Al Vèdel, Colorno PR [7.2]

 

Colorno è una di quelle epifanie sempre un poco stupefacenti che l’Italia “di mezzo” offre al viaggiatore. Quell’Italia arroccata un po’ più in là rispetto alla Strada Maestra, e che richiede necessità o molto tempo per essere trovata. Eppure Colorno da molti anni vuole farsi trovare: un diorama semplicemente perfetto di un intera stagione storica, politica, sociale di questo nostro sghimbescio e bellissimo paese. La Reggia Farnesiana è un assurdo geografico: innestata su quel ponte a traverso, di proporzioni splendide seppur completamente fuori scala, in un luogo che non ha motivo di essere nella landa bassa parmense, abitata da uomini di sangue e di carne, e da …


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A Casa Mia, Gezzano PI [7.2]

 

E’ proprio una casa… solo quando ci sei dentro ti rendi conto che è un locale di ristoro, con l’ingresso come le case di una volta: mobili assemblati, arredo scelto e non costruito… insomma il senso di piacevolezza e di calore c’è, eccome. I tavoli sono ben distanziati, le pareti addobbate da reperti della civiltà contadina, ma non nostalgici o naturibili. L’oste è cordiale, e recita con cura le proposte del giorno, piuttosto vaste e dettagliata: una proposta di tre antipasti golosissimiInsalata di favette e crosta di parmigiano croccante, Sformatino di porri con salsa di ceci, Parmigiana di melazane.
Come buon primo piatto avrai raviolo


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Buca di S.Antonio, Lucca [5.9]

 

Monumentale: ecco la Buca. Ricordando la visita di forse 15 anni fa, quando stavo iniziando il mio viaggio edonistico e mi affascinavo di questi luoghi pittorische ma abbordabili, e il sassicaia costava 30.000 lire la bottiglia… Ora questo posto è votato ad un seppur selezionato turismo, e la sua spettacolare raccolta di paioli di rame ne è purtroppo fervida testimonianza.
Tutto è perfetto di una perfezione monocromatica e strumentale, tanto da non sembrare vera: così come il tortino di porri con vellutata di ceci in effetti è poi una specie di frittatone in crosta, burroso e in qualche modo opimo… ma buono. Il coniglio con polenta e olive invece: ha carne stopposa e …


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Bosco, Bosco di Scandiano RE [7.0]

 

Per contrastare l’imperante improvvisazione, ecco un locale che esiste da cento anni, e da venticinque con la medesima gestione. Nessun volo senza paracadute ma concretezza, sobrietà e cura del piatto, della presentazione e della materia.
Siamo nel pieno di una cucina del territorio, con qualche idea seppure ben controllata. Lo sformato di zucca con crema di parmigiano (ottimo) è eccellente per qualità e realizzazione. Buoni i carciofi ripieni. I primi sono corretti, anzi gradevoli nell’accostamento degli gnocchi di ricotta con la crema di Mariuccia (un formaggio vaccino erborinato). Intriganti i cavatelli con ragù di lumache.
Buono anche il coniglio con le


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Cattini, Orologia di Quattro Castella RE [6.2]

 

Se non avete appetiti robusti, non svoltate in queta stretta via. Se cercate un light meal, accellerate, qui in fondo alla salita. Avrete solo i piatti veri e le pietanze vere della tradizione reggiana: ma veri veri, come i tortelli verdi/gialli in bianco, ma anche con il soffritto, coappelletti con il brodo di cappone, le tagliatelle varie… i ciccioli…
Avrete il carrello di bolliti con cose dimenticate, come le ossa di maiale, lo zampetto e i nervetti. Avrete la coppa allo spiedo, la faraona arrosto e i cotechini dolorosi… ed avrete assolutamente le migliori cotiche e fagiuoli mai assaggiate, Accompagnate con varii lambruschi, segnalato l’ottimo “Arte…


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