di Stefano Ricci

Una mente acciaccata e centrifuga può essere sconvolta dai quesiti più improbabili. Oggi mi arrovellavo su questi due, a loro modo correlati.
1. Solo io frequentando il gastro-web – sembra una malattia dell’apparato digerente, probabilmente lo è – ho l’impressione che le cose accadano solamente nelle città, possibilmente grandi?
2. Per quale motivo nelle città, possibilmente grandi, spuntano gelaterie artigianali come nemmeno i porcini dopo i primi scrosci autunnali?
Riguardo al primo quesito non ci posso fare molto, se non arrendermi al pensiero dominante sbandierando puerilmente il mio fiero provincialismo ed il mio biasimo pacato verso gli agglomerati…
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In anteprima AdG aveva assaggiato gli eccellenti spaghettoni, novità d’autunno per il dinamico pastifizio di Predazzo. Parlandone al telefono con Riccardo Felicetti, demiurgo della Casa trentina, mi aveva salutato con un inquietante “Sentirai le penne”.
Detto: fatto. Il postino – che anche a Borzano sulla Lodola suona sempre due volte – mi recapita la scatola con l’altro “nuovo” formato. Si tratta di una trafila un po’ più generosa del formato tradizionale, che ardirei chiamare “pennoni” se non fosse che il gergo marinaresco non mi s’addice.
Le metterò alla prova con un “piennolo”…
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È già Natale: un ritornello come quello della tropicalizzazione, delle mezze stagioni e che non ci sono più le cose di una volta.
Eppure quando apro il pacco e si sprigiona il profumo abbracciante dei panettoni aromatizzati Loison mi passa di mente il luogo comune, e mi abbandono alla lussuria. Lascio ad altri le tiritere sul miglior panettone artigianale, industriale, semindustriale e semiartigianale, e mi contento delle fazze dei PEU la domenica mattina, giudici impietosi. Allungano la mano, e sorridono.
I panettoni Loison sono ineluttabilmente buoni, belli e ben confenzionati. Quello al fico potrebbe far temere qualche dolcezza di troppo: al profumo si sentono i precursori…
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C’è questo slogan, che incute un certo timore: Ultimate Pasta Experience suona un po’ come Vedi Napoli Poi Muori, che io fino a 40 anni ho preferito tirare dritto che non si sa mai.
Allora arriva il postino e mi porta il pacchettino: la rima baciata è un po’ forzata. Contiene un pacco di Spaghettoni Monograno, il grambiale con la reboante scritta, e una lettera. Scritta a mano, deliziosamente, Ci farebbe piacere sapere cosa ne pensa. Il delizioso Lei.
Insomma il nuovo formato Felicetti è uno spaghetto vero: dal calibro robusto. La trafila ha la mano di Felicetti: non bianchissima, non slavata, non troppo gialla: una sfumatura, ecco, delicata.
La lunghezza dello spaghettone…
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Immagina la sorella più bella della nutella: poi migliorala ancora un po’ con una finissima granella di nocciuole, immesse nella misura esatta e perfetta della lussuria.
Un cucchiaio solo di questa pozione, e il passaporto per il Girone di Ciacco è assicurato.
Patrick Agnellet è un chocolatier patissier di Annecy Le vieux.
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