<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>appunti digòla &#187; 2003</title>
	<atom:link href="http://www.appuntidigola.it/tag/2003/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.appuntidigola.it</link>
	<description>appunti e disappunti di gaudenza quotidiana</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 17:10:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>IGT Marche Rosso &#8220;Cosmino&#8221; &#8211; Il Pollenza 2003 [8.5]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2012/02/03/igt-marche-rosso-cosmino-il-pollenza-2003-8-5/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2012/02/03/igt-marche-rosso-cosmino-il-pollenza-2003-8-5/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[# Il Pollenza]]></category>
		<category><![CDATA[2003]]></category>
		<category><![CDATA[Cosmino]]></category>
		<category><![CDATA[IGT Marche Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=23910</guid>
		<description><![CDATA[&#160;
<img class="alignnone size-large wp-image-24025" title="marche rosso il cosmino pollenza 2003" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/marche-rosso-il-cosmino-pollenza-2003-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Flacon esumato dagli anfratti più reconditi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/marche-rosso-il-cosmino-pollenza-2003.jpg" rel="lightbox[23910]"><img class="alignnone size-large wp-image-24025" title="marche rosso il cosmino pollenza 2003" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/marche-rosso-il-cosmino-pollenza-2003-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p><em>Flacon</em> esumato dagli anfratti più reconditi della cantina, un classico Cabernò di matrice marchigiana. Dell&#8217;ormai mitologico millesimo duemiletrè, annata calda. Lo dice anche un astemio ormai: annata calda.</p>
<p>Dunque il colore bordò, va senza dire: arrubinato, lucente, brillante. E materico al vetro.</p>
<p>Naso non privo d&#8217;eleganza. Anzi ricco di parti leggere, con l&#8217;alcool a volare etereo. I frutti rossi sono maturi e conservati, le spezie leggere. la foglia verde di pomidoro, il peperone s&#8217;avvertono, assieme alla salvifica sensazione delle vecchie dispense semivuote, con rimanenze senza nome dimenticate negli angoli.</p>
<p>Sorso convinto fin dall&#8217;abbocco, che svolge subito una linea amara ricurva e vibrante. Salendo verso il centro, tannini sciolti e bocca priva di asperità, consuntivata da un termine aggrappato e tenace. Lunghissimo, elettrico, fine.</p>
<p>Scontata la tiritera dei tagli bordolesi senza personalità, hai qui un bicchiere di eccellente equilibrio, buon appagamento, fascino discreto e una indubbia piacevolezza, che non indulge mai nella ricerca della facilità ma si erge su una commendevole sapienza.</p>
<p>Piaciuto assai, non ostante.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2012/02/03/igt-marche-rosso-cosmino-il-pollenza-2003-8-5/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DOC Amarone della Valpolicella Classico &#8220;Vigneti di Jago&#8221; &#8211; Domini Veneti 2003 [8.8]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2011/11/17/doc-amarone-della-valpolicella-classico-vigneti-di-jago-domini-veneti-2003-8-8/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2011/11/17/doc-amarone-della-valpolicella-classico-vigneti-di-jago-domini-veneti-2003-8-8/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 06:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[# Domìni Veneti]]></category>
		<category><![CDATA[2003]]></category>
		<category><![CDATA[DOC Amarone della Valpolicella Classico]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Vigneti di Jago]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=21325</guid>
		<description><![CDATA[<img class="aligncenter size-large wp-image-21726" title="DOC Amarone della Valpolicella Classico Vigneti di Jago - Domini Veneti 2003 [8.8]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/amarone-jago-domini-veneti-2003-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
L&#8217;Amarone incute sempre un po&#8217; di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/amarone-jago-domini-veneti-2003.jpg" rel="lightbox[21325]"><img class="aligncenter size-large wp-image-21726" title="DOC Amarone della Valpolicella Classico Vigneti di Jago - Domini Veneti 2003 [8.8]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/amarone-jago-domini-veneti-2003-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>L&#8217;Amarone incute sempre un po&#8217; di soggezione: se il millesimo è il &#8217;3, allora la soggezione si fa timore, non sempre reverenziale. 16° alcoolici di targa e tutta la mitologia sulle spalle, non roba da poco.</p>
