DOC Colli Orientali del Friuli Picolit – Moschioni 2001 [9.1]

Un reperto, dalle piccole e rigorosissime produzioni di Moschioni: poche centinaia di mezze bottiglie all’anno del prezioso furlano.
Ambrato, vibrante nei toni del tabacco, il picolit moschioniano ha un riflesso vago ma percepibile che tende allo scarlatto, magari solo intuito ma caldissimo.
Teso come corda d’arco, ha trama ricchissima di broccati, spessa. Il naso è una schioppettata di frutta cotta, d’uva passa, di fichi secchi. Nel mezzo un curioso ricordo di buccia di zucca al forno. Una virgola eterea s’abbandona sull’uscita.
L’assaggio è denso, con una presa immediata quasi scortese, tanto è decisa: poi il nettare mieloso si spande occupando il palato al millimetro con forza trascinante, corrispondenze chirurgiche e una profondità selvaggiamente presente. Antico e bello, lunghissimo in finale.

AOC Margaux – Chateau La Tour de Mons 2001 [8.0]

Ha un granato scuro, anche leggermente torbido, brillante alla luce e cuore piuttosto oscuro.
La trama è finissima, tanto da solleticare archi infinitamente alti, e lagrime sottili.
Il naso ha profondità e campo di erbe officinali, muschiosità, muffe e cantina, umido e severo.
Altrettanto severa è la bocca, con assaggio elegante e fitto. I tannini sono ficcanti e sinceri, con piccole intermittenze. Grave di succhi distillati.
Maturo e conservativo, ha un termine consistente che rimane elevato a lungo.
Bel bicchiere assai poco compiacente, anzi: per certi versi struggente.

IGT Veneto Rosso “Valletta” – Firmino Miotti 2001 [7.0]

IGT Veneto Rosso “Valletta” – Firmino Miotti 2001 [7.0]Che Miotti faccia dei gran vini, è fuor del dubbio. A volte immensi, a volte solamente buoni, senza l’impronta del mito.
Questo cabernò ad esempio, in parti paritarie Cabernet e Merlot, vien granato fitto e cuore impenetrabile, pregno di gran deposito.
Sul vetro materia in abbondanza, pigra e densa, quasi ferma.
Tanta terra nel naso, in equilibrio con un frutto ancora vivo, succoso.
La confettura sostiene le note più carnali. Con una riga di cioccolato nero diritta e precisa. Poi spezia, ricordo di cannella.
Vien su piuttosto ruvido fin dall’abbocco, arrembante e verticale. La polpa è stretta, con una evoluzione del sorso che si ingrossa sulla spina alcolica molto nervosa.
Manca un po’ di profondità dove si arricchisce in ampiezza, con una corrispondenza esatta.
In finale declina moderatamente, a lungo.

DOCG Barolo – Prunotto 2001 [7.9]

DOCG Barolo - Prunotto 2001 [7.9]Bellissimo il colore tenuemente granato, fulgido, con l’unghia cristallina. Grande tensione sul vetro in archi immensi e fermi, con un certo pigmento.
Il naso è delicatissimo, fine ed elegante, sempre stabile e lineare. Il frutto che si palesa passa attraverso un sottile sentore d’agrume. Leggero anche l’impatto delle spezie, con un finale muschioso che ricorda il ciocco di legno.
La bocca sfugge verso un impegno tannico immediato e di non breve momento, aggrappante. Il centro s’appoggia più decisamente sul filo alcoolico, con la linea subito distesa verso il termine, purtroppo breve.

DOCG Brunello di Montalcino – Capanna 2001 [9.0]

brunello-di-montalcino-docg-capanna-2001.jpgGranato assai, ma brillante e limpido cristallo sull’unghia. Lieve e renitente sul vetro, composto in archetti minimi, regolari e lenti.
Ha naso introverso e finissimo, che sa suscitare emozioni con l’ausilio di una dose di pazienza: cospicua la ciliegia sotto spirito, poi – soccombendo alle analogie che paiono in fondo inadeguate – ecco liquirizia e cioccolato nero. Buccia d’arancio in fine.
Travolgente l’assaggio, con tannini furiosi fin dal primo istante. Sono grossi e pastosi, ma in fondo enormi, fittissimi. Il centro del sorso è ebbro di una sua propria grandezza, denso di sfumatura che non finisci di indagare. Commovente l’uscita, che resta unita al palato pulitissimo per sempre.
Ancora vivissimo, può riposare ancora.

