IGT Venezia Giulia Pinont Grigio – Dario Princic 2006 [9.0]

La verità è questa: nell’approcciare il pinogrì di Princic Dario va buttato alle ortiche il vocabolario sensoriale utilizzato fino ad ora, perchè il pinogrì di Princic è altrove.
Lo versi e ti trovi questo cognac non troppo vecchio, il colore del caramello. Vagamente nebuloso, con qualche riflesso rosso.
Il naso è crudo: devi fare attenzione a non confondere rusticità e verità con la grammatica fortemente adattata. Il cognac è lì che torna, con la frutta sotto spirito, la profondità che cresce, i toni più maschili a brillare di gioia virile ed imperiosa.
All’assaggio quei graffi astringenti solcano il sorso, trepido d’acidità libera, alto, aereo, superbo in parabola e in traccia.
Brillante di ricordi superalcolici l’uscita, svasata e abbracciante, di un un bicchiere mitologico.

DOC Recioto della Valpolicella Classico – Cantina Valpolicella 2006 [7.0]

Scuro e denso, fitto e cupo, impervio alla luce: viola-rubino molto profondo, senza esitazioni. Lascia pigmenti sul vetro, dove trascina un ordito largo e preciso, consistente.
Il naso si presenta con una botta di marmellata di mirtilli, fresca, ampia. Seguito di sugo d’uva, di mosto di giornata. Il tocco di inchiostro di china è solo un punto, alla fine.
Oleoso l’assaggio, denso e dolce ma non dolcissimo, e non da subito. Anzi la progressione è lieta senza diventare maitravolgente, anzi ferma la carica al centro dove il sorso viene corroborato da tannini fletrosi, piuttosto grossi.
Poi termina un gradino più in basso, lungo ma meno incisivo, con le frutta rosse riprese in sequenza.

DOC Montecucco Sangiovese “Birbanera” – Amantis 2006 [5.5]

La cifra stilistica dell’Aziendadi Bernadetta Angela Tacconi è palese: vini potenti, spessi, curati allo spasimo, e spesso eccessivi.
Questo montecucco è rubino sul bordoe scuro nel cuore, impenetrabile alla luce.
Segna il vetro in modo clamoroso, ricco di archi a sesto ribassato.
Il naso è vellutato e grosso, con impatto superalcolico e seguito spiritoso.
Terra e muffe acconpagnano verso un uscita ancora generosamente eterea, ma prevedibile.
Il sorso è agrumato e chinoso fin da subito, con un graffio tannico decisissimo. Nel mezzo ha carne, anche se di molto asciutta, palato ostaggio un muscolo poderoso, sovrabbondante.
Finale rutilante di rossi acrilici.

Osterreich Landwein “Redmont” Cabernet Sauvignon Syrah – Markovitsch 2006 [6.7]

Sarai tentato, dalla bellissima etichetta rigidamente minimalista. Il bicchiere è bluastro, il rubino è grave e denso, l’orlo lineare, appena digradante.
La stoffa è tesa, e resta appesa leggiadramente sul vetro, a lungo.
All’odorato una poderosa sferzata di spezie chiare, riconoscibile la cannella. Dietro il sottile baccello di vaniglia a coprire un frutto un po’ molle, piegato.
Tondo l’assaggio, seppur non eccessivamente felpato: acidità residua rintracciabile magari più palese dopo qualche tempo dopo l’apertura, ma presente.
Parabola assai liscia, senza soluzioni di continuità, che conduce fino ad un termine di lunghezza media.
Va atteso a lungo, per offrire qualche fugace brivido.

DOC Carso Vitovska – Skerk 2006 [8.7]

Dal Carso vero “la” Vitovska di Skerk, rude vitigno resistente ai freddi venti da Nord, eppure capace di espressioni gentili, financo eleganti.
Skerk non cesella troppo i suoi vini, anzi schiva la filtrazione per lasciare tutta la sostanza nel bicchiere.
Ecco allora facile a comprendersi questo giallo oro micidiale, dal profumo di densità travolgente. Tanta frutta gialla matura, tanto agrume in bucce. Fiorellini, pastosi senza braccia troppo forti a sbordarli.
L’assaggio è franco, deciso, piuttosto liscio in trasparenza. Il centro è largo e secco ma ricco di vibrazioni.
Buonissimo, se non l’uccidi di temperature troppo basse. Sui 20 in enoteca.