DOCG Morellino di Scansano “Bellamarsilia” – Poggio Argentiera 2007 [7.4]

bellamarsilia 2007 poggioargenitieraSarà che mi sto facendo vecchio, e la memoria si fa labile: ma ho la netta impressione che il “Marsilia” diventi ogni anno più… morellinoso.
Il millesimo ’7 è rubino limpido, nemmeno troppo carico, lontano da estrazioni esorbitanti: eppure ha forza e sostanza.
Bello teso e aereo, restituisce nel naso due linee perfettamente parallele: una scossa vegetale ed un verso fruttoso, entrambe appoggiate su un terreno autunnale umido e avvolgente, brevilineo. Un niente di selvatico aleggia, e conquista.
Assaggio per nulla molle, ritto su uno spigolo al confine con la scorbuticità. Il sosro viaggia concentrato, anche magro nel durante, ma il palato si allrga, se vuoi più per forza comunicativa che per corporatura, e questo va bene.
Appena piegata la fase finale, con un terminale che probabilmente si gioverà di altro tempo per un’integrazione ideale.

Sesto di sei, PoggioargentierA Tasting Panel 2009

DOCG Morellino di Scansano “Poggio del Collegio” – Alberese [7.0]

poggio-del-collegio-alberese-2007Nella valevole gamma dell’Azienda Agrigola della Regione Toscana spicca questo Poggio, prodotto – dice – con tecniche rigorsamente bio.
Ha una forte nuance porpora, il cuore rubino intenso ma non fitto. Eppure il velo è ancora leggermente pigmentato, segno di bella polpa.
Il naso è concentrato, il frutto è rosso ma anche – leggermente – agrumato.
Una traccia d’asfalto riga la percezione in tutta lunghezza.
Il sorso attacca liscio, ma nel seguito alligna un sedimento di tannini affatto importante. Asciuga il cavo orale in modo evidente, rilasciando una sensazione addirittura astringente. Persiste una vena di freschezza che in barba al poderoso volume alcoolico  conduce ad un termine digradante, lento a svanire. Sobrio, ma buono.

DOCG Morellino di Scansano “Villa Fattoria Granducale” – Alberese 2007 [6.7]

morellino_alberese-2007.jpgStupire per questo fenomeno dell’Alberese, Azienda Agricola di proprietà della Regione Toscana: roba pubblica, e stando alle bottiglie, che funziona.
Ora questo solido Morellino, di un bel rubino gajo ricco di sfumature pulpuree, ha un velo cristallino piuttosto fitto, con ordito variamente stratificato. Le lagrime sono vaste e lente.
Il naso pare ancora inespresso, con il frutto ricordato dalla vinaccia e un elevato tenore della spezia, sopra tutto con il pepe nero. Una traccia di carbone lo conchiude.
L’assaggio attacca vigoroso, con il pimento a fluire nel sorso, seccamente alcoolico e potente, ma fresco assai e sincero. Lungo tutta la traccia la polpa resta un filo rustica, e finisce con gioia. Giovane, ma generoso.