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	<title>appunti digòla &#187; eventi &amp; notizie</title>
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	<description>appunti e contrappunti di gaudenza quotidiana</description>
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		<title>Whirlpool Blogger al Forno &#124; Frittata</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 20:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[blogger al forno]]></category>
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		<description><![CDATA[Con tutto lo scetticismo di uno all&#8217;antica, di fuochi alti e cottura a vista, ecco che finalmente accendo il motore dell&#8217;astronave. Che è poi il Famoso Forno Atomico della Whirlpool. Ho provato con una frittata combinata di ingredienti freschi (cipolla rossa Tropea in meraviglioso stato di grazia) e spinaci di lunga ibernazione, ormai allo stremo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/image-148-800x600.jpg" rel="lightbox[10624]"><img class="size-full wp-image-10625 aligncenter" title="Whirlpool Frittata " src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/image-148-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Con tutto lo scetticismo di uno all&#8217;antica, di fuochi alti e cottura a vista, ecco che finalmente accendo il motore dell&#8217;astronave. Che è poi il Famoso Forno Atomico della Whirlpool.<br />
Ho provato con una frittata combinata di ingredienti freschi (cipolla rossa Tropea in meraviglioso stato di grazia) e spinaci di lunga ibernazione, ormai allo stremo.<br />
Poi sono andato un po&#8217; naso, che la naturale indisciplina mi porta immediatamente a modificare le indicazioni d&#8217;uso.</p>
<p>Risultato: cosicosì la funzione scongelamento, sorprendente la funzione cottura. Anzi. I curiosi possono <a href="http://www3.varesenews.it/blog/blogger-al-forno/?p=160">continuare a leggere qui</a>.</p>
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		<title>Tutto vero &#124; Linguine all&#8217;inguine</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 19:32:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Linguine]]></category>

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		<description><![CDATA[Per una volta mi sono fermato a cena nello scrauso ristorante dello scrauso otèl, troppo rovinato per cercare dimora, troppo lesso per penare ad analisi papillari, troppe cose da scrivere per rientrare troppo tardi. Così schiaccio ascensore assieme alla più spettacolare chioma WASP che abbia visto dai tempi di Raperonzolo ed al suo accento arrotondato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per una volta mi sono fermato a cena nello scrauso ristorante dello scrauso otèl, troppo rovinato per cercare dimora, troppo lesso per penare ad analisi papillari, troppe cose da scrivere per rientrare troppo tardi.<br />
Così schiaccio ascensore assieme alla più spettacolare chioma WASP che abbia visto dai tempi di Raperonzolo ed al suo accento arrotondato a stelle e strisce, e mi faccio trascinare al tavolinetto 1x.<br />
Leggo il menù di venti antipasti venti primi venti secondi venti terzi, inoltre le nostre pizze: alcuni alimenti sono conservati al freddo intenso. Quasi tutto già visto &#8211; freddo intenso a parte &#8211; in altri mille ristoranti scrausi di otèl scrausi da commessi viaggiatori come noi.<br />
Ma quello che vedrò tra poco no, non lo avrei immaginato nemmeno nei miei sogni più osè.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/linguine.jpg" rel="lightbox[10541]"><img class="size-full wp-image-10542 aligncenter" title="linguine" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/linguine.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Se non l&#8217;avessi visto con i tuoi occhi, non l&#8217;avrei mai creso.</p>
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		<title>Tapping Panel &#124; Procork Puro</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mount avoca shiraz]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Sugherificio Veneto ha preso di petto la questione del sentore di tappo: ecco qui nonsaditappo.it, il blog dedicato alle nuove frontiere del sughero. Senza voler riportare gli aspetti tecnici della questione, il tappo Procork in sostanza è ricoperto con due pellicole alle estremità che consentono l&#8217;aerazione del prodotto imbottigliato ma bloccano il passaggio dell&#8217;insidiosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-016-800x600.jpg" rel="lightbox[10517]"><img class="size-full wp-image-10521 aligncenter" title="Tapping Panel | Procork Puro" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-016-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Il<a href="http://www.sugherificioveneto.it/intro_svm_content-b.html"> Sugherificio Veneto</a> ha preso di petto la questione del sentore di tappo: ecco qui <a href="http://www.nonsaditappo.it/">nonsaditappo.it</a>, il blog dedicato alle nuove frontiere del sughero. Senza voler riportare gli aspetti tecnici della questione, il tappo Procork in sostanza è ricoperto con due pellicole alle estremità che consentono l&#8217;aerazione del prodotto imbottigliato ma bloccano il passaggio dell&#8217;insidiosa muffa TCA responsabile del malefico &#8220;sapore di tappo&#8221;.<br />
