N.P.U. 1996 Bruno Paillard: l’assaggio infinito

di Chiara Giovoni

N.P.U. 1996 Bruno Paillard: l’assaggio infinito

Ieri ho bevuto lo champagne più buono della mia vita…finora. In realtà se la profetica espressione dei latini “nomen omen”‘ fosse inequivocabile, N.P.U. (ovvero Nec Plus Ultra) non potrebbe non essere il nome di questo vintage ’96 della maison Paillard. Francesizzazione di un termine anch’esso latino riferito alle Colonne d’Ercole oltre le quali si pensava finisse il mondo e quindi non oltrepassabili, l’N.P.U. in etichetta  indica la volontà di superare qualsiasi ostacolo per creare il prodotto migliore, con un blend di grand cru realizzato solo in vintage eccezionali. Il 1996 però assume ben altri significati con i …


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Philipponnat Clos des Goisses 1988: il fascino dei numeri

di Chiara Giovoni

Philipponnat Clos des Goisses 1988: il fascino dei numeri

C’è un’enorme differenza in Francia (e sempre più in Italia) tra i vini senza bolle, bianchi o rossi che siano, e lo champagne. Uno dei pregi più nobilitanti di un produttore, dalla Borgogna all’Alsazia, dal Rodano al bordolese, è la possibilità di indicare in etichetta il nome del Cru, ovvero del vigneto singolo di eccellenza da cui son state tratte le uve che unicamente compongono un determinato vino.

Tradizionalmente invece in Champagne il fattore distintivo è tutto in una questione di blend. Il differenziale è condensato nell’abilità della mano dell’uomo nel creare la cuvée,  dall’assemblaggio di diversi vitigni, dall’uso…


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“Sua maestà” il Dom Perignon Vintage 2000

di Chiara Giovoni

“Sua maestà” il Dom Perignon Vintage 2000

La sete di champagne non si placa con nient’altro che non sia champagne. Ricorda un po’ quella scena della reclam con autista e signora ingioiellata dove la “voglia di qualcosa di buono” aveva come risposta plausibile solo la pralina nocciolata pubblicizzata. Nessuna possibile alternativa. E così per la brama di bolla francese. Nessun surrogato legale per quella sinuosità da Chardonnay della Côte des Blancs, nessun palliativo alla drittezza tagliente del Pinot Noir dei blanc de noirs, nessun possibile succedaneo alla classe distintiva delle cuvée con il vigore del graffio del Pinot Meunier.

Lo champagne è unico e frutto dell’unicità di …


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Miau | Champagne, vini veri per uomini duri

 

Miau | Champagne, vini veri per uomini duri

Veniamo su con tutto l’armamentario del Mulèn Rusg, le donnine e i tappi facili; e le feste dei film con queste bottiglie che tracimano e gente che ride, e la sovrapposizione dello Sciampagn con vita lieve e spesso dissoluta, scollature omicide, smoking caduti con il filo a piombo.

Ci vuole un lunedì negli angiporti del Bar Roma a Novellara per distruggere tutto questo (dati causa e contesto).

Di fronte sette Vins de Champagne, detti naturali: tendenzialmente non dosati, o dosati con micragnosità; trattati con lieviti indigeni; colture rispettose.

Sciampagnino Mulèn Rusg, freddo e frizzante, con donnine al seguito: qui invece formazione militarizzata, bevuti a temperatura…


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Champagne Brut Rosè Grand Cru – Paul Dethune s.a. [7.0]

 

Champagne Brut Rosè Grand Cru – Paul Dethune s.a. [7.0]

Anche meglio del suo fratello pallido: il rosa c’è ed è fitto, intenso, quasi pompeiano: ha più la nuance ramata, con quella sfiorita vena di coccinella propria dei vermouth rossi, ma dilavata. La spuma è svelta, non troppo fine, di un rosa rosa delicatissimo.

Il naso è articolato: dalle sensazioni più mature, ricche e solari, fino ai fiori, magari incontrati il giorno dopo. Il tiraggio si sente forte, pur in sottofondo, presente e persistente.

L’assaggio è accogliente: secco, tirato, con una virgola elettrica. La progressione è modica, mentre il mezzo esplora le sfumature delle bucce d’agrume, come il mandarino. Il finale s’allarga e si spiana,…


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