<p>Invece Jago, al contrario del suo omonimo sagace e infìdo, t&#8217;accoglie con le sue onde plausibili. Accettabili.</p>
<p>Certo, il colore è nero come la notte, e il bordo è nero come la notte, e il cuore è nero come la notte. Certo il profumo è profondo come il pozzo della miniera: ma poi sfolgora tra i bagliori di un frutto spellato vivo, furioso di polpa e di alcool: e non potrebbe essere altro che così.</p>
<p>Non solo per il fruttaio, severo più di quanto t&#8217;aspetti, e forte e alto, ma per il resto d&#8217;animale che vibra forte nel bicchiere. La cenere dopo il fuoco, e non rare arie officinali.</p>
<p>Plausibile, si diceva: e anche il sorso tiene il passo, rovente, ma non esausto di calori: anzi quell&#8217;attacco che contiene prima ed esprime poi tannini levigati ma non sdrucciolevoli, quel centro che si fa carnoso ma non masticabile, e poi proiettato all&#8217;infuori, verso un finale che non appare presto dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>Bicchiere importante, ma umano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2011/11/17/doc-amarone-della-valpolicella-classico-vigneti-di-jago-domini-veneti-2003-8-8/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Appunti dibordò: Cos d&#8217;Estournel, il tempio di Saint Estephe</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2011/09/01/appunti-dibordo-cos-destournel-il-tempio-di-saint-estephe/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2011/09/01/appunti-dibordo-cos-destournel-il-tempio-di-saint-estephe/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 09:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Giovoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[uomini & storie]]></category>
		<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[2002]]></category>
		<category><![CDATA[2003]]></category>
		<category><![CDATA[bordeaux]]></category>
		<category><![CDATA[Cos d'Estournel]]></category>
		<category><![CDATA[Michel Reybier]]></category>
		<category><![CDATA[Saint Estephe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=19422</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignnone size-large wp-image-19423" title="cos d'estournel" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/cos-destournel-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Si deve proseguire in direzione nord lungo la Gironda...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/2011/09/01/appunti-dibordo-cos-destournel-il-tempio-di-saint-estephe/cos-destournel/" rel="attachment wp-att-19423"><img class="alignnone size-large wp-image-19423" title="cos d'estournel" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/cos-destournel-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Si deve proseguire in direzione nord lungo la Gironda tenendo per mano i filari per arrivare a Saint Estephe, dove la bocca del fiume si allarga all’Atlantico e fa entrare acqua salata, e le correnti si scontrano sul greto del fiume spingendo sui terreni circostanti tondi ciottoli di quarzo e ghiaia insieme ad argilla e sabbia. È qui che le vendemmie si fanno più allungate, perché il terreno drena più lentamente e le vigne si raffrescano anche nelle estati siccitose conservando grappoli ricchi di acidità, più che a sud. Ma se si vuole andare a Cos d’Estournel bisogna gettare il cuore oltre l’oceano ed  arrivare fino in India.</p>
<p>Louis-Gaspard d’Estournel nella sua longeva vita tra un Luigi ed un Napoleone (il XV e il III) ereditò nel 1791 la proprietà della collina“de Caux”, dal dialetto guascone Cos che significava “ciottoli”, e guardando ai vicini di casa – certi Lafite – decise che su quella collinetta si sarebbe fatto un buon vino. Amando il lusso, i viaggi e avendo molti debiti, nel 1811 dovette vendere tutto ai suoi creditori, rientrando solo 10 anni dopo nella proprietà insieme ad altri investitori che gli consentirono di portare le vigne da 12 a 57 ettari in 30 anni, e di mantenere la guida commerciale che lo aveva portato a esportare pioneristicamente a Nababbi e Principi indiani tanto da fargli attribuire il soprannome di “Marajah di Saint Estephe”.</p>
<p>In omaggio al suo amore per l’oriente, nel 1830 Louis-Gaspard iniziò la costruzione dello Château, adornato con elefanti, esotiche pagode ed una porta proveniente dal palazzo di Zanzibar, un tempio del vino ispirato da un’apertura ad est impensabile a quel tempo e da uno slancio nel commercio a livello mondiale che lo resero simbolo di una nuova era.Tutt’oggi è ricordato per aver portato il vino bordolese sulle tavole di Verne, Marx, dello Zar Nicola I e della Regina Elisabetta (oltre che di Napoleone III che ne aveva in stock centinaia di bottiglie al palazzo delle Tuileries).</p>
