata Bema, Parma [5.9]
Era per togliermi di dosso il sapore appiccicaticcio di una giornata insulsa, inutile e greve, che cercavo un po’ di piacere in questo posto – segnalato – della parma oltretorrente.
L’ambiente, percorso da un fastidioso rumore di sottofondo ineludibile gravato dall’architettura vagamente post industriale, mi mette sul chi vive: ancor più un’attesa straripante per l’antipasto. La carta è percorsa dei brividi letterari dell’ideatore dei piatti, titoli in qualche modo burrosi: mi adagerò su Trancetti di gallinella con pomodorini e cipolle rosse di Tropea, che per volume e occupazione del territorio meriterebbero un posto…
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