![IGT Terre di Chieti Rosato – Feudo Antico 2010 [7.7]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/igt-terre-di-chieti-rosato-feudo-antico--733x550.jpg)
Rose, fumo. Le prime due sensazioni non sono razionali, ma un piccolo gancio per trascinare il naso nel bicchiere più in fondo.
È Montepulciano in purezza: l’azienda racconta di selezioni arcigne e coltura d’eccellenza. Accarezza le bucce per un tempo brevissimo, poi fermenta – spontaneamente, dice – in carati usati. Poi resta lì ad affinare.
Rose, Fumo: e il colore del rame cotto, e del succo di melograno. Non è filtrato, e ci regala quell’occhio leggermente nebuloso che t’acchiappa. Ha il naso vibrante di sensazioni contrapposte: avverti la marasca, frizzante e irta di freschezze; una cosa medicamentosa, nel mezzo, dolce; un finale …
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![DOC Tullum Passerina – Feudo Antico 2010 [6.5]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/tullum-passerina-2010-feduo-antico-733x550.jpg)
Tullum: denominazione dell’Abruzzo Citeriore, tra le minime d’Italia: circa 300 ettari vitati. E non è la sola curiosità di questa bottiglia: la seconda è data dal vitigno. Il Passerina in effetti pare essere riconducibile al romagnolo Pagadebit, di cui condivide la generosa produttività.
Questo Tollum è paglierino medio, gravato di riflessi grigi freddi e persistenti. Regala anche materia al vetro, aggrappata e testarda.
Al naso presenta chiari riferimenti esotici di banana e fors’anche ananasso, un po’ sovraesposti, tanto da sovramontare la traccia minerale che resta verso l’uscita.
Il sorso è gajo e lineare, non del tutto coerente…
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![La Bandiera, Civitella Casanova PE [8.2]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/la-bandiera-civitella-casanova.jpg)
Ti lasci alle spalle il mare, che è il punto di riferimento più banale di queste plaghe: la rigona azzurra che veste tutto l’orizzonte non ti abbandona, ovunque tu voglia girare in lungo e in largo l’orlo della gonna del Gran Sasso d’Italia, o della più austera e riservata Maiella.
Al tramonto finalmente quella luce – abbagliante nei giorni di sole, infeltrita e piatta con il grigio – ti lascia solo e libero di scegliere: magari un’autostrada e poi una strada, poi una stradina e infine una stradetta per arrivare di piccolo in più piccolo fino alla Locanda.
Se le nuvole decidono di coricarsi altrove anche di notte il panorama è mozzafiato: o forse…
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![DOC Montepulciano d’Abruzzo “Villa Gemma” – Masciarelli 2003 [8.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/2009/02/villa-gemma-masciarelli-2003.jpg)
Porpora: l’unica traccia di luce s’abbarbica all’orlo, per poi sprofondare in un cuore sanguigno, profondo, insondabile.
Aderisce al vetro con forza, restando appeso con trine e merletti fini, letteralmente immobili.
Il naso si apre con equilibrio mirabile di forza e finezza, definizione e complessità: frutti rossi scuri, molto maturi, preludono ad una mano speziata decisa, perfettamente integrata nelle note dolci e in quelle eteree.
Spettacolare anche l’assaggio, che viaggia di corrisponze millimetriche e precise, urgenti. Vastissimo diventa il sorso al termine di una progressione irresistibile.
Immensa l’uscita, che ti regalerà …
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![Reale, Rivisondoli AQ [9.3]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/reale-rivisondoli.thumbnail.jpg)
Rispondi e dimmi si, che non se ne parli più che faccio valigia e portapacchi ed andiamo ad abitare in Abruzzo a coltivare le api [...] in un posto che si possa chiamare Pescocostanzo o Rivisondoli, senza telefono e con dodicimila libri e un camino e perchè no, un gatto rosso e grosso [...].
No, non si fa di autocitarsi: ma mentre ruoto vigorosamente il volante della tedesca con i fianchi pesanti mi torna in mente questa cosa scritta quando ancora avevo i brufoli, dentro un racconto sepolto nelle pieghe del disco duro. Eppure Rivisondoli è uno di quei nomi aprutini che non ti puoi levare dalla mente: Capracotta, Pescopennataro. Pratola Peligna, che non è solo il nome di un’uscita…
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