<p>Nonostante i suoi sforzi commerciali nel 1852 Louis-Gaspard cadde in rovina, vendette tutto al banchiere Martyns e l’anno successivo morì, prima di aver la gioia di sapere che le sue aspirazioni avevano portato Cos d’Estournel per sempre tra i 2eme Grand Cru nella Classifica bordolese delle denominazioni.</p>
<p>Successivi cambi di proprietà portarono lo Château nel 1917 nelle mani di Fernand Ginestet, magnate bordolese proprietario anche di Château Margaux, che lo donò alla figlia e vi pose alla guida il nipote enologo Bruno Prats (che da parte di padre ereditò la maison di vermouth Noilly-Prat). Suo figlio Jean-Guillaume è l’attuale direttore dello Château, oggi parte della Societé des Domaines Reybier, gruppo proprietario di diverse produzioni bordolesi che ha sostenuto dal 2004 un restauro faraonico ad opera dell’architetto Jaques Garcia, per riportare allo splendore il tempio di Cos d’Estournel rendendolo un&#8217;innovata cantina da Mille e una notte.</p>
<p>Michel Reybier non ha solo curato l&#8217;estetica dell&#8217;architettura degli spazi, ma ha re-ingegnerizzato la funzionalità della cantina con l’aiuto di Prats, per dare spazio a moderne fasi di lavorazione, che valorizzino le scelte fatte in vigna.</p>
<p>Giunto il momento della vendemmia un meccanismo architettonico modulare trasforma la sontuosa <em>hall</em> dello Château nel punto di arrivo delle uve, selezionate su un tapis roulant da 8 persone prima di passare in un tunnel refrigerante che porta i grappoli a 3°C prima di dirasparli. Gli acini delle 52 parcelle di 91 ettari di vigna vengono trasportati da qui in carrelli inox di 13hl fino alle bocche dei 52 tronco-conici sempre in inox, mantenendo separate le vinificazioni dei singoli vigneti, e rispettando il principio della gravità. Inizia allora una macerazione ed una pre-fermentazione di una quindicina di giorni, a bassa temperatura (circa 8°C) fino all’avvio della fermentazione alcolica, al termine della quale il vino viene separato dalle fecce (a dare il “vin de presse” parzialmente aggiunto al “Pagode” seconda etichetta della cantina) e travasato per la fermentazione malolattica. Un sistema tecnico perfettamente sincronizzato, basato sul minimo stress per l’uva, che non viene mai pompata, dalla vigna alle barriques (80% legno nuovo per il primo vino), quasi non se ne volesse turbare il karma.</p>
<p>Le simmetrie e gli equilibri della cultura orientale hanno ispirato tutta l’architettura della cantina e c’è silenzio e oscurità di tempio nell’attraversare una passerella a strapiombo su un mare di barriques per arrivare al tesoro del “palazzo d’oriente”: il caveau dei vecchi millesimi, un insieme di luci, sculture e soprattutto numeri da togliere il fiato.</p>
<p>Il duplice assaggio di 2002 e 2003, due annate molto diverse per temperatura, permette tuttavia di segnare i tratti di una ispirazione all’equilibrio e alla finezza anche nel vino, un bilanciamento tra potenza e freschezza, la ricerca di seta e velluti nel tannino, la corposità della frutta che scivola delicata su una spalla acida nuda e sensuale.</p>
<p>Il <strong>2002</strong> (58% CS &#8211; 48% M – 3% CF e 1% PV) è preciso, meno materico, ma decisamente terrestre, teso là dove l’argilla e la sabbia creano sculture mischiate alle spezie esotiche e ad un infuso di violetta, rosa e ciliegie, inchiodate a tavole di legno di cedro che aprono un ponte su un finale lunghissimo e ricco, lievemente affumicato.</p>
<p>Il <strong>2003</strong> è inchiostro nero, annata calda e difficile tanto da spostare in modo inusuale le percentuali del blend (68% CS – 30% M – 2% CF): entra in bocca solido, una concentrazione di frutta scura matura che spiazza, con origano e liquore di caffè a sfuggire alla rincorsa dei tannini che accelerano. Prende fuoco in bocca, mentre si attende la freschezza che c&#8217;è seppure tardi, ma resta in equilibrio nella sua opulenza, come un Buddha sereno che medita su uno stuzzicadenti, avvolto in una nuvola di incenso.</p>
<p><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=MxPrwol5lJE">Soundtrack: Robert Plant &#8211; Silver Rider </a></em></p>
<p><a href="http://www.appuntidigola.it/2011/09/01/appunti-dibordo-cos-destournel-il-tempio-di-saint-estephe/cos1/" rel="attachment wp-att-19443"><img class="alignnone size-large wp-image-19443" title="cos1" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/cos1-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2011/09/01/appunti-dibordo-cos-destournel-il-tempio-di-saint-estephe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>rosa, rosae… Rosi: Poiema 2003</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2011/07/21/rosi-poiema-2003-vallagarina-igt/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2011/07/21/rosi-poiema-2003-vallagarina-igt/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 07:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Giovoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[2003]]></category>
