Dall’azienda inclusa nell’enclave dell’Uccellina, Maremma vera, ecco l’etichetta più prestigiosa, giovata pure di un bel nome in -aia che tanta gioia diede ai produttori agli inizi degli anni zero. E’ rubino-amaranto, tondo e fitto, ben tirato sul vetro. Il profumo si è rarefatto, e anche dopo buona ossigenazione resta riservato, appena oltre l’ovvietà dei frutti rossi sotto spirito. Cercando, puoi trovare qualche traccia di cioccolato al latte, e un ricciolo che ricorda la segatura di legno. Ma l’aspetto meno convincente nell’assaggio, scivoloso all’inizio e rampinato sui...
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![AOC Alsace Gewurztraminer Tradition – Barmes Buecher 2006 [8.3]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/Alsace-Gewurzrtaminer-buecher-2006-733x550.jpg)
La consueta, strabiliante vitalità dei bianchi alsaziani: cinque anni e non sentirli. O meglio: avvertirli solo nella sensazione di ordinata maturità, di armonia e coerenza che ne promana. E’ giallo verde, questo Gew ottenuto con tecniche rigorosamente biodinamiche. Pare viscoso e spesso, ma non s’appoggia troppo a tensioni superficiali evidenti: anzi risulta dinamico e svelto. Ha naso poderosamente fruttoso, con il tratto alcoolico a governarne gli eccessi aromatici. Più sfumati i burri e le frutta secche, soprattutto fichi e noci in gheriglio. Il minerale si palesa in finale, tratteggiato di grafite....
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di Chiara Giovoni

Nella vita del sommelier ci sono molti volti. Ma l’emozione più bella è sempre quella dell’ “ effetto memory-puzzle”, quel gioco che si fa associando tra quelle sparse capovolte, le coppie di tessere con figure uguali. Questo gioco di matching è ciò che avviene quando si incontra il produttore di un vino: finalmente all’etichetta si può abbinare un voltoo. E nella vita del sommelier si gioca andando per vigne, cantine, fiere, eventi e degustazioni. Certo, quando sono stata per la prima volta nella zona di produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi le tessere che ho abbinato erano anche quelle delle vigne,...
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![IGT Isola dei Nuraghi Rosso – 6Mura 2006 [8.5]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/cannonau-6mura-800x600-733x550.jpg)
Carignano del Sulcis, da uve Carignano: vecchie viti con piede franco, allevate direttamente sulla sabbia. Piante di cinquanta ma anche cento anni, anche centodieci: produzioni ridottissime per sesti antichi e fascinosi: alberelli. Poi legno grande, e riposo. Quello che risulta da questi seducenti ingredienti è un vino che non eccede in concentrazione, anzi, tende a scivolare verso lo scarlatto sul bordo. Il naso è nobile: dichiara subito una scoperta vigorìa animale, che non strema con l’ossigenazione. La frutta rossa matura segue a nastro, mentre i tratti carnali non t’abbandonano. Solo verso il finale appaiono eco...
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![DOC Trentino Rosso “Quattro Vicariati” – Cavit 2006 [8.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/immagine-065-800x6003-733x550.jpg)
Ecco che uno qualsiasi degli enospleen in commercio avrà un’eruzione cutanea solo a leggere il nome sull’etichetta, e il suo carico di miglionaia di bottiglie. Ah, perfettina, questa bottiglia di vetro pesante: senza ombra di dubbio, e attraversata dal quel tocco volgarizzante che fa sempre sentire l’enospleen schiavo del suo complesso di superiorità. L’enospleen è una figura di degustatore di recente immatricolazione che sta all’indiesnob della musica rock contemporanea: triste, limaccioso e ricurvo beve solo vini complicati, prodotti possibilmente da vignaiuoli solitari di valli secondareie a...
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