Naturalmente ogni novità si scontra con l&#8217;inerzia al cambiamento: una delle iniziative di comunicazione intraprese è il cd. <em>&#8220;Tapping panel&#8221; </em>che recupera e confronta le esperienze di s-tappatura, adattate ad una bottiglia di vino australiano: un shiraz Mount Avoca 2007, regione Pyrenees Victoria. L&#8217;obiettivo non è tanto giudicare il vino quando la vera e propria sensazione d&#8217;uso.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-018-800x600.jpg" rel="lightbox[10517]"><img class="size-full wp-image-10522 aligncenter" title="Tapping Panel | Procork Puro" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-018-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Allegato al kit di&#8230; ehm&#8230; degustazione c&#8217;è anche il volumetto di presentazione del &#8220;Puro&#8221;, il tappo nella sua condizione originaria. A parte l&#8217;indubbia bellezza della confezione, del materiale utilizzato e degli accorgimenti di presentazione che meritano un apprezzamento, è un piacere proprio palpeggiare il tappo stesso, la sua tessitura fitta e la sua mano setosa. E&#8217; vero, il sughero è uno straordinario materiale che la natura dona.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-036-800x600.jpg" rel="lightbox[10517]"><img class="size-full wp-image-10520 aligncenter" title="Tapping Panel | Procork Puro" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-036-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Agganciando il cavatappi s&#8217;odeun leggero schiocco: sia all&#8217;occhio, che al tatto, che all&#8217;udito s&#8217;avverte una sensazione di derma perforato. Poi l&#8217;operazione prosegue senza alcun intoppo, l&#8217;estrazione del sughero è anzi fluida e sciolta, particolarmente agevole. Il tappo è estremamente compatto e conferisce sicurezza al gesto.<br />
La seconda estremità del tappo sigilla bene, è macchiata dei pigmenti del vino e ne riporta confortevolmente i caratteri principali. Le vigorose note vanigliate, il marmellatone dolce e caldo del shiraz australiano sono pronte subito. Del sughero nemmeno un vago accenno. Tra le mani il materiale è gradevole da maneggiare. La pellicola strozza un po&#8217; l&#8217;estremità bagnata con un antiestetico effetto <em>lazo</em>, ma è cosa irrilevante di fronte all&#8217;assoluta terzietà del mezzo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-021-800x600.jpg" rel="lightbox[10517]"><img class="size-full wp-image-10523 aligncenter" title="Tapping Panel | Procork Puro" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-021-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Non è dato sapere da quanto tempo il vino proposto sia fermo in vetro, anche se il produttore lo favorisce per 5/7 altri anni d&#8217;invecchiamento. Ora il vino è vivo, reboante, e non dà il senso di interruzione dell&#8217;evoluzione che si ha &#8211; ad esempio &#8211; con i tappi a vite. Magari è solo suggestione, lo sapremo aprendo la seconda bottiglia al termine del periodo consigliato.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-028-800x600.jpg" rel="lightbox[10517]"><img class="size-full wp-image-10524 aligncenter" title="Tapping Panel | Procork Puro" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-028-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>L&#8217;esperienza di s-tappatura di Procork è del tutto <em>&#8220;normale&#8221;</em> e cioè <em>&#8220;eccellente&#8221;</em> visto che si propone di replicare l&#8217;uso del sughero tradizionale emendandolo dei difetti organolettici. Ovviamente una sola prova non fa statistica, e quindi vale solo nella sua unicità: ma data per scontata l&#8217;efficacia del trattamento direi un bel voto rotondo e pieno.<br />