		<category><![CDATA[Marzemino]]></category>
		<category><![CDATA[Poiema]]></category>
		<category><![CDATA[Rosi]]></category>
		<category><![CDATA[Vallagarina IGT]]></category>
		<category><![CDATA[VinixLive]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=18562</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignnone size-large wp-image-18566" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/Poiema031-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Tempo di lettura: 2 minuti
Era appena passata la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/2011/07/21/rosi-poiema-2003-vallagarina-igt/poiema03-2/" rel="attachment wp-att-18566"><img class="alignnone size-large wp-image-18566" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/Poiema031-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p><em>Tempo di lettura: 2 minuti</em></p>
<p>Era appena passata la metà di agosto dello scorso anno, e ricordo nei dettagli la felicità di quella giornata a Faedo per VinixLive a casa di Pojer &amp; Sandri. Ci sono giornate come questa, cui appena la mente torna ti si allarga il sorriso dentro nel cuore fino a starci stretto. Fu lì che conobbi Eugenio e Tamara Rosi e che assaggiai per la prima volta i loro vini. La prima volta è quasi tutto col vino, perché ci sono calici che ti si appoggiano all’anima e tu ti troverai ad andarli a cercare nel peregrinare di manifestazioni successive. Hai la certezza che se loro saranno lì, ti riconosceranno e ti riabbracceranno. Quel giorno agostano di sole e di cuore felice assaggiai un vino inatteso, che mi ha ritrovata a Milano la scorsa settimana, tornando ad appoggiarsi all’anima dalle mani di Eugenio con la frase-raccomandazione “<em>una delle poche bottiglie che mi rimangono perché a furia di dire Che buono! e tirarlo su dalla cantina è quasi finito</em>”.</p>
<p>Sull’etichetta della bottiglia c’è un disegno che ritrae il volto di suo figlio Samuele appena nato, e Poiema deriva dal termine greco <em>poiesis</em> che per Aristotele è la creazione artistica innata, separata dalle intenzioni e contrapposta all’azione morale (prassi). Sotto al disegno c’è la nota “messo a dimore da papà Italo nei terreni argillosi della zona storica”, gli occhi tornano su, al profilo a matita del bimbo, e la sintesi del futuro nella tradizione nonché la dichiarazione di intenti dei Rosi è lì, in 2&#215;5 cm.</p>
<p>Eugenio e Tamara fanno vino nel Trentino a nord di Rovereto, la Vallagarina e se Eugenio si definisce artigiano per il suo sentire la vigna come un lavoro di mani, testa e cuore, io aggiungerei che nel suo temperamento c’è anche la ricerca istintiva, intesa come il non fermarsi alle consuetudini e andare oltre le buone pratiche cercando le risposte nella terra, una terra che conosce bene vista la lunga esperienza di enologo prima di iniziare la sua strada. E così inquadri i dettagli inusuali di un vino che non è il Marzemino qualunque, ma  è composto per quasi un terzo da uve passite che vengono aggiunte al vino dato dalla pressatura delle uve mature per fare una rifermentazione che ne amplifica la complessità di note. Segue una maturazione in legno di ciliegio, castagno e rovere, perché il legno dona longevità e armonizza le spiccate acidità di questo vino che da giovane è succo di rose e gerani.  E mi torna un altro ricordo, quando a Roma Tamara mi disse, con sguardo luminoso, che l’ultima annata era stata vinificata in una botte di ciliegio fatta da Eugenio stesso: l’artigiano, il vignaiolo.</p>
<p>Eugenio sorride quando ti parla, ma se lo guardi negli occhi profondi come in una botola segreta, noti un lavorio di ingranaggi veloce ed articolato di pensieri, specie se sei seduto ad una degustazione cieca e lui è uno dei produttori, e quello che ha in mano è il calice del suo vino. Il Poiema 2003 è un abbraccio di uva di quelli un po’ dimenticati che ti fanno gli anziani del paese quando torni, ormai grande.  È composto ma disteso, si apre lieve con una frutta matura e ordinata, senza imperfezioni zuccherose. L’acidità di nascita e il tannino smussato sostengono un sorso che allarga verso le speziature e partono piccoli cerchi concentrici di onde increspate: la rosa e il geranio sono ora fiori essiccati al sole, le spezie sono eleganti e le tostature sottili. Il calice si svuota perché la piacevolezza del sorso è una delle caratteristiche dei vini di Rosi, e penso che se di 2003 in cantina non ce n’è praticamente più, forse è ora di nascondere qualche 2007 per ritrovare il morbido e lungo abbraccio di quel giorno di agosto che non potrò dimenticare.</p>
