
Non è un vino fortificato, a quanto pare, ma una “Bevanda a base di vino e miele”. La retroetichetta infatti riporta per questo prodotto il co-working del produttore matelicese e degli apicoltori montani.
La base è un verdicchio di Matelica, tema in cui Belisario eccelle. In aggiunta, la rotondità sensoriale del miele, quasi a richiamare certe pratiche antiche di “rinforzo” dei vini greci e romani.
Entrambe le anime della bevanda sono in primo piano: da un lato il piglio alcolico del verdicchio, seppur invecchiato e maturato, dall’altra l’inconfodibile profumo del miele. Il colore è ambrato, brillante, la stoffa è cerulea, adesiva. …
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Ecco, già l’emozione di stappare un grande formato basterebbe ad aggiungere i due decimi alla valutazione di questo che è a buona ragione un grande bianco. Aggiungi poi che la massa più copiosa intima fine eleganza e rotondità alle note di miele e di cera, una possanza appagante agli zuccheri, una compiutezza anche formale ai toni di legno.
Insomma, un prodoto già eccellente di suo che diviene davvero speciale in questo formato, anche in virtù di un rapporto qualità prezzo strepitoso….
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Etichetta di rincalzo per i bravi produttori marchigiani, il Verdicchio “del Cerro” si segnala per un ottimo rapporto qualità prezzo. Giallo paglierino di media intensità, ma nitido. Il naso è intenso ma un po’ vario nelle declinazioni: frutta bianche ma anche agrumi, non perfettamente amalgamate forse a causa di una eccessiva fretta nella commercializzazione. La grande continuità dell’olfatto è poi confermata in bocca dove se da un lato abbiamo una buona persistenza, freschezza e acidità, dall’altro qualche deriva un po’ scomposta ne compromette l’armonia. E’ una interpretazione di grande personalità di questo versatile vitigno, che vorremmo vedere…
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Lo ricordavo, ma non così. Uno dei giolielli di questa terra amata. Sprizza dal collo della bottiglia l’aroma boisè, ma delicato. Nel bicchiere i riflessi quasi rosati di un giallo pieno, goloso. Ruota grasso nel bicchiere, sprigionando sentori floreali con note mielate, fors’anche di cera d’api. In bocca è felpato, surmaturo, godibile. Il legno è trasparente e pulito, venato di sensazioni azzurrognole. Termina di buona acidità e un retrogusto amarissimo ma elegantemente compiuto. Buonissimo, per 8 euri….
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