Al Consorzio, Torino [6.8]
Ci sono le volte che ripensando ad una qualsiasi delle esperienze della nostra vita, ti trovi lacerato da sentimenti contrapposti: che so, la formidabile simpatia per un Autore, e la banalità della sua opera. O la straordinaria qualità della sua opera, e il suo esecrabile carattere. Oppure ancora: provare a breve distanza l’una dall’altra due esperienze differenti al punto da non capire se la mano è la stessa, e dove è finito il talento. Per esempio, il folgorante albo d’esordio di Liz Phair, Exile in Guyville, denso di perle indimenticabili; che non pare sucire dalla stessa penna che ha prodotto il moscio e pallido “Liz Phair” quasi dieci anni dopo….
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