<p><em>Soundtrack: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZIsTfDRzV1c">Malika Ayane e Pacifico &#8220;Verrà l&#8217;estate&#8221;</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2011/07/21/rosi-poiema-2003-vallagarina-igt/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IGT Provincia di Pavia “Novecento” – Podere il Santo 2003</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2011/02/08/igt-provincia-di-pavia-novecento-podere-il-santo-2003/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2011/02/08/igt-provincia-di-pavia-novecento-podere-il-santo-2003/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 06:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Giovoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[# Podere il Santo]]></category>
		<category><![CDATA[2003]]></category>
		<category><![CDATA[IGT Provincia di Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=14288</guid>
		<description><![CDATA[<img class="aligncenter size-large wp-image-14289" title="IGT Provincia di Pavia &#34;Novecento&#34; - Podere il Santo 2003" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/il-santo-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" />
Gli aneddoti che si potrebbero raccontare della...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/il-santo.jpg" rel="lightbox[14288]"><img class="aligncenter size-large wp-image-14289" title="IGT Provincia di Pavia &quot;Novecento&quot; - Podere il Santo 2003" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/il-santo-733x550.jpg" alt="" width="733" height="550" /></a></p>
<p>Gli aneddoti che si potrebbero raccontare della vita in sala di un sommelier sono tanti quanti i clienti che si siedono a tavola al ristorante. Ogni ospite porta con sè un vissuto e nel suo interagire, seppur si tratti di un breve scambio di parole e gestualità, lascia una briciola che come dei Pollicino possiamo raccogliere in un immaginario percorso a ritroso che consente di comporre una popolazione variegata e per questo affascinante.</p>
<p>Una sera d’autunno una coppia delicata e con gli occhi brillanti degli innamorati alle prime uscite mi chiama dopo aver sfogliato la carta dei vini per qualche minuto. A dire il vero è lui a chiamare. Succede per galateo, ma come spesso accade si tratta di una “richiesta su commissione”. Con aria intimidita e ancora con l’indice su un punto a caso di una pagina qualunque di quell’elenco probabilmente a lui ostico, si rivolge a me a bassa voce e mi porge la seguente richiesta senza punto di domanda al finale: “Vorremmo bere quel vino con la G…”</p>
<p>Io temo di non aver capito e facendo finta che il tono di voce della richiesta fosse troppo sottile chiedo con un “mi scusi?” di ripetere. “Si, sa quel vino con la G?”. La sua compagna alterna lo sguardo da lui a me con un chè di attesa e speranzosità. Io immagino subito che stiano cercando nella memoria una bottiglia che hanno bevuto magari una volta sola, e di cui non ricordano il nome come a volte accade per quelle cose che ci attraversano la vita e facciamo fatica a fissare.</p>
<p>Guardo l’indice puntato sul foglio e nel titolo leggo Vini Bianchi, così inizio a dare le più svariate soluzioni al quesito: dal nome di un vitigno forse un po’ inconsueto come il Gruner Veltliner o il Grillo, al nome di una denominazione come Greco di tufo o Gavi. Niente. Chiedo se si tratti del nome di un produttore in particolare. “No” mi dice, “quel vino con la G!”. Al che lei poggia una mano sull’avambraccio e guardandomi dritta negli occhi mi dice: “Sa quello profumato?”. A quel punto la soluzione è facile e il vino del mistero, un Gewurztraminer trentino, viene stappato tra i sorrisi di approvazione di lei e il soddisfatto rasserenamento di chi ha compiuto un’impresa di lui.</p>
<p>E io che non pensavo che il Gewurztraminer fosse uno di quei vini da chiedere con la G, forse perché convinta del fatto che anche mio fratello che poco c’azzecca col mondo del vino, sul pesce sceglierebbe quello o il Mueller Thurghau complice lo scaffale ad altezza occhio dell’Esselunga.</p>
<p>Ma se si mette un elenco in ordine alfabetico su xls il primo nome è quello che comincia con un numero. E anziché del vino con la G, inizierò dicendo di un vino con un numero, anzi con i numeri. Innanzitutto 2003, l’annata, e sull’etichetta piccola posta sul collo della bottiglia è riportata la dicitura Bottiglie Prodotte 2920 seguita da N. 2310.</p>
<p>9cento è il nome del vino in etichetta. Una piccola produzione di un atipico Oltrepò Pavese, dove Oltre-il-Po le colline accompagnano lo sguardo fino all’appennino.</p>
<p>Il Santo è un epiteto tramandato di generazione in generazione nella famiglia Barbieri ed Eugenio il miracolo lo fa con la passione che ogni giorno gli accende lo sguardo sul Podere, un vero e proprio ecosistema agricolo fatto di agricoltura, allevamento e viticoltura, una realtà che potrebbe essere l’archetipo di tutte le modaiole declinazioni di naturale, sostenibile, km zero, biologico, “vero”.</p>
