
Potresti anche fermarti all’etichetta, che da sola ha la forza comunicativa di molto fuor dell’ordinario.
Ma se indulgi al bicchiere sarai sopraffatto dalla vigorìa espressiva di questo frutto delle terre dell’Est: sprizzante energia rocciosa, granitico in essenza, formidabile in nitore, profondo in consistenza. Raro per armonia tra forza e sensualità.
Eppoi l’assaggio: che nemmeno per un attimo indulge, e trattiene subito il palato in ostaggio di una corroborante energia, in cui la finezza non tracima in un tratto esile ma diviene essa stessa simbolo e segno. Azzerati i giustificativi dell’invecchiamento, a fornte di una vividezza fulminante….
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La Stoppa è un produttore emiliano che da molti anni parla di un’emilia non incardinata ai rossi frizzanti: Lambrusco e Gutturnio, e Bonarda, et coetera. Da molti anni produce vini che hanno un loro perchè, trovando anche lo sbuzzo di osare, vedi Ageno.
Il Macchiona è stato un vino del cuore: grosso, fitto, potente di Bonarda e Barbera.
Ritrovato oggi, millesimo 2004, da una sensazione curiosa di sfasamento spaziotemporale: sembra di svegliarsi con i ginx a zampa d’elefante addosso. Quell’untuosità burrosa, quella stoffa felpata è quanto di più inattuale. Eppure il Macchiona è un vino fatto in gloria mundi, senza concime, solo zolfo, niente filtraggi, …
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L’incontro sempre con piacere: piacere e trepidazione, per il bianco archetipico di Mario Pojer. L’architetto degli acini: dieci anni per coagulare attorno a questa bottiglia un succo infinito, un distillato zuccherino e polputo di pura lussuria.
Lussurioso dico e lussurioso è: ancora dopo tanto tempo: il colore è oro puro, il profumo è caramello, il ricordo è il miele di girasole, l’occhio untuoso, il sapore poi si fa teso, secco: distillato di dolcezze. Salato, amaro, lungo.
Formidabile. Imperfetto, e formidabile.
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Tornare all’ultima bottiglia di Besler Biank, il prodotto dei frutti del vigneto Besleri in Val di Cembra. Dopo sette anni ascoltarlo così verde, balsamico, speziato: una specie di incrocio freddo di acetone e petali di rosa. L’assaggio risuona anche più ampio e compiuto, due anni dopo: ricco, comunicativo intenso, abbracciante.
L’assaggio è fulminante, teso, elettrico. Un bicchiere che irretisce….
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Ne ho sentite di belle, su questo figlio d’Abruzzi; lo vedo in carta, lo chiamo anche se fanno mille gradi sopra lo zero. L’oste la sa lunga, lo tira giù a sedici e si guadagna la mia sempiterna gratitudine.
Il resto lo fa questo Montepulciano, giovane il giusto, vecchio il giusto, ma fatto con l’attenzione arcigna degli orafi ingobbiti sul loro lavoro: scuro, severo, ed incredibilmente comunicativo. Profumato di cose antiche, esala tabacchismi misurati, lampi d’ombre e fulmini terragni. Si beve con l’agilità di un adolescente, e ne vorresti una tutta per te. Per scoprirla, indagarla, amarla….
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