
Uno degli effetti collaterali indesiderati dell’abitudine al buono, è l’assuefazione. Il contraltare ovviamente, è l’insofferenza per quello che buono non è. Ma una cosa è certa: con l’aumentare dell’esperienza, diminuisce la disponibilità ad entusiasmarsi, persa in un turbine di abbastanza, grigi e cotonosi come una giornata di metà novembre.
Poi inciampi nell’evento: che non è un’aperitivo sciocchino in una via secondaria del centro di Milano, ma l’emergenza reale e produttiva di un giorno qualsiasi, contaminato dal brillìo folle dell’esaltazione.
Ecco: oggi, dopo aver navigato nei mari rigogliosi…
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Tutto questo viaggiare, e poi scopri che la mèta è dietro casa. Non sono certo il primo a rendermi conto di questa verità: già i saggi ddella Roma antica raccontavano la faccenda del profeta in patria. Tutto questo per dire che Andrea Vezzani Incerti, nel suo buen retiro annidato tra le pieghe pedecollinari, continua una parabola di costante, misurato miglioramento del suo modo di interpretare la cucina, a Reggio Emilia. Già la prima volta valeva la pena di rendere merito.
Non è facile fare cucina contemporanea dalle nostre parti: e dico nostre perchè Rubbianino è a sette chilometri da casa mia, ci passo con la bici. Qui impera la regola del “si mangia molto e si spende poco”,…
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Il filosofo potrebbe disputare su cosa ci fanno quegli UFO appesi alla parete in trattoria veridica, con la scritta dipinta sull’intonaco, all’ombra della scoscesa parete della Valle. Il filosofo potrebbe discutere di quale cucina si fa sul confine tra Piemonte e Val d’Aosta: plin e lumache, trippe e sformatini, langhe e francia nel piatto.
Oppure ci si può sedere e satollarsi, banalmente: felici….
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Resto sempre colpito dalla professionalità hi-end dei grandi ristoranti francesi, che resta ancora di un ordine di grandezza superiore a quella nostrana. Senza alcuna sudditanza esterofila: così come dobbiamo gridare a gran voce che nel piatto siamo all’altezza, tutt’attorno va imparato….
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Tutto nuovo tutto bello: bianco e disteso, spazioso e arioso il Cinzia versione 2011. E tutto nuovo tutto bello anche il menù: che è un vero e proprio volumetto dove c’è scritto tutto quello che puoi fare, e puoi fare quasi tutto.
Certo, i risotti: ma dal crudo di mare alla testina di vitello è un bel viaggio….
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