<p>9cento non è un vino rosso, è un vino nero. La lunga macerazione, l’uso del tonneau per la prolungata maturazione e l’assenza di chiarificazioni e filtrazioni pre-imbottigliamento rendono questo vino impenetrabile nel bicchiere. I profumi sono densi, di frutta rossa e viola stramatura ma ancora viva, senza la stanchezza dolce della marmellata. I lieviti naturali hanno estratto dall’uva i sentori della terra. Ci sono delle speziature che solleticano il naso, chiodi di garofano e un ché di noce moscata. Il sorso è corpulento ma non si tratta di un vino-budino, nonostante i 15% vol riportati in etichetta. L’acidità della barbera, e l’alcolicità potente sono cuciti insieme da un tannino aggraziato e l’assaggio è piacevole, equilibrato ma non scontato.</p>
<p>Tutto fuorché banale questo vino “agricolo” che racconta la storia dell’annata e i segni lasciati dal clima sulle viti vecchie, senza tentativi di mimesi o di omologazione. E quando ho chiesto ad Eugenio di raccontarmi qualcosa del vino lui ha risposto “Mah..io ho raccolto, ho spremuto e ho lasciato lì qualche anno, e adesso è qui.” Sorride.</p>
<p><span style="color: #888888;"><em>NdR.: Chiara Giovoni è lo spumeggiante Sommelier del Ristorante Nicola Cavallaro al San Cristoforo di Milano. Interpreta la professione con brillante levità, pochi ragnatelismi e pochissima prosopopea. Essendo una delle ormai fortunatamente non troppo rare donne del vino, volontieri trova spazio per la sua scrittura.</em></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2011/02/08/igt-provincia-di-pavia-novecento-podere-il-santo-2003/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DOC Collio Rosso &#8220;Leopold&#8221; &#8211; Fiegl 2003 [6.8]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2010/06/10/doc-collio-rosso-leopold-fiegl-2003-6-8/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2010/06/10/doc-collio-rosso-leopold-fiegl-2003-6-8/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 05:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[# Fiegl]]></category>
		<category><![CDATA[2003]]></category>
		<category><![CDATA[DOC Collio Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli-Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[Leopold]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=9876</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9878" title="DOC Collio Rosso &#34;Leopold&#34; - Fiegl 2003 [6.8]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/img-035-800x600-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Non so niente di Fiegl, bevo a occhi bendati. Un blend...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/img-035-800x600.jpg" rel="lightbox[9876]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9878" title="DOC Collio Rosso &quot;Leopold&quot; - Fiegl 2003 [6.8]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/img-035-800x600-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Non so niente di Fiegl, bevo a occhi bendati. Un blend classicone di Cabernet Sauvignon e Merlot dalle bande di Oslavia: ma resta nel limine delle referenze più rassicuranti, senza vortici di ricerca.<br />
E&#8217; scuro e granato, piuttosto fitto, curiosamente integro all&#8217;orlo. Al anso hai subito ovvi riferimenti del tipo: il cioccolato, il tabacco, la botta d0&#8242;alcool a 14°. Poi l&#8217;ossigento tira fuori le parti più volatili.<br />
Il sorso è meno prevedibile di quanto t&#8217;aspetti: ha questa presa amara immediata, questo percorso assai scosceso verso un centro largo, importante.<br />
Le sensazioni si fanno anche più acuminate con bordi ogni tanto slabbrati.<br />
Il finale si tiene, ma di forza. Vale 30 petecchioni, al ristorante: e non son patate.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2010/06/10/doc-collio-rosso-leopold-fiegl-2003-6-8/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DOC Amarone della Valpolicella Classico &#8216;La Marega&#8217; &#8211; Le salette 2003 [7.0]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2010/04/13/doc-amarone-della-valpolicella-classico-la-marega-le-salette-2003-7-0/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2010/04/13/doc-amarone-della-valpolicella-classico-la-marega-le-salette-2003-7-0/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 05:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[# Le Salette]]></category>
		<category><![CDATA[2003]]></category>
		<category><![CDATA[DOC Amarone della Valpolicella Classico]]></category>
