AOC Paulliac Premier Grand Cru Classè – Chateau Latour 1993 [8.8]

 

AOC Paulliac Premier Grand Cru Classè – Chateau Latour 1993 [8.8]

Ha ancora il coraggio di esprimere riflessi porporati: nell’unghia e controluce. E poi il rubino, con una intenzione granata appena accennata. Il naso poi t’aggredisce enorme: nelle ore va via evolvendo e aggiungendo: fino allo stordimento. Un inizio che ricorda il tabacco fumato dei sigari toscani, e il tabacco fermentato a sfascio. Frutta secche, e quel finale esploso di sensazioni balsamiche. L’assaggio si appoggia su una piccola ricurvatura: difficile parlare di delusione, ma di certo un rigo in meno della grandissima espressività degli aromi. Bocca che s’appoggia su tutte le regalìe della finezza,...
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AOC Chassagne Montrachet “Boudriotte” – Domain Ramonet 1993 [8.5]

 

AOC Chassagne Montrachet “Boudriotte” – Domain Ramonet 1993 [8.5]

Giallo, di una espressività delicata ma complessa, tutta da indagare. L’inutile rincorsa dei descrittori, il contrasto caldo freddo. L’assaggio grasso, profondo, sollevato sul finale da un’acidità formidabile, lunghissima. All fine, un uncino amaricante, tenuto aggrappato al sorso.
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AOC Clos Vougeot Grand Maupertuis Grand Cru – Jean Gros 1993 [9.5]

 

AOC Clos Vougeot Grand Maupertuis Grand Cru – Jean Gros 1993 [9.5]

A Vosne Romanèe non c’è solo Contì: anzi il leggendario Clos de Vougeot – poco più di 50 ettari – è parcellizzato tra 84 proprietari. La storia del Clos è sensazionale, quasi millenaria, e pare contribuire con la sua romantica avventura alla ricchezza dei vini ottenuti dalle sue uve. Meno di mezzo ettaro tirato a 40 q.li/ha nella parte del Clos chiamata Grand Maupertuis, completamente reimpiantata dopo la gelata del 1985, produce poche bottiglie di questo splendido vino bruno, un filo nebbioso, cesellato al vetro. Ha selvaggina dritta, intensa: fino a trovare la frutta. Per raccontarla ci vorrebbe un fico...
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Tokaji Asprin Fruttonos – Vinarium Hungaricum 1993 [8.8]

 

Tokaji Asprin Fruttonos – Vinarium Hungaricum 1993 [8.8]

Di lunghissima vita questo tokaji ungherese, ambrato brillante venato di barbagli arancio. Caldissimo al colore e spesso di mano, facile ad appendersi al cristallo in ricami lungamente irregolari. Pigrissimo al muoversiha contegno fortemente spinto verso gli aromi di frutta cotta e candita, anche caramellata. Magari flambè. Riconosci le albicocche secche, le prugne, infine il gheriglio di noce. Oleoso il sorso, con il palato facile preda di un’alluvione zuccherina. DOclissimo, con una progresione nel mezzo ben controllata da aliti freschi di acidità ancora libera, ancora viva. Curioso questo procedere irresistibile eppure...
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