IGT Toscana “Solo Bianco” – D’Alessandro 2006 [7.1]

solobianco_dalessandrio-2006.jpgIl paglierino di questo Toscano cortonese è venato di una nuance grigioverde, con riflessi luminosi. La trama è densa e dinamica, con bordo fluido e brillante.
Il naso vien delicato e ampio, con sfumature da cercare con voluttà: oltre alla vaniglia qualche nota esotica diffusa, e un delicatissimo velo affumicato in soprammercato.
Il sorso è lucido e levigato all’attacco, poi si issa su una spalla alcoolica potente che lo rende quasi impegnativo. Nel lunghissimo proseguio esce una freschezza glaciale unita ad un corpo lindo e fulgido. Gustosissima la virgola piccante sul finale.
E’ buono anche nel rapporto con il prezzo.

DOC Morellino di Scansano – Poggio Bestiale 2006 [6.4]

morellino_poggiobestiale-2006.jpgA Magliano in T. Poggio Bestiale imbottiglia questo morellino con un saldo di alicante e cabernet (15%).
Tuttaffatto scuro, bruno impenetrabile con unghia appena purpurea, ha bordo fittamente ricamato ed assai pigro.
Al naso appare la viola con seguito etereo di ciliegie sotto spirito ed una traccia finale muschiosa.
L’assaggio porta da subito un muscolo vigoroso, con estratto vivido. Nel centro i tannini sono scalcianti, molto lanciati
Il sorso verso la conclusione palesa anche un retrolfatto di buccia d’arancia. Finale discreto per una bottiglia che ti priverà di ben 9.5 europei.

Moscato Vendemmia Tardiva – Cascina Fonda 2006 [8.0]

vendemmia-tardiva_cascinatonda.jpgIl Moscato di Cascina Tonda è un vino, o meglio, un mosto parzialmente fermentato, ottenuto con una particolare cura produttiva. Fermentazione in legno, 15 mesi sui lieviti, sboccatura e compensazione con moscato passito. Qualcosa che ricorda – con gli opportuni distinguo – le tecniche .
Il colore è un paglierino brillante con riflessi cristallini, una bella spuma generosa e resistentein corona e una piccola risorgiva. Leggero è il velo, ben adeso, quasi elegante.
Oltre al tipico profumo zuccheroso di moscato, ecco intensi la mela e la pera cotta, uniti ad un gioioso agrumato di cedro.
Spettacolare la corrispondenza degli aromi, con lo zucchero sublimato dal fine acidulo sano e scorrevole.
Il dolce rimane a lungo, saziante ma mai stucchevole.
E’ buonissimo.

IGT Provincia di Pavia “Sensazioni” – Cabanon 2006 [7.2]

sensazioni_pavia_cabanon-2006.jpgSoprattutto Dolcetto, e “uve di antichi e nobili vitigli autoctoni”, coltivate con tecniche Bio.
Appare molto fitto, scuro nel cuore e appena purpureo sull’unghia, trama pregnante e viscosa. Belli gli slanci degli archi regolari a tutto sesto, e il delicato merletto sul bordo.
Il naso è avvolgente, molto pieno, con il frutto di ciliegia sotto spirito in evidenza. Le note dolci sono ben equilibrate da una uscita fulgida, quasi eterea.
L’attacco gustativo è poi felice, progressivo, bevibile seppur intenso. Verso il centro la bocca si fapiena, burrosa, coerente al naso e con una parabola solare. Intensa anche la spina alcoolica, appena debole sul fronte acido.
Mai asciutto, conduce verso il termine con molto e giovenil vigore.
Una bevuta che definiresti opulenta, e molto appagante.

DOC Teroldego Rotaliano “Betta” – Betta Luigi 2006 [7.7]

doc-teroldego-rotaliano-betta-betta-luigi-2006.jpgUna bella etichetta vagamente naive presenta questo Teroldego Spesso, dal tono rubino-granato molto cupo.
Ha nel naso spiccati gli aromi di frutta rossa, una traccia di chiodo di garofano e di cannella, in armonia vasta e compiuta.
All’assaggio ti sorprende con questo acchito salino, quasi salato: poi sul piede di una sana rusticità torna la polpa, viva e piuttosto sgomitante.
Bello il centro, fresco e scalciante, non troppo forbito, dalla splendente spina alcoolica.  Tannini in bell’equilibrio.
Una piccola sorpresa per un grande godimento

DOC Morellino di Scansano “Pellegrone” – Alberese 2006 [7.6]

