di Chiara Giovoni

I sei ettari e mezzo del vigneto Beaufort sono biologici dal 1994, anche se già da 30anni si fa lotta integrata senza sopprimere insetti, e si sperimenta per la salute delle vigne l’omeopatia e l’aromaterapia al posto di rame e zolfo, che nemmeno io che mi curo con infusi di alloro per il mal di pancia e con la Tachipirina per tutto il resto, sono così “integralista”. I vigneti sono in parte nel Grand Cru di Ambonnay, famoso per i pinot noir, e in parte nella Côte des Bars, in quell’area esotica nell’estremo sud della Champagne che è l’Aube. Ça va sans dire che anche in cantina non sono previsti additivi: lieviti …
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di Chiara Giovoni

Si deve proseguire in direzione nord lungo la Gironda tenendo per mano i filari per arrivare a Saint Estephe, dove la bocca del fiume si allarga all’Atlantico e fa entrare acqua salata, e le correnti si scontrano sul greto del fiume spingendo sui terreni circostanti tondi ciottoli di quarzo e ghiaia insieme ad argilla e sabbia. È qui che le vendemmie si fanno più allungate, perché il terreno drena più lentamente e le vigne si raffrescano anche nelle estati siccitose conservando grappoli ricchi di acidità, più che a sud. Ma se si vuole andare a Cos d’Estournel bisogna gettare il cuore oltre l’oceano ed arrivare fino in India.
Louis-Gaspard d’Estournel nella sua longeva …
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![AOC Auxey-Duresses 1er Cru “Les Grand Champs” – Prunier-Damy 2002 [7.8]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/auxey-duresses-les-grand-champ-prunier-damy-800x600-733x550.jpg)
Auxey Duresses è un diorama in pietra circondato dal mare di filari della Cote d’Or. Lo riconosci di lontano, scendendo da Beaune o da Rochepot per il tozzo campanile, unico fuori scala del borgo. Quasi più alta del corpo di fabbrica la copertura a punta con quattro spioventi del corpo della torre.
Les Grand Champs 2002 è rubino della più bell’acqua, intenso molto e limpidissimo. Colpito dalla luce, splende, lasciando solo il cuore nell’ombra. Di roba sul vetro ne resta, tirata in archetti privi di pigmento.
Il profumo è talmente delicato da risultare quasi impercettibile: più diafano che fine. Cercando però, ritrovi segni complessi anche se disegnati in sfumature sottilissime….
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![DOC Morellino di Scansano – Lohsa 2002 [6.4]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/morellino-lohsa-2002.jpg)
Lohsa è l’avventura maremmana di Poliziano: e prende il nome dall’Osa, il piccolo corso d’acqua che si getta nel mare dell’Argentario.
Rubino, fondo, nero di cuore e visco di pelle, con la tendenza e rimanere appeso ad una linea di trina, anche vibrante.
Al naso risulta un po’ bollito, avanti di maturazione. Appena rinfrescato da una nota verde di raspo, ha la frutta subissata da un’onda alcoolica imponente, quasi anestetica. Il tocco animale resta lì, sospeso.
L’alcool è ancora poderoso all’abbocco, piccante di peperone e peperoncino. Poi il mezzo vien su gobbo e un filo gommoso, rapidamente appiattito verso un finale nemmeno…
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![DOC Carso Malvasia – Kante 2002 [9.0]](http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/malvasia-kante-2002.jpg)
La bottiglia di Kante è come il più brillante dei diamanti, in una bella parure: lo avvicini con trepidazione, perchè di certo regalerà sorprese.
Otto anni, e quel formidabile giallo oro che ricorda i fiori gialli di campo: i riflessi neri lo valorizzano come tratti di matita.
Il naso è fine e definito, austero ed elegante, non scevro di un certo sussiego. Erbine fini, su mucchietti di sabbia asciugata al sole, e poco sotto la buccia di frutta fresca. Chiude una brezza d’aria di grotta, di pozzo, di cantina, fredda.
Pregno l’assaggio, frizzante di brividi sapidi che si incollano al palato come festoni. Poi si palesano gli zuccheri, secchi e gorgoglianti, tesi e sibilanti…
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