
La settimana n.48 del venti-undici verrà ricordata come “La Settimana in cui Monti tacque”. Uno degli argomenti preferiti alla macchina del caffè, assieme alla partita della Juve a Napoli e all’ultima esondazione, è il silenzio di Monti. Mai visto un tale stuolo di esegeti del nulla.
Purtroppo la Storia non riporterà invece uno dei terremoti piccolini che scuotono il pianetino dell’enogastronomia: nella settimana quarantotto è infatti stata varato l’incrociatore stellare “Gazzetta Gastronomica”, diretta da Stefano Bonilli. Il famoso gastrocondottiero ha riunito attorno al suo magnetismo carismatico un considerevole…
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di Fabio D Uffizi

Eppure Giulio, uno dei Papilli, me lo scrisse sul faccialibro: “non dirmi che è comic sans, ti prego, non dirmelo”. In effetti i primi sospetti dovevano sorgere imperiosi davanti a quello che sembra lo stilema grafico ineluttabile, font di ogni male. E invece no, niente, la mia fede imperterrita e bevitrice mi ha condotto, un sabato pomeriggio, davanti alla Rocca dei Rossi, in quel di S. Secondo Parmense, per Bollicine Mon Amour.
Spiazzante da un lato, estremamente gratificante dall’altro, è stata la vuotezza imponente e cinquecentesca della Sala delle Gesta Rossiane, dove si aggiravano pochi e sorridenti visitatori, trafitti dagli sguardi cupi di produttori…
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di Fabio D Uffizi

La golena trabocca di gente, ogni colore, ogni odore, ogni sorriso sanno di esagerata semplicità. Perfino le centomillemigliaia di persone che si accalcano tra bancarelle tremanti e argini spioventi non creano fastidio, perché sembra ci sia, anche se non c’è, spazio per tutto e per tutti questa domenica, nell’annuale tappa del November Porc (con la c!) di Polesine Parmense, uno di quei paesi con le tacche incise sulle facciate delle case, che il grande Fiume, quando s’alza, fa paura.
Tra questa gente che assaggia e mangia di tutto, tra culatelli e lanci del salame, prezzi discutibili, spalle cotte e crude, pesci gatti e fritti, prezzi risibili, birre scure, lambruschi…
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Il Castello t’abbraccia: quando arrivi lo trovi ai tuoi piedi. Lasci l’auto qua e là, poi il castello t’abbraccia con la sua colossale mole, guidandoti fino all’entrata. Tutt’altro che monumentale: umana, come quasi tutto quassù. Gli ambienti, le scale gli spazi. Umani: che con qualche persona di meno li godi anche di più, senza assalti ai banchi, i vignaiuoli con la voglia di raccontarti qualcosa ancora.
Nello stordimento delle manifestazioni d’autunno, ritmate con i tempi di un campionato di serie A, trovano la voglia di esserci, di dire, di fare. Terre di Vite ha un bello slogan, che pare una dichiarazione d’amore: la voglia di…
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di Davide Cocco

Merano WineFestival. Il paese dei balocchi per molti. Una bolgia dantesca per altri. Sicuramente un grande successo. Lo si vede dalla calca del sabato, dove troppi assetati assalgono i banchetti degustazione delle aziende presenti, noncuranti dell’esorbitante biglietto d’ingresso, o forse proprio con la precipua intenzione di recuperarlo a suon di bicchieri. E facendo le scelte giuste ci si mette anche poco.
Ma noi che siamo proletari di provincia e non ricchi brianzoli ci sentiamo intimoriti e inibiti dalla confusione. E allora ci perdiamo in ciacole e ci rifugiamo a Culinaria, nella tensostruttrura collegata direttamente alla Kurhaus.
Lì c’è uno spazietto…
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