
In anteprima AdG aveva assaggiato gli eccellenti spaghettoni, novità d’autunno per il dinamico pastifizio di Predazzo. Parlandone al telefono con Riccardo Felicetti, demiurgo della Casa trentina, mi aveva salutato con un inquietante “Sentirai le penne”.
Detto: fatto. Il postino – che anche a Borzano sulla Lodola suona sempre due volte – mi recapita la scatola con l’altro “nuovo” formato. Si tratta di una trafila un po’ più generosa del formato tradizionale, che ardirei chiamare “pennoni” se non fosse che il gergo marinaresco non mi s’addice.
Le metterò alla prova con un “piennolo”…
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Se trovi calamari di pesca, appropriatene. Li riconosci: hanno spesso piccoli pesci nel sacco, incastrati con la testa verso l’alto come se cercassero un ultimo, disperato punto di fuga.
Li purlirai dalla pellicola filamentosa, dalle ali e dal becco, che metterai in un padellino a strinare. Appena li avrai raggrinziti, bagnali con brandy da far fumare. Poi aggiungi acqua, qualche cristallo di sale marino, carota, cipollina, un pomidoro schiacciato tra l’indice e il pollice, un frammento di sedano. Lascia cuocere un’ora, facendo asciugare ogni volta tutta l’acqua. Appena prima dell’ecatombe, aggiungine altra.
Torna ai calamari e incidine un …
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La natura a volte prende un piglio burlesco: le ostriche son al massimo d’inverno, e i fagiuoli sono freschi d’estate. Quando fa il gran caldo non pensi a fagiolate, fagioli e cotiche, pasta e fagioli: ti verrebbe a gola la freschezza di pesci d’ogni ordine e grado, molluschi, mitili, crostacei, pinnati e dentati. Invece – ma qui non è solo colpa della natura – c’è il fermo biologico e ti devi accontentare di quel poco che passa il convento, e a prezzi da manovra economica.
Càpita però di inciampare in tesoretti: come questi calamarini di pesca, morbidi e colloidali. Recati in pescheria accompagnato dal tuo consulente finanziario – naa,…
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Tra poco è l’ora di pranzo, magari serve un’idea. Semplice, veloce, naturalmente.
Ecco allora che trafficando con le confezioni Monograno Felicetti per la famosa faccenda del Laboratorio della Pasta qualche side-project ne è uscito. Questo ad esempio,praticamente una pasta-con-niente che sipuò azzardare anche per la bella freschezza di quel fusillo Khorasan-Kamut, che riprende la frumentosità del grano con sottili variazioni che vale la pena di ascoltare con attenzione.
Lessa i fusilli in modo tradizionale, in acqua poco salata ben al dente. Il punto di cottura del Kamut è abbastanza preciso, preleva un minuto prima che poi la pasta continuerà a cuocere…
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