di Chiara Giovoni

Succede che ci si trova in una sera d’inverno a Firenze, in cui ti dicono che ci sono un po’ di vini buoni da bere ad una degustazione all’ora dell’aperitivo. Dove si va? chiedi. All’Helvetia Bristol – ti dicono. In un hotel 5 stelle lusso? Sbatti due volte gli occhi e il primo pensiero è che non hai nulla da metterti, come se dovessi andare a teatro, pensando ad uno di quei posti dove la gente per andare tira fuori il vestito di vellutino nero e le decolletè tacco 7 di raso. E invece no, siamo ad un God Save the Wine, l’aperitivo fiorentino che è ormai un cult, dove la degustazione a 5 stelle è in realtà una festa di quasi 300 persone enoicamente …
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![DOC Sagrantino di Montefalco Passito – Arnaldo Caprai 1986 [8.5]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/sagrantino-a.caprai.jpg)
Più di vent’anni fa ero giusto uscito dal tunnel del Rosatello Ruffino, ma mi piaceva già – e molto – scapiccolarmi su e giù per l’Italia. Appena finito il militare s’era con quattro soldi in tasca, e tutto si misurava: quindi una vacanzina fuori stagione di qualche giorno in Umbria era un autoregalo di un certo pregio. La mia attrazione fatale per le cose buone aveva già attecchito, sottopelle: mancava spesso la materia prima per darle corpo. Quella volta – lo ricordo ancora – una cena alla Fornace di Mastro Giorgio a Gubbio fu un’emergenza sensoriale. La sera dopo, alla Loggia di Narni – che oggi mi pare non esista più –…
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![IGT Umbria Grechetto “Anima Umbra” – Arnaldo Caprai 2009 [6.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/umbria-grechetto-anima-umbra-arnaldo-caprai-2009.jpg)
Nel mondo del vino esistono delle griffe, che nobilitano con la loro stessa essenza quasiasi flacon adornino: Arnaldo Caprai è una di queste, e se ne può solo e sempre dir bene. Dunque il grechetto “griffato” Caprai: chiama attenzione, fosse solo per l’autorevolezza del produttore.
E’ chiarissimo, virato al bianco glaciale, con sterzature grigie. Di modesta tensione materica esprime un frutto moderato, composto e ritirato, spostato su una base minerale con altre intuizioni: di miele, di pesca gialla matura, e una rassicurante freschezza.
Sorso un po’ piegato subito all’abbocco, con una linea alcoolica ben definita, fin troppo rilevata….
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Sempre con riverenza mista a timore, avvicinarsi a Caprai Arnaldo. Di cui ricordo giovanile delibazione di Sagrantini e Rossi di Montefalco ai tempi delle prie esplorazioni enogastro – umbre. E si parlava, nella allora decaduta e fascinosa piazza di montefalco, di bottiglie da qualche mille lire, e grande gusto.
Di ben altro ora significa l’etichetta, e il Belvedere è prodotto intermedio. Temibile ma rassicurante nella sua curatissima veste editoriale, palesa questo colore rubino cupo e profondo, impervio alla luce gentile di lapadine da pochi watt. Niente archetti ma profumo caldo, avvolgente, ampio, con la prugna cotta in apertura. Il tema sangiovese viene poi…
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