di Stefano Ricci

Non ce la si riesce sempre ad essere didascalici. A spiegare ogni cosa con solerzia. Qualche volta occorre che le parole calino come dogmi, più che scendere come corollari. Indizi da vergare sul taccuino del vecchio, con il pennino che scricchiola strusciando. Un giorno, agli audaci della memoria, torneranno buoni. Lui è il Dio della Birra. Vivo, incombente, spietato. Dalle sue mani erbose tramontano lampi di Verità birraria. Lei è gerbida, come la landa delle Fiandre Occidentali che le ha dato la luce. Le sue radici affondano lontano. Se vogliamo trovarci uno stile, ebbene ce l’ha: è una Red Flamish. Ma solo di nome. La sua...
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di Stefano Ricci

DISCLAIMER. La foto pubblicata non è stata selezionata dall’autore. Molti la riconosceranno, in ogni caso tale birra non viene trattata nell’articolo. Allargate i vostri orizzonti, un mondo migliore di Brewdog è possibile, non ci vuole neanche troppo sforzo. :-) Se siete lettori di questo blog probabilmente sarete molto più avvezzi all’underground vinicolo o gastronomico, eppure sono certo che se vi siete mai intrufolati in qualche dibattito web fra birrofili o avete passato una bella serata in qualcuno degli oramai numerosi e ottimi pub italiani, qualche contatto con le famigerate IPA, AIPIEI per gli amici, lo...
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di Davide Cocco

Questa è una storia eretica dedicata a una birra eretica. Per un sacco di motivi.
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![Le Vent du Nord, Milano [6.3]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IMG_9982-733x550.jpg)
La mia contiguità con la gastronomia Belga si limita a qualche lettura delle produzioni letterarie di Sigrid Verbert, che di quei lidi è originaria e ne canta i ricordi con inusuale cuore e calore. Non so che spessore abbia, la gastronomia belga, e mi vengono in mente solo immagini di preparazioni da temere per un motivo o per l’altro. Se però hai un compagno di viaggi che pronuncia così bene, ma così bene quella ragione sociale: “Levàn_dunòrh”, non ti resta che andare e provare. Già l’ingresso risuona di echi nordici, con tutto quel legno chiaro. Dentro poi, una sera normale di un giorno normale, un...
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di Stefano Ricci

Avrei una montagna di aneddoti da scrivere sulla mia ultima trasferta londinese, specialmente ad un pubblico di lettori che immagino poco avvezzi alle meraviglie brassicole della tradizione britannica. Ma se il tempo è tiranno, la pigrizia è despota. Mi limito ad un flash con divagazioni su una situazione che mi ha un po’ fatto girare i cosiddetti in una settimana di successi birrari. Se molte considerazioni appariranno un po’ da iniziati come dice il Caffarri, chiedo venia e spero di incuriosire riguardo ai mondi fantastici (o fanatici?) che si celano dietro la fatidica pinta. C’è dibattito fra i maître à penser...
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