
Insomma è un bicchiere che ti prende, questo Querciole. Generoso ma sospettoso, sembra guardare con sopracciglia corrugate: mi fa venire in mente mio nonno Ivo, magrissimo e segaligno, partigiano e gran comunista, schietto come un ramo di quercia ma pastoso come l’argilla.
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Un aperitivo piacevole: fresco e beverino, moderatamente profumato, non troppo svelto nel finale dove dà il meglio di sè. Insolita declinazione del Greco con il Metodo Charmat….
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Insufficiente a pasto, gradevole da aperitivo o con la fetta di salame: rosa carico molto, con profumi così fini da essere acquerellati. In bocca resta una certa polpa, e il sorso sta in piedi. Amarognolo nel dunque, vagamente abboccato nel mentre. Facile senza scossoni….
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Fugati, almeno in parte, i dubbi di Grande Livella di questo grande produttore: l’aglianico chiamato in purezza non è domo. Qualche sano spigolo al naso, una bella e strascicata acidità nell’assaggio. Nero è nero, e l’alcool batte a 14.5°, ma si lascia bere bene….
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Brillante, di nulla cupezza: leggero ma non scarico, pronto all’esplosione calama dei profumi. Erbaceo, d’erbe medicamentose. E finissimo all’assaggio, di sfumature sterminate e millimetriche esattezze.
Pronto, ma con tanta vita davanti. Elengante, emozionante….
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