		<category><![CDATA[La Marega]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=9508</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9509" title="DOC Amarone della Valpolicella Classico 'La Marega' - Le salette 2003 [7.0]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/amarone-le-salette-la-marega-2003-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Nel 2003 gli Amarone hanno visto epressioni alcooliche...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/amarone-le-salette-la-marega-2003.jpg" rel="lightbox[9508]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9509" title="DOC Amarone della Valpolicella Classico 'La Marega' - Le salette 2003 [7.0]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/amarone-le-salette-la-marega-2003-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel 2003 gli Amarone hanno visto epressioni alcooliche estreme: LeSalette con il suo Marega l&#8217;ha contenuto a 15°.<br />
E&#8217; scuro fitto e affatto torbido, ha il rubino e scarlatto, e appena una punta di viola sull&#8217;unghia: ma un punta, un filo.quasi fluorescente tutt&#8217;attorno.<br />
Convinto il naso che non porta avanti battimenti troppo fruttolosi. SPirito consistente, e una vena di prugne appena percepibile su una mano in fondo abbastanza asciutta.<br />
Convince anche il sorso che abbocca con una presa decisa e acchiappante. Il mezzo è acuto e puntuto, potente il gusto e incisivo. Tannino levigatissimo, una vera seta:  formidabile la coerenza del finale, che resta elevato e rigoroso a lungo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2010/04/13/doc-amarone-della-valpolicella-classico-la-marega-le-salette-2003-7-0/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DOC Trento &#8220;Perlè Nero&#8221; Extra Brut &#8211; Ferrari 2003 [6.0]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2010/02/27/doc-trento-perle-nero-extra-brut-ferrari-2003-6-0/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2010/02/27/doc-trento-perle-nero-extra-brut-ferrari-2003-6-0/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 07:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[2003]]></category>
		<category><![CDATA[DOC Trento]]></category>
		<category><![CDATA[Extra Brut]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[Perlè Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Spumanti]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino-Alto Adige]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=9023</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9025" title="trento perlè nero ferrari 2003" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/trento-perlè-nero-ferrari-2003-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Una doppia delusione, il Perlè Nero: perchè l&#8217;operazione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/trento-perlè-nero-ferrari-2003.jpg" rel="lightbox[9023]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9025" title="trento perlè nero ferrari 2003" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/trento-perlè-nero-ferrari-2003-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Una doppia delusione, il Perlè Nero: perchè l&#8217;operazione era ambiziosa, e data la tradizione della Casa trentina ci si attendeva una grande prova, e perchè il prezzo d&#8217;uscita è imperativo.<br />
E&#8217; un pinot nero in purezza, millesimo 2003 e sboccatura 2009. Bello bello al colore, paglierino intenso con sfum,ature gigie e lucide.<br />
Spuma finissima, ricca durevole e persistente. La gran risorgiva tiene densa la corona con perline robuste e dinamiche.<br />
Il naso è sovrastato da lievi scrocchianti, con un bell&#8217;accenno di maturità su una scena comunque delicata, anzi di una certa eleganza.<br />
La bocca è invece assi divaricata tra il sale pronunciato dell&#8217;bbocco e il finale secchissimo con una specie di esitazione nel mezzo. Il durante è piuttosto aspro, come se difettasse d&#8217;amalgama, anzi spigoloso.<br />
Non facile la gestione del sorso che a tratti risulta quasi disarticolato, financo scostante. Latita in piacevolezza un bicchiere che ricorderai più complicato che complesso.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2010/02/27/doc-trento-perle-nero-extra-brut-ferrari-2003-6-0/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DOC Rosso Conero &#8220;Traiano&#8221; &#8211; Silvano Strologo 2003 [8.2]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2009/12/18/doc-rosso-conero-traiano-silvano-strologo-2003-8-2/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2009/12/18/doc-rosso-conero-traiano-silvano-strologo-2003-8-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 11:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[# Silvano Strologo]]></category>
		<category><![CDATA[2003]]></category>