Volendo trovare il pelo nell&#8217;uovo &#8211; magari è anche questa la funzione sperimentale di una prova come questa &#8211; rilevo tre marginalissime aree di miglioramento: 1) lo schiocco tipo &#8220;pelle secca&#8221; quando infili la lama del cavatappi 2) l&#8217;aspetto a &#8220;pelle di rettile&#8221; della pellicola traslucida una volta scoperto il tappo ancora inserito nel collo 3) l&#8217;effetto &#8220;strozzo&#8221; dell&#8217;altra estremità. Che a dirla tutta è meno di zero in confronto alla dichiarata possibilità di azzerare i nefandi effetti della muffa sugherosa.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-041-800x600.jpg" rel="lightbox[10517]"><img class="size-full wp-image-10525   aligncenter" title="Tapping Panel | Procork Puro" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pro-cork-041-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Non ho informazioni sulle caratteristiche commerciali del prodotto: catalogo, costi, condizioni. Ma se è vero che un produttore una voltà mi parlò sconsolatamente di un reso di quasi il 10% di una intera linea di prodotto &#8220;tappato&#8221; i conti si fa presto a farli.</p>
<p>Ora s&#8217;attende solo l&#8217;ultima e definitiva prova, quella del tempo.</p>
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		<title>Blogger al forno &#124; Storie della storia del Jet Chef Premium Whirlpool</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 14:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando mi ha contattato Simone via mail &#8211; e come sennò &#8211; tutti campanelli d&#8217;allarmi trillavano. Complimenti per il blog, ti seguiamo da tempo, quelle cose che leggo in una delle &#8211; almeno &#8211; dieci lettere che ricevo ogni giorno e che si concludono in una bislacca proposta di affiliazione (pensa, fino a 3 euri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/jet-chef-009-800x600.jpg" rel="lightbox[10514]"><img class="size-full wp-image-10515 aligncenter" title="Blogger al Forno - Jet Chef Premium Whirlpool" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/jet-chef-009-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Quando mi ha contattato Simone via mail &#8211; e come sennò &#8211; tutti campanelli d&#8217;allarmi trillavano. Complimenti per il blog, ti seguiamo da tempo, quelle cose che leggo in una delle &#8211; almeno &#8211; dieci lettere che ricevo ogni giorno e che si concludono in una bislacca proposta di affiliazione (pensa, fino a 3 euri per ogni link contestuale!), scambio gratuito di banner con semisconosciuti aggregatori,  o la redazione di veri e propri articoli sponsorizzati dietro compenso, (Anche 30 o 40 euri a pagina!). La leva dell&#8217;ulna spingeva già verso il tasto <em>canc</em> quando una certa cura nel finale m&#8217;acchiappò. Dice, si tratta di usare il forno <a href="http://www.whirlpool.it/app.cnt/whr/it_IT/pageid/pgwpproddtl001/catid/1/subcatid/5/prodid/33268">Jet Chef Premium</a> della Whirlpool per sei mesi e scrivere qualcosa ogni settimana sulla propria esperienza. Tanto per tastare il terreno rispondo e dico, Mitico, ma una volta alla settimana valica la soglia del dolore per la mia sovracompressa agenda. La risposta è convincente, circostanziata. Il successivo carteggio con Simone e MariaCarla mi convincono che si tratta di una cosa seria, fino alla prova provata: ecco in linea <a href="http://www3.varesenews.it/blog/blogger-al-forno/">Blogger al forno</a>.</p>
<p>Per prima cosa mi devo riprendere dal trauma della scoperta dei compagni di viaggio: io che vengo dalla campagna mi trovo lì, assieme a <a href="http://www.chiarapoli.it/">Chiara Poli</a> e <a href="http://www.lucaviscardi.eu/">Luca Viscardi</a>, lo scrittore <a href="http://www.paolofranchini.tk/">Paolo Franchini</a>, <a href="http://fran.splinder.com/">Francesca &#8220;Fran&#8221; Fiorini</a> (sì, quella del tonno e del grissino) e <a href="http://www3.varesenews.it/blog/blogger-al-forno/?author=10">Lord Whirlpool</a>. Devo dire che in questa stessa definizione è contenuta una cifra di &#8220;non prendersi troppo sul serio&#8221; che mi fa stare bene.</p>
<p>Poi è arrivato l&#8217;arnese. Per una lunga mezz&#8217;ora ho creduto fosse la <em>sgabina </em>del teletrasporto dell&#8217;Enterprise, poi mi sono reso conto che era un elettrodomestico. Non sono pratico di microonde, fino ad ora l&#8217;ho usato quasi solo per riscaldare i piatti prima di impaginare. E per piatti intendo proprio le stoviglie. Quindi sono perfettamente a <em>zero tituli</em> con l&#8217;argomento e posso serenamente lanciarmi nel vuoto, e guardare di nascosto l&#8217;effetto che fa.</p>
<p>Ecco <a href="http://www3.varesenews.it/blog/blogger-al-forno/?p=96"> il mio primo post</a> su Blogger al forno. Gli altri verranno.</p>
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		<title>Tasting Panel &#124; Oneglass</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 05:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[oneglass]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting Panel]]></category>

