Al Consorzio, Torino [6.8]

 

Al Consorzio, Torino [6.8]

Ci sono le volte che ripensando ad una qualsiasi delle esperienze della nostra vita, ti trovi lacerato da sentimenti contrapposti: che so, la formidabile simpatia per un Autore, e la banalità della sua opera. O la straordinaria qualità della sua opera, e il suo esecrabile carattere. Oppure ancora: provare a breve distanza l’una dall’altra due esperienze differenti al punto da non capire se la mano è la stessa, e dove è finito il talento. Per esempio, il folgorante albo d’esordio di Liz Phair, Exile in Guyville, denso di perle indimenticabili; che non pare sucire dalla stessa penna che ha prodotto il moscio e pallido “Liz Phair” quasi dieci anni dopo….


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Appunti Diviàggio | Consorzio a Torino

 

Appunti Diviàggio | Consorzio a Torino

Non so perchè: sarà una questione di sussidiari ingoiati a forza in giovine età, ma vivo Torino come la più retorica delle città italiane. Basterebbero i Savoaia e la FIAT per rendere impervia la digestione, ma aquesto si aggiunge ben altro. E quindi è tutto un sussultare di reminescenze: che poi svaniscono non appena si posa la vettura e si cominacia a calpestare i terrazzi sotto i portici di una qualsiasi delle vie del centro.
Tutto è retorico: anche vetrina della stupefacente Confetteria Avvignano che dice “Succ.” Sta per “successore”. Non è forse retorico star lì a raccontare al tizio che passa che quella confetteria non è più Avvignano ma di qualcuno…


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