		<category><![CDATA[DOC Rosso Conero]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Traiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=8238</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8240" title="DOC Rosso Conero &#34;Traiano&#34; - SIlvano Strologo 2003 [8.2]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/rosso-conerotraiano-strologo-2003-150x150.jpg" alt="rosso conerotraiano strologo 2003" width="150" height="150" />Ho conosciuto Strologo un giorno d&#8217;estate...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/rosso-conerotraiano-strologo-2003.jpg" rel="lightbox[8238]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8240" title="DOC Rosso Conero &quot;Traiano&quot; - SIlvano Strologo 2003 [8.2]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/rosso-conerotraiano-strologo-2003-150x150.jpg" alt="rosso conerotraiano strologo 2003" width="150" height="150" /></a>Ho conosciuto Strologo un giorno d&#8217;estate che andavo in bici. Mi fermai alla porta della sua cantina: un tizio in braghe corte mi disse che sì, erano aperti. Chiesi fino a che ora, che in bici mi durava fatica portar via qualche cartone di vino. Mi rispose <em>Alle dieci emmezzo vado a letto, veda lei</em>. Tornai motorizzato, e mi tenne a parlare di montepulciani fino a dopo il tramonto. Assaggiai anche questo Traiano che non convinse affato, da giovine. Ne dimenticai una sola bottiglia in cantina, ed ora.<br />
Neppure vagamente granato, riscuote un bel tono viola attorno al rubino denso e intenso. Il cuore è oscuro, la trama è aperta e guarnita di un merletto millimetrico.<br />
Al naso si muove in larghezze, con una mano matura, convinta, tonda. Netta la prugna, appoggiata ad una lucente voce di mallo di noci.<br />
Flessuoso il profumo, consistente la bocca: densa di corrispondenze ma anche di stravaganze, con i tannini che s&#8217;infilano in tratteggi gocciolanti succo e piccanze.<br />
Orientato ai toni acuti, il sorso tiene la piazza con fermezza per un bicchiere di gran carattere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2009/12/18/doc-rosso-conero-traiano-silvano-strologo-2003-8-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IGT Provincia di Pavia Rosso &#8220;La Macchia&#8221; &#8211; Bellaria 2003 [8.8]</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2009/10/01/igt-provincia-di-pavia-rosso-la-macchia-bellaria-2003-8-8/</link>
		<comments>http://www.appuntidigola.it/2009/10/01/igt-provincia-di-pavia-rosso-la-macchia-bellaria-2003-8-8/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 06:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[vini & degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[# Bellaria]]></category>
		<category><![CDATA[2003]]></category>
		<category><![CDATA[IGT Provincia di Pavia Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[La Macchia]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.appuntidigola.it/?p=7259</guid>
		<description><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7262" title="IGT Provincia di Pavia Rosso &#34;La Macchia&#34; - Bellaria 2003 [8.8]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/la-macchia-bellaria-2003-150x150.jpg" alt="IGT Provincia di Pavia Rosso &#34;La Macchia&#34; - Bellaria 2003 [8.8]" width="150" height="150" />Annata torrida e Merlot: ce n&#8217;è abbastanza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/la-macchia-bellaria-2003.jpg" rel="lightbox[7259]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7262" title="IGT Provincia di Pavia Rosso &quot;La Macchia&quot; - Bellaria 2003 [8.8]" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/la-macchia-bellaria-2003-150x150.jpg" alt="IGT Provincia di Pavia Rosso &quot;La Macchia&quot; - Bellaria 2003 [8.8]" width="150" height="150" /></a>Annata torrida e Merlot: ce n&#8217;è abbastanza per fare tremare le vene ai polsi. Ti avvicini a questo prodotto amato da Paolo Massone che lo chiama <em>figlio</em>: scuro, sanguinoso di un sangue fitto e passionale, ricco di sfumature blu. Rubino fulgido al bordo.<br />
Ha olfatto cremoso che spande molto oltre l&#8217;orlo del bicchiere, quando ancora sta rattrappendosi in merletti. E&#8217; importante e fine al tempo medesimo, fulminato di note squillanti di spirito, frutto caldissimo, spezie rubiconde, fiori rosati.<br />
Cangiante.<br />
Rovente il sorso, piccante di pimenti fin dal primo istante. S&#8217;aggiunge un abbaglio di cioccolato amaro nero quando i tannini avvolgono il palato. Vivi, vividi, vivaci.<br />
Formidabile la tenuta dela ramo alto della parabola gustativa, quando la polpa matura s&#8217;accende e si dilata in un abbraccio forte e vigoroso, interminabile.<br />
Un bicchiere drammatico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.appuntidigola.it/2009/10/01/igt-provincia-di-pavia-rosso-la-macchia-bellaria-2003-8-8/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