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		<description><![CDATA[La curiosità è nata quando è stata presentata l&#8217;iniziativa: un Panel che valutasse il contenitore ancora prima del contenuto. Per la verità basta fare una riflessione nemmen tanto sagace per rendersi con che l&#8217;dea è la soluzione per molte domande. La portabilità, il tappo, lo stoccaggio. Il limite etilometrico, la moderazione nel consumo, la lotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-8-800x600.jpg" rel="lightbox[10454]"><img class="size-full wp-image-10456 aligncenter" title="Oneglass" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-8-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>La curiosità è nata quando è stata presentata l&#8217;<a href="http://www.oneglass.it/">iniziativa</a>: un Panel che valutasse il contenitore ancora prima del contenuto. Per la verità basta fare una riflessione nemmen tanto sagace per rendersi con che l&#8217;dea è la soluzione per molte domande. La portabilità, il tappo, lo stoccaggio. Il limite etilometrico, la moderazione nel consumo, la lotta agli sprechi. Insomma c&#8217;erano abbastanza motivi per partecipare alla giostra con la mente aperta e senza pregiudizi.<br />
Poi arriva il kit di Oneglass, una delle &#8220;confezioni&#8221; più belle che mi sia capitato di vedere. Aspetto suburbano, post industriale di imballaggio usato, in realtà raffinatissimo cartone fustellato. Stampa delavè e font &#8220;timbrato&#8221; per quello slogan, &#8220;vino allo stato puro.&#8221; per la verità anche sovraesposto. Il target appare di un consumatore sensibile anche alla raffinatezza ed alla cura del packaging.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-6-800x600.jpg" rel="lightbox[10454]"><img class="size-full wp-image-10457 aligncenter" title="Oneglass" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-6-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>In effetti tenere in mano la &#8220;bottiglia&#8221; di Oneglass è una bella sensazione. Quella mano pesca, quella gommina-grip che è un piacere tenere tra le mani. Avare le informazioni sul contenuto: generiche note di degustazione, composizione del blend dei vitigni, ma nessuna indicazione sulla provenienza, sul produttore, sulla vinificazione. Le indicazioni d&#8217;uso sono chiarite da un paio di pittogrammi a cui non presto alcuna attenzione, e mi fido di più delle fessure predisposte ai lati del collo della bottiglia. Temevo assai l&#8217;effetto brick, una delle cose più detestabli che sia mai stata inventata dall&#8217;uomo: invece qui l&#8217;apertura è agevole, proprio un gesto.<br />
La mescita è meno intuitiva. Arranco attorno allo strappo cercando di aprire il varco premendo sui  bordi del contenitore ma ho mala parata. Solo dopo varii armeggiamenti mi arrendo, capovolgo la sacchetta e strizzo. Ecco fatto. Bastava guardare la figura, dice, ma in verità non è bastato. Una volta compreso il meccanismo va tutto liscio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-10-800x600.jpg" rel="lightbox[10454]"><img class="size-full wp-image-10458 aligncenter" title="Oneglass" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-10-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Altra cosa di gran vantaggio è la praticità di preparazione. Nella sera più calda degli ultimi duemila anni, con 31 gradi netti per casa, il bianco va a temperatura di servizio din 10 minuti di freezer, mentre il rosso raggiunge il &#8220;fresco cantina&#8221; in poco più tempo nel reparto frigor.</p>
<p>Verso: sono 100ml, cioè meno di una calice da mescita, in pratica la quantità da assaggio ad una degustazione. Due sorsi e via. Certo l&#8217;ideale per i posti di blocco con l&#8217;etilometro, ma di certo inadeguata ad una fruizione appena più libertina del prezioso liquido.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-11-800x600.jpg" rel="lightbox[10454]"><img class="size-full wp-image-10459 aligncenter" title="Oneglass Pinot Grigio" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-11-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>IGT delle Venezie Pinot Grigio 2009: limpidissimo e chiaro, presenta invece qualche sentimento più oscuro al naso, una sensazione di cotto e molle che cozza con l&#8217;idea di freschezzadel bianco. Il sorso invece è secco, e non ribatte le caratteristiche. Al termine resta la nota alcoolica, in una generale idea di soddisfazione assai moderata.</p>
