Rifugio La Roda 2125, Cima Paganella TN [6.3]
Asperrima sarebbe la salita: se da Andalo non si dipartisse una qualcosovia che ti trascina in men che non si dica a 1700 metri e dispari, dove l’Alpe è già meno incombente, il Massiccio delle Dolomiti di Brenta spettacolare spettacolo dietro le spalle.
T’incamminera dunque per un sentiero agevole anche se a tratti piuttosto ripido, per raggiungere in poco più di un’ora la Cima Paganella da cui godrai con modesta e ripagatissima fatica di immenso panorama a tutto tondo: e solo questo varrebbe la sgambatina.
Ma proprio lì, dove termina la foresta di alberi ed inizia la foresta di ripetitori – “è la tennologia, baby” – campeggia il Rifugio, anelato dai più come tappa intermedia della scampagnata.
Nemmen troppo affollato d’estate, vibra dell’efficienza militaresca di un rifugio in quota, seppur raggiunto da strada carrabile e quindi non più inarrivabile per le merci. Però è da ammirare la tovaglietta che riporta chiaro e tondo il menù del giorno, la carta dei vini prezzi e controprezzi, lì sotto il naso e senza equivoci…
La prima sorpresa è proprio dalla cantina, che offre etichette tutt’altro che banali e anche in certa certa scelta: venti etichette, soprattutto Trentine e Atesine.
Servizio allenato a ben altre folle: rapido e instrumentato di palmari a toccaschermo, piede fermo e gamba veloce, non c’è che dire. Più ragionato l’arrivo dei piatti, indice di cucina espressa – ove occorra.
Ecco che gli affettati sono buonini e ben presentati, i formaggi meno incisivi e il funghetto sottolio resta piuttosto oscuro. Più azzeccati i soffici canederli al burro, polputi e sazianti: non certo un piatto dietetico, ma proprio per fornire calorie a nastro son fatti e ciò fanno, e con gajo entusiasmo.
Sarebbero giusti anche i sapori del capriolo con polenta, non fosse per qualche tocchetto di carne di durezza adamantina. Generoso l’uso di spezie e polenta d’ordinanza.
Gran colpo finale con il dessert, un deliziosissimo tortino di noci tiepido con mirtilli e crema: buono e bello, addirittura con qualche ricerca d’impiattamento!
L’atmosfera tipica del rifugio, la vista alle finestre, la rubiconda accoglienza e il conto educatissimo (impossibile infilare quattro piatti: perciò considera un 20, 25 eurelli per la garanzia di sazietà) te lo lasceranno ricordare come una sosta valevole, e non solo per il Timbro-Ricordo.

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