![DOC COF Bianco “Sacrisassi” – Le Due Terre 2005 [9.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/cof-sacrisassi-bianco-le-due-terre-2005-733x550.jpg)
Grande vino bianco italiano: nemmeno per un istante prono alle suggestioni di Franza. Tipico, riconoscibile, inimitabile. Ha la capacità di maturare senza invecchiare, assumendo quel tono giallo oro grano-paglia che batte forte. Lontanamente, un succo di mela. Ha quel profumo ematico ferramentoso, ricurvo e deciso, che ha l’aroma dei fienili assolati a sfinire. Ma travolge, il sorso: acchiappa tannico, rovente all’abbocco, poderoso al passo, finissimo e piccante al finale. Sontuosamente austero, quasi sacrale nel suo movimento, trae un’uscita lucente e lucida, con un rimbalzo durevolissimo. Enormemente...
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![DOC Garda Classico Rosso Superiore “Martì” – La Basia 2005 [8.3]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/garda-rosso-superiore-marti-la-basia-2005-733x550.jpg)
Abbastanza anni per accompagnarlo, abbastanza tempo per integrarlo, abbastanza polpa per vivificarlo: il Martì è un bel pezzo di rosso, a partire dal colore solo leggermente piegato ad un’ombra bruna. Poi il granato, da spendere. E’ un blend vagamente democratico di Groppello, Barbera, Sangiovese e Marzemino: a cercarli trovi i precursori di ognuno. Nitidi e rassicuranti: la spezia, la terra, la frutta rossa, il finale boscoso. Aereo e concreto ad un tempo, aggrappato ad’idea umbratile e in qualche modo severa. L’assaggio è vivo e felice: attacca rampinato, con un amo chiaro che s’aggrappa alla...
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![DOC Morellino di Scansano “Colli dell’Uccellina” – La Selva 2005 [7.4]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/la-selva-colli-delluccellina-2005-morellino-di-scansano-733x550.jpg)
Nel 2005 l’acquisto di questo flacon di Morellino bio era quasi un atto evangelico: Karl Egger costituiva una specie di mosca bianca per la sua vocazione “naturale” e per il suo stesso cognome, trapiantato in toscana in modo stabile ormai da anni. Ora – nel venti-undici – non c’è nulla di inconsueto nella produzione de La Selva, assaggiarlo costituisce una succosa normalità. È nero-bruno, molto carico e concentrato: appena più rubino il bordo, ma fortemente pigmentato. Ha materia da vendere sul vetro. Anche il naso è scuro: ha tono di infuso di noci in mallo, cuoio, non banali elementi di...
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![IGT Venezia Giulia Bianco “Oslavje” – Radikon 2005 [8.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/IGT-venezia-giulia-oslavje-radikon-2005-733x550.jpg)
Un grande sforzo per chiamarsi fuori: la bottiglia di vetro scuro da mille millilitri, il tappino piccolino, il collo così stretto ma così stretto. La prima volta lo ordinai ad un ristorante dove ci sapevano fare. Mi chiesero se lo conoscevo, e visto che no me lo spiegarono assai. Lo portarono a temperatura ambiente ed io già basivo; poi il colore, il profumo, e quel sapore. Un’epifania, all’alba degli anni zero. Qui lo ritrovo, sbagliando subito la temperatura di servizio che lo diaccia. Lo richiamo con calma a temperatura “da rossi” – secondo le scrupolose indicazioni del produttore – ne...
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![DOC Etna Rosso “N’Anticchia” – Pietro Caciorgna 2005 [8.9]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/etna-rosso-doc-nanticchia-caciorgna-2005-733x550.jpg)
Delle due cose che so del vino una la imparai da qualche parte in Campania, negli anni ‘trenta del secolo scorso. Diceva, il vinosofo del momento, che sui terreni vulcanici la fillossera non attecchiva, e quindi quella particolare falanghina dei Campi Flegrei aveva il piede franco. Forse non era falanghina, ma la faccenda del vulcanismo e del piede franco mi è rimasta ben impressa: tanto che leggere dei piedefranchi di Nerello Mascalese di quest’impresa caciorgnana sui fianchi della Montagna di Fuoco non mi impressiona. Assai di più mi impressiona il rubino scarlatto dell’Anticchia, selvaggiamente vivo,...
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