<p>IGT Toscana Sangiovese 2008: meglio, con questo naso più asciutto e plausibile, seppure semplice, piuttosto fermo. Stretta anche la bocca, non esente da una leggera, sfocata sensazione tannica. Il rosso rubino all&#8217;assaggio dice di una certa linearità, di correttezza, nel limine dei tradizionali vini della casa in osteria.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-16-800x600.jpg" rel="lightbox[10454]"><img class="size-full wp-image-10460 aligncenter" title="Oneglass Sangiovese" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-16-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Oneglass in confezione da 16 pezzi costa poco meno di 26 europei. Una bottiglia quindi (8 bicchieri) vale 13, cioè il prezzo di un vino già di un certo prestigio. Dunque il target non solo è del pubblico che apprezza l&#8217;immagine, ma anche di chi si avvicina al vino &#8220;taglio alto&#8221;: molto più alto degli sfusi e dei bag che stanno spopolando tra l&#8217;utenza popolare, senza abbandonarne sensibilmente la sensazione organolettica.</p>
<p>Praticità dunque, fin che vuoi, con il dubbio della modica quantità. Prezzo che paga più l&#8217;innovazione e la confezione che il contenuto. Forse i bianchi particolarmente stressati dalla procedura di imbottigliamento soffrono di più, ma la domanda è a quei prezzi nonvale la pena di spostarsi direttamente su un vino che vlgalapena di essere bevuto anche in modica quantità?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-20-800x600.jpg" rel="lightbox[10454]"><img class="size-full wp-image-10461 aligncenter" title="Oneglass" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/oneglass-20-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
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		<title>Mai più senza &#124; Ultimate Coffee Warrior</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 15:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cb industries]]></category>
		<category><![CDATA[etienne louis]]></category>
		<category><![CDATA[macchina per il caffè]]></category>
		<category><![CDATA[saeco]]></category>

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		<description><![CDATA[Hai presente l&#8217;ospite che al momento del caffè non prende più la porta di casa e continua a macinare chiacchiere (e maroni) per ore ed ore? Ecco. CB Industries ha realizzato questa arma letale che occasionalmente, grazie al meccanismo SAECO nascosto nella mazza ferrata, produce caffè espresso di ottima qualità. Dice. Ho tentato di ordinarla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/expresso-machine.jpg" rel="lightbox[10242]"><img class="size-full  wp-image-10243 aligncenter" title="expresso machine" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/expresso-machine.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
<p>Hai presente l&#8217;ospite che al momento del caffè non prende più la porta di casa e continua a macinare chiacchiere (e maroni) per ore ed ore? Ecco.<br />
<a href="http://www.cbindustries.ch">CB Industries</a> ha realizzato questa arma letale che occasionalmente, grazie al meccanismo SAECO nascosto nella mazza ferrata, produce caffè espresso di ottima qualità. Dice.<br />
Ho tentato di ordinarla senza chiedere il prezzo, ma mi dicono che si tratta di un prototipo del designer Etienne Louis e la produzione di serie non è ancora avviata.<br />
O forse io non capisco una verza di tedesco.</p>
<p><em>Update: la seconda. ne sono stati fatti 1700 esemplari [via Kapakkio]</em></p>
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		<title>Mai più senza &#124; Il Coccoltello</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 12:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[attrezzi da cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[Usi il coltello per tagliare la tua bistecca di rinoceronte andino: servita al sangue, con una lasciva salsa di fegato di cavalletta, spine di cactus opuntia marinato e spezie turche. E ora? eccolo tutto inzaccherato che non sai come fare ad appoggiarlo a quella stoviglia che non puoi più chiamare banalmente &#8220;piatto&#8221; perchè un arnese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/coccoltello.jpeg" rel="lightbox[10152]"><img class="size-full wp-image-10155 aligncenter" title="coco - il coccoltello" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/coccoltello.jpeg" alt="" width="532" height="256" /></a></p>
<p>Usi il coltello per tagliare la tua bistecca di rinoceronte andino: servita al sangue, con una lasciva salsa di fegato di cavalletta, spine di cactus opuntia marinato e spezie turche. E ora? eccolo tutto inzaccherato che non sai come fare ad appoggiarlo a quella stoviglia che non puoi più chiamare banalmente &#8220;piatto&#8221; perchè un arnese spiraliforme e gibboso. Macchierà inevitabilmente la candida tovaglia di fiandra del 1893, facendoti fare la figura del <em>mischino</em>.<br />