DOC Trentino Rosso “Esegesi” – Eugenio Rosi 2001 [8.1]

esegesi_rosi-2001.jpgDire qualcosa di interessante con un blend collaudatissimo come un Cabernet Sauvignon e Merlot, in ragione di quattro parti a una, non è facile. Farlo in Trentino non di meno.
Ecco che Eugenio Rosi esprime questo rosso da uve leggermente surmature, concentrato ma senza capogiri, e centra il bersaglio.
Il colore è splendidamente cupo, con l’unghia viola-granato, impervio alla luce. E’ fortemente glicerico, con archetti ampi e nitidissimi.
Il naso, prevedibilmente composito, racconta di una bella armonia di frutti rossi e spezie, di note dolci irreprensibili, di uno svolgimento con tratti d’eleganza.
Assaggio tondo e succoso, con una polpa fitta e nutrita. Tannini morbidi e spessi, mai gommosi, con centro vasto e progressivo. Parabola di cui non è facile scorgere il termine, in un crescendo che verso la fine diventa semplicemente appagante anche nella bevibilità.
Vino molto “ben fatto”, ma con una sua spiccata compiutezza.

DOC Rosso Molise “Don Luigi” – Di Majo Norante 2001 [8.3]

donluigi_dimajonorante-2001.jpgBello vivo il rubino, ancor guizzante di barbagli rossi, cuore nero e unghia appena granata per questo blend di Montepulciano e Tintilia, come ognun sa nobile vitigno autoctono molisano.
Splendido sul vetro, con disegni morbidi e flessuosi di un certo spessore.
La trama è fitta, fluente, con una traccia felpata lineare e continua.
Il naso è vasto e avvolgente, con il cuoio e il tabacco quasi a sopravanzare il frutto, con cui si tende in equilibrio. Verso la fine compare un’anticchia di mallo di noci a conferire etereo ricordo.
L’assaggio è seducente fin da subito, rotondo e pieno, coerente e limpido. Nel mezzo del sorso una rilucente nota acida si aggiunge alla spiccata spina alcoolica. Rotola verso il finale con un bel muscolo ancora ben controllato, in una bella landa di tannini levigati.
Buono, con invidiabile rapporto Q/P.

IGT Veneto Bianco “Vulcaia Apres” – Inama 2001 [8.4]

Giallone ambrato con riflessi dell’agata e i toni dell’arancia, scorre grassissimo nel bicchiere, colando con piacere sulle pareti del recipiente. Ha toni intensi di fragola e nocciuola. La bocca è allappata dalla gran dolcezza, senza mai trascendere nel dolce fine a se stesso, o in fissità stucchevoli. Giganteggia nel corpo di miele e caramello, uscendo lunghissimo ed eleganate. Un prodotto splendido e consistente.

DOCG Barolo “Brunate” – Marcarini 2001 [9.4]

DOCG Barolo “Brunate” - Marcarini 2001 [9.4]Che spettacolo. Nel bicchiere questo pres’que capolavoro risuona severo, con una splendido granato con barbagli rubino. All’olfatto impressiona con una complessità formidabile unita ad una eleganza sublime: sentori intensi, durevoli, ammalianti, senza alcuna esasperazione ma solo di frutto, nel pieno rispetto della vocazione e della tradizione. Sulla vaniglia trascolora il tabacco, le spezie, quel tanto di erbaceo, quel tanto di frutta rosse, persistente. L’assaggio è – per dire – commovente: intenso, abbacinante all’attacco per nitore e limpidezza, appagante nella lunghezza, impressionante nel finale che s’abbarbica al palato. Imperiosa la chiusura. Un’esperienza.
Qualche anno ancora in una buona cantina lo renderanno definitivamente immenso. Abbiàtelo in Magnum per un piacere defnitivo.

IGT Toscana Casalferro – Ricasoli 2001 [8.5]

Una Igt di gran classe: colore rosso abbrunato con l’unghia leggermente aranciata, archetti morbidi seppur ben dettagliati. Tabacco e liquerizia, affumicato al naso, al palato intenso e generoso. Rotondo, vellutato, persistente, integro nei valori e pieno nella risposta. Un vino attuale, senza eccessi di compiacenza ma con mano sicura e concreta. Appagante.