Dalle vigne all’interno del Parco Naturale della Maremma un Morellino fulgido nel suo colore purpureo sfumato al nero verso il cuore.
Il velo è teso sul bordo rettilineo, lagrimevole solo dopo paziente attesa.
Il naso è vigoroso e vasto. Dal cesto di frutti rossi – mora, prugna ben matura, lampone – segue il fieno e un tono quasi medicamentoso, nelle sfumature dell’eucalipto. In espansione il finale.
Assaggio fiero, con un attacco a tutto tondo e un centro fittamente innestato su un telaio alcoolico rilevato, in bella capacità di emanazione. Impianto tannino deciso e lucido, fino ad un termine aereo ma molto intenso. Pregevole anche la bevibilità, fresca e librata.
Ottimo.

DOC Montecucco Sangiovese “Istrico” – Villa Patrizia 2006 [7.9]

montecucco-istrico-villa-patrizia-2006.jpgMeno prestigiosa ma soltanto a parole, la giovine DOC Maremmana trova in Romeo Bruni uno dei suo più schietti interpreti in questa versione di base ma curata come una riserva vin dall’uvaggio, un Sangiovese quasi puro.
Perfettamente limpido, digrada dall’unghia cristallina ad un cuore più bruno, il bordo fittamente ricamato in merletti che evolvono in siparii.
Il naso è serissimo, composto: con un bel nerbo e una certa nobile alterigia, sopra l’ovvio sfondo di frutti rossi hai le noci, e uno slancio di grande profondità ed quilibrio, avvolgente nell’abbraccio di tenui note dolci sul finale.
L’assaggio attacca liscio e deciso, con una bella progressione.
Nel centro compare una schietta vena acida, controllata alla perfezione da tannini lucidi, decisi ma levigati. Termine non lunghissimo, ma gran ricordo sul palato.
Eccellente, per un rapporto Q/P strepitoso: accessibile per sette eurini.

DOC Morellino di Scansano “Lorneta” – Villa Patrizia 2006 [6.9]

lorneto_morellino_villapatrizia-2006001.JPGDal millesimo 2006 Romeo Bruni ha ‘battezzato’ anche i vini base.
Il Lorneta è purpureo con il cuore nero, fitto, ombroso come chiama la Doc. Ha velo pigmentato e ordito spesso, denso, con archetti piccoli, frequenti e regolari.
Il naso rileva una nota di tabacco che quasi sopravanza il frutto, pur chiaro e brillante, conferendo al bicchiere una nota di austera rusticità. Seguono tracce di spezie, nei toni del pepe nero, discretamente armonico.
Il sorso ha attacco incisivo con tannini vigorosi e gajamente ruspanti. Generoso il durante, da cui emerge una nota acida corroborante e del tutto prevedibile, consona. Finale robusto e lungo, trascinato nel tenue ricordo di peperoncino.
Ha grandi margini di crescita anche nel prossimo anno. Accattivante il rapporto Q/P sui sette eurini.

DOC Morellino di Scansano “Capatosta” – Poggio Argentiera 2006 [7.6]

doc-morellino-di-scansano-capatosta-poggio-argentiera-2006.jpgIl Capatosta è in realtà una riserva, passata 12 mesi almeno in barrique e messa in commercio almeno con un anno di ritardo.
L’edizione 2006 è tipicamente scura, con bordi viola e corpo fitto (il Capatosta non è filtrato).
L’estratto è tanto, e disegna ampi molto ampi e molto irregola, quasi in balìa di tensioni contrapposte.
Nel naso spiccano note sofisticate: la spezia prima, poi l’asfalto. Penetrante ed acuto, risulta sempre armonico seppur schiettamente deciso.
L’assaggio palesa fin da subito un poderoso armamentario tannico, con il sorso corrispondente e lineare.
La parabola è equilibrata e spessa, solo un po’ più appiattita nel centro teso verso il termine sonoramente bevibile. Da attendere ancora.

DOC COsta dell’Argentario Ansonica – La Tenutella 2006 [6.3]

ansonica_capalbio-2006.jpgHa un bel colore giallo, con l’unghia che ricorda la buccia di limone. Non privo di un certo spessore ha disegni molto vasti ed evanescenti.
Al naso erompono i sentori fruttolosi – pesca bianca e banana – in genere semplici ma lineari.
L’assaggio vine su diretto e piacione, abboccato quasi, e solo nella parte centrale della parabola acquisisce corpo e prestanza. Il solco alcoolico non è importantissimo ma ben vivo, guidato da una buona acidità ed una misura di freschezza.
Una nota amara tiene il finale che la scia la lingua leggermente piccante.
Corretto ma basico.