Salvo alcuni rari locali di altissima fighettoneria che provvedono il coltello in epico equilibrio su di una specie di treppiede scomposto in due pezzi, <em>à la japan</em>.<br />
Ora <a href="http://www.koziol.de/">Koziol</a>, azienda tedesca formidabile nel design non-serioso, ha inventato &#8220;coco&#8221;, un coltello a forma di coccodrillo che sta in piedi da solo. Colorato e sbarazzino, farà divertire i PEU [Piccoli Esseri Umani] al tavolo con voi, che cercheranno di ferirsi in modo grave sventolandolo ad altezza d&#8217;occhi, ma salverà dai graffi i vostri vassoi portatorta.<br />
E&#8217; fabbricato con un materiale plastico dal nome arcano, il PoliMetilMetaAcrilato (<a href="http://www.matrec.it/Materials/Material,mtid,1,mid,221,intLangID,1.html">PMMA</a>) che consente grande libertà di progettazione. Inquietano gli occhietti del coccodrillo che ti guardano mentre mangi&#8230;<br />
Costa meno di dieci europei. Per la precisione 9.95€. Cadauno.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/coco.jpg" rel="lightbox[10152]"><img class="size-large wp-image-10157 aligncenter" title="coco - il coccoltello" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/coco-800x534.jpg" alt="" width="504" height="337" /></a></p>
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		<title>Mai più senza &#124; Pizzismi e bizzarrìe: Sega circolare per pizza</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 14:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fred & friends]]></category>
		<category><![CDATA[pizzapro 300]]></category>
		<category><![CDATA[sega circolare per pizza]]></category>

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		<description><![CDATA[Credevo di avere visto tutto, anche cose che voi umani. Ma la sega circolare laser per tagliare la pizza la voglio, costi quel che costi. Sai che figurone, tra gli amici della cena &#8220;ognuno porta qualcosa&#8221;, sfoderare questa meraviglia al laser e trinciare ogni genere di lievitato schiaccio? da Fred &#38; Friends, PizzaPro 3000, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credevo di avere visto tutto, anche cose che voi umani. Ma la sega circolare laser per tagliare la pizza la voglio, costi quel che costi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pizza-pro01.jpg" rel="lightbox[10122]"><img class="size-full wp-image-10123  aligncenter" title="pizza-pro01" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pizza-pro01.jpg" alt="" width="455" height="421" /></a></p>
<p>Sai che figurone, tra gli amici della cena &#8220;ognuno porta qualcosa&#8221;, sfoderare questa meraviglia al laser e trinciare ogni genere di lievitato schiaccio?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pizza-pro-2.jpg" rel="lightbox[10122]"><img class="size-full wp-image-10124  aligncenter" title="pizza-pro-2" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/pizza-pro-2.jpg" alt="" width="448" height="471" /></a></p>
<p>da <a href="http://www.worldwidefred.com/pizzaboss3000.htm">Fred &amp; Friends</a>, <strong>PizzaPro 3000</strong>, un nome una garanzia.</p>
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		<title>Ristorazione &#124; Continuiamo a farci del male?</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 10:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Il Piastrino; La Battigia]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Non la farò lunga: ma due parole sul &#8220;colore dei soldi&#8221; le vorrei dire. Il Piastrino: è il locale di Riccardo Agostino, chef dal curriculum prezioso: Vissani e Povero Diavolo tra gli altri. Una bella tavola in un bel posto con una bella cantina, profusione di sorrisi e una cortesia come un abbraccio. La Gran [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non la farò lunga: ma due parole sul &#8220;colore dei soldi&#8221; le vorrei dire.</p>
<p><strong>Il Piastrino:</strong> è il locale di Riccardo Agostino, <em>chef </em>dal curriculum prezioso: <a href="http://www.appuntidigola.it/2009/01/12/vissani-civitella-del-lago-tr-85/">Vissani</a> e <a href="http://www.appuntidigola.it/2009/09/21/il-povero-diavolo-torriana-rn-9-1/">Povero Diavolo</a> tra gli altri. Una bella tavola in un bel posto con una bella cantina, profusione di sorrisi e una cortesia come un abbraccio. La <em>Gran Degustazione</em> contiene: un sfizio, due antipasti, 6 tipi diversi di pane fatto in casa; un primo, una pietanza, un pre-dessert che ne vale uno vero e un dessert. Piccola pasticceria a chiudere. Almeno un piatto da urlo sperticato (le quaglie) e un altro paio da portarsi via nel cuore. Spesa? 45 eurini. Esperienza di gran valore in assoluto, una delle più grandi relativamente al rapporto soldi/felicità. In pochi posti nel mondo di mangia così spendendo così. Clienti? pochi, di venerdì sera. E&#8217; vero, il locale è fuori mano, per arrivare all&#8217;austera <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pennabilli">Pennabilli</a> occorrono 45 minuti fitti di curve e controcurve, da Rimini. Eppure questa è una esperienza ad un costo: no accettabile, ma addirittura contenuto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/img-112-800x6001.jpg" rel="lightbox[10066]"><img class="size-full wp-image-10068 aligncenter" title="Il Piastrino | Uovo morbido croccante " src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/img-112-800x6001.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p><strong>La Battigia:</strong> un locale sulla spiaggia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Misano_Adriatico">Misano Adriatica</a>, piuttosto curato e specializzato in cucina marinara. <em>Degustazione </em>di pesce di tutta sicurezza: antipasti freddi e caldi, due assaggi di primo (immagina tagliolini con il ragù di pesce e spaghetto alle vongole) grigliata all&#8217;adriatica, fritto. Dessert. Gli stessi 45 euri. Tutto nel limine della cucina di bordo mare, seppur con un occhio alla materia. Le cotture della pasta sono abbastanza precise, il fritto discreto, ma la routine fa aggio su tutto. Gli antipasti sono telefonatissimi, anche se corretti, tranne qualche esitazione quà e là. C&#8217;è un piccola cantina di bianchi, soprattutto referenze commerciali. Il locale è pieno il sabato sera: ed è una serata fredda, piovosa, che induce a stare in casa. Il servizio incespica visibilmente, s&#8217;impianta del tutto nel momento di massimo afflusso: ma è condito con cortesia non affettata. Onestamente, sopra la media del lungomare, per intenderci.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/img-090-800x600.jpg" rel="lightbox[10066]"><img class="size-full wp-image-10069 aligncenter" title="LA Battigia | Fritto di paranza" src="http://www.appuntidigola.it/wp-content/uploads/img-090-800x600.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p>Entrambi i locali hanno dignità. Entrambi hanno una <em>mission </em>chiara, senza ambiguità. Entrambi possono pretender la medesima cifra di rispetto: non è nemmeno indispensabile redigere una seppur corta classifica. La questione dunque non è se il corrispettivo della loro prestazione è adeguato o no, entrambi hanno una formulazione chiara ed onesta del loro prezzario. La domanda è: non dico più da una parte che dall&#8217;altra, ma perchè la folla non si fende in almeno due ali? Non è questione di costo, perchè la spesa è uguale. Non è questione di piacevolezza, perchè non v&#8217;è paragone alcuno. E non può essere solo questione di chilometri, suvvia. Non nell&#8217;era del teletrasporto.</p>
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		<title>Il racconto nel bicchiere: enoviralità &amp; enosinestesie</title>
		<link>http://www.appuntidigola.it/2010/06/21/il-racconte-nel-bicchiere-enoviralita-enosinestesie/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 09:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi & notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Vinix Unplugged Unconference]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ho fatta un po&#8217; lunga, e il risultato non è granchè: ho usato un programma shareware che logicamente impone il proprio watermark. Ecco la versione completa. La qualità è quel che è, ma in mancanza di cavalli&#8230; #Vuu View more videos from stefanocaffarri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ho fatta un po&#8217; lunga, e il risultato non è granchè: ho usato un programma shareware che logicamente impone il proprio watermark. Ecco la versione completa. La qualità è quel che è, ma in mancanza di cavalli&#8230;</p>
<div id="__ss_4562260" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="#Vuu" href="http://www.slideshare.net/stefanocaffarri/vuu">#Vuu</a></strong><object id="__sse4562260" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/playerv.swf?doc=vuu-dopo-100621035334-phpapp01-video&amp;stripped_title=vuu&amp;autoplay=0" /><param name="name" value="__sse4562260" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse4562260" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/playerv.swf?doc=vuu-dopo-100621035334-phpapp01-video&amp;stripped_title=vuu&amp;autoplay=0" name="__sse4562260" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">videos</a> from <a href="http://www.slideshare.net/stefanocaffarri">stefanocaffarri</a>.</div>
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