Torta allo yoghurt

 

Torta allo yoghurt

Il Cucchiaio d’Argento è un tomo di mille-e-dispari pagine che da più di cinquant’anni campeggia nelle case e enlle librerie italiane come una summa culinaria di base. Attraversa l’italia come un coltello nel burro, riportando piatti classici e regionali, con una patina vagamente fanè che ne costituisce anche il fascino. Dalla penultima edizione ho preso questa torta, che nasce sbattendo due uova intere, in cui aggiungere 140g di zucchero, una bustina di lievito vanigliato e una presa di sale. A seguire, 125g di yoghurt magro, 170g di farina bianca e altrettanti di farina gialla di mais da polenta.. Un...
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DOC Collina Torinese Cari – Balbiano s.a. [7.5]

 

DOC Collina Torinese Cari – Balbiano s.a. [7.5]

Insomma, c’è questo rosso  che esce con un tono scarico – non ancora rosato – ma convinto. Rubino e scarlatto, all’intorno. Spumeggiante, frizzante, ecco. Dovendo immaginare una ricorrenza, ecco la ciliegia zuccherata, fors’anche il limone. Da qualche parte trovi un perchè di Campari, di zucchero filato, e infine qualcosa di più asciutto e contratto. Ma poco. Il sorso non si fa stucco, anzi si eleva tra la dolcezza e un’ombra agrumata, un finale di feste di paese, luminarie e torte di casa. Felice.
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AOC Sauternes – Chateau d’Yquem 1983 [9.4]

 

AOC Sauternes – Chateau d’Yquem 1983 [9.4]

Nel 1983 ascoltavo gli Iron Maiden e i Saxon, e consideravo il Morellino una frontiera enologica. A Saluces imbottigliavano questo Sauternes, come i duecento anni precedenti, e i chissà quanti seguenti. La bottiglia – millesimo importante – incute qualche piccola ansia, il Re dei vini va sempre affrontato con circospezione: anche se anni di vinissimi dolcissimi hanno un po’ catramato la capacità papillare di esaltarsi di fronte a queste suadenti, dilaganti concentrazioni. Ecco dunque il colore del vecchio Armagnac, grasso al punto di essere untuoso. Il naso non travolge: anzi par conficcarsi, irrimediabilmente....
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Melitites – Belisario

 

Melitites – Belisario

Non è un vino fortificato, a quanto pare, ma una “Bevanda a base di vino e miele”. La retroetichetta infatti riporta per questo prodotto il co-working del produttore matelicese e degli apicoltori montani. La base è un verdicchio di Matelica, tema in cui Belisario eccelle. In aggiunta, la rotondità sensoriale del miele, quasi a richiamare certe pratiche antiche di “rinforzo” dei vini greci e romani. Entrambe le anime della bevanda sono in primo piano: da un lato il piglio alcolico del verdicchio, seppur invecchiato e maturato, dall’altra l’inconfodibile profumo del miele. Il colore è ambrato,...
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DOC Sagrantino di Montefalco Passito – Arnaldo Caprai 1986 [8.5]

 

DOC Sagrantino di Montefalco Passito – Arnaldo Caprai 1986 [8.5]

Più di vent’anni fa ero giusto uscito dal tunnel del Rosatello Ruffino, ma mi piaceva già – e molto – scapiccolarmi su e giù per l’Italia. Appena finito il militare s’era con quattro soldi in tasca, e tutto si misurava: quindi una vacanzina fuori stagione di qualche giorno in Umbria era un autoregalo di un certo pregio. La mia attrazione fatale per le cose buone aveva già attecchito, sottopelle: mancava spesso la materia prima per darle corpo. Quella volta – lo ricordo ancora – una cena alla Fornace di Mastro Giorgio a Gubbio fu un’emergenza sensoriale. La sera dopo